La voce degli emergenti: i Florio’s e il loro rock

La voce degli emergenti: i Florio’s e il loro rock

Band eterogenea quella dei Florio’s, quattro ragazzi tra i 21 e i 28 anni originari di Cassino (FR) che hanno cominciato nel 2011 riarrangiando in chiave rock le più grandi canzoni della musica italiana. Li abbiamo intervistati per voi per la prima della nostra rubrica sugli artisti emergenti!

Ciao ragazzi, partiamo con una domanda semplice semplice: da dove nasce il nome “Florio’s”?
Florio’s è un omaggio a chi ci ha fatti incontrare: il nostro primo cantante, durato meno di niente. Senza di lui non esisteremmo.

E’ cambiato molto il vostro sound dagli esordi nel 2011 ad oggi?
Nel 2011 eravamo giovani, qualcuno di noi giovanissimo, e non avevamo un’idea chiara di come volessimo suonare. Abbiamo iniziato suonando la musica italiana degli anni ’60 a modo nostro, senza particolari preoccupazioni. Man mano si è formato un sound più definito e abbiamo iniziato a pensare a cosa suonasse “Florio’s” e cosa no. Sono cambiate anche le nostre influenze (5 anni insieme non sono pochi), abbiamo cambiato bassista, abbiamo trovato una via comune attraverso gli arrangiamenti delle cover prima e attraverso la scrittura degli inediti poi. Il tutto, sempre, in sala prove, nella quale ognuno di noi ha lo stesso spirito propositivo.

Qual è il punto forte della vostra formazione?
Ragioniamo come una band, ognuno di noi ha un’identità musicale molto chiara e ci conosciamo molto bene: l’arrangiamento dei brani è un processo quasi naturale, non viviamo di protagonismi ma ogni strumento sa stare al proprio posto. Questo crediamo si percepisca ascoltando il disco: siamo 4 musicisti che ragionano per uno.

Cosa cercate attraverso la musica?
La musica è il nostro sfogo: siamo caratteri piuttosto introversi, attraverso la musica cerchiamo di buttare fuori i nostri sentimenti; nascosti dietro uno strumento ci sentiamo protetti, la musica è un grande veicolo di emozioni, ci difende dagli imbarazzi e dalle paure. E’ un mezzo catartico, ci purifica.

Parliamo un po’ del vostro EP “Rimanere Lucidi”. Quanto è durata l’incubazione di questo progetto?
“Rimanere lucidi” è uscito nel 2015, dopo una gestazione di un anno. Non sappiamo precisamente quando abbiamo iniziato a pensarci, ma dopo anni passati a riarrangiare le canzoni degli altri, è stato quasi automatico passare a un livello successivo e iniziare a scrivere. Dopo i primi riff in sala prove, i brani sono stati scritti in poco tempo, sono serviti a dare una svolta al gruppo per trasformarsi da cover band a un vero progetto originale.

Di cosa parla?
“Rimanere lucidi” parla di rincorse, debolezze, speranze e richieste d’aiuto. Parla d’amore e di tutte le sue conseguenze. Come detto prima, è uno sfogo, un modo per urlare dei sentimenti che spesso restano nascosti.

Cosa vuol dire per voi “rimanere lucidi”? Ed è importante?
Rimanere lucidi è una necessità. Bisogna rimanere lucidi nonostante i rifiuti, le paure e le turbolenze, che in una canzone dipendono dall’amore, nella vita dipendono da tanti fattori. Bisogna restare calmi e affrontare il mondo senza perdere la testa, oppure il tuo corpo prima o poi cede.

So che praticamente un anno fa avete aperto il concerto di 99posse e Bandabardò al Gallinarock. Cosa ci raccontate di questa esperienza?
E’ stata una bella esperienza, ci ha fatto piacere perché siamo stati chiamati dall’organizzazione del festival. Non abbiamo partecipato a contest vari ma è stato un invito diretto a salire sul palco prima del main event, hanno pensato a noi in maniere gratuita e la stima gratuita ci riempie sempre d’orgoglio.

Avete una grande esperienza nei live e anche dal vostro EP traspare un forte affiatamento. Raccontateci un po’ di come siete nati.
L’affiatamento viene dall’esperienza. 5 anni insieme con questo progetto e centinaia di concerti ci hanno fatto conoscere perfettamente. In più ci lega la stima reciproca e l’amicizia. Nel 2011 ognuno di noi aveva già suonato insieme in altre band, ma ci mancava un progetto in cui essere tutti insieme. Siamo partiti in 5, poi siamo rimasti in 4 ed è arrivato Davide al basso, con cui ci conoscevamo già molto bene. Con lui abbiamo avuto la spinta decisiva per cambiare faccia e scrivere le nostre canzoni.

Per concludere, cosa vi aspettavate da questo 2016 che non è ancora successo e cosa sperate per l’anno che verrà?
Con il disco uscito a dicembre 2015, sapevamo che il 2016 sarebbe stato un anno di cambiamento e “tirocinio”. Il mondo della musica indipendente è vastissimo e ci sono dinamiche a cui non eravamo abituati. Abbiamo fatto tanta palestra, abbiamo continuato a scrivere canzoni ed è nato un altro disco che uscirà a gennaio 2017, ci siamo affacciati su Roma e su realtà per noi nuove. Avremmo potuto suonare di più, ma ci piace pensare che sia stato un anno di costruzione e maturazione. Il 2017 sarà un anno decisivo per il nostro futuro: sono in cantiere il nostro primo videoclip, un disco nuovo, il lancio del nuovo sito, collaborazioni musicali importanti e nuovo materiale da scrivere. Ci stiamo impegnando tanto, vedremo tutti insieme cosa succederà!

E’ possibile ascoltare i Florio’s su tutte le piattaforme di streaming e digital store!

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