Piccola Katy a 5 voci: i grandi classici funzionano sempre e i Pooh ne sono la prova

Piccola Katy a 5 voci: i grandi classici funzionano sempre e i Pooh ne sono la prova

Questa sera i Pooh si esibiranno per la prima delle tre date previste all’Arena di Verona ma da qualche giorno è in rotazione radiofonica un loro “nuovo” singolo: a partire da venerdì 2 settembre è uscito “Piccola Katy”.

No, non è uno scherzo, stiamo parlando proprio di quella Piccola Katy, quella che 48 anni fa ha bruciato tutti i ricordi del suo passato e di colpo ha deciso di andarsene via. Ma il brano che viene trasmesso da qualche giorno non è quello pubblicato nel lontano 1968: si tratta invece di una nuova versione versione a cinque voci, che segue l’onda del rifacimento di brani storici che la band di Roby Facchinetti, Red Canzian, Stefano D’Orazio e Riccardo Fogli ha messo in atto per festeggiare i propri 50 anni di carriera. Prima di Piccola Katy infatti, la stessa sorte è toccata a brani indimenticabili come Pensiero, Noi Due Nel Mondo E Nell’Anima e Chi Fermerà La Musica, tutti pubblicati come singoli in una nuova versione più attuale (e più rock) e con l’aggiunta della voce di Riccardo Fogli, rientrato in formazione per questa speciale Reunion.

Molti di voi si staranno forse domandando il senso di una mossa discografica di questo tipo: di fronte alla possibilità di sfruttare l’onda emotiva degli ultimi inediti (ricordiamo ad esempio il brano Ancora Una Canzone, rilasciato il giorno del debutto dei Pooh a San Siro) della band che a partire dal 31 dicembre 2016, dopo mezzo secolo di attività chiuderà i battenti, perché affidarsi a brani sentiti e risentiti in oramai moltissime versioni? Le motivazioni probabilmente possono essere infinite e di certo noi non le conosciamo ma fermandoci a riflettere ne abbiamo trovate alcune non sono poi cosi banali. Ciò che i fans avranno sicuramente pensato sarà stato qualcosa tipo “i Pooh non sono quelli di Piccola Katy” e questo è indubbiamente vero: per i più appassionati c’è un patrimonio discografico interminabile di brani che probabilmente sarebbero stati più adatti da tirare fuori dal cassetto per un’occasione cosi importante, ma sarebbe stata la mossa corretta?

Celebrare un compleanno, un anniversario importante è prima di tutto rivivere la propria storia, sottolineata da quei momenti clou che tutti conoscono. E in fondo è proprio questo che i Pooh probabilmente stanno cercando di fare: rimettere in gioco la propria storia partendo da quei brani che più li hanno fatti ricordare. E’ inutile negarselo: a chiunque si chieda qual è il primo brano dei Pooh che viene loro in mente, la risposta sarà sempre o Pensiero, o Piccola Katy o altri (come quelli, appunto, riproposti in questi mesi), ma mai Giorno Per Giorno, La Leggenda di Mautoa o Storia Di Una Lacrima. Non bisogna inoltre dimenticare che ci sono brani che sono considerati radiofonici e brani che non lo sono per niente, e probabilmente suite come Parsifal o Il Tempo Una Donna La Città, sicuramente non sarebbero mai trasmessi da radio di punta all’ora di pranzo, sorte che invece è toccata ad altri brani.

E poi quale modo migliore di far conoscere i Pooh anche ad una generazione che non li ha vissuti? È vero che si è sempre detto che ai loro concerti si vedono persone di tutte le età, ma ho visto ragazzi che non hanno mai ascoltato i Pooh e che li hanno sempre considerati “musica per vecchi” avere con orgoglio nella loro playlist estiva il remake di Chi Fermerà La Musica, dichiarando di aver apprezzato tantissimo la musica attuale e un po’ rock di quel brano che non avevano mai sentito sino ad allora; non è forse questa una vittoria? Riuscire a far percepire come attuale un brano del 1981? Di certo molti di loro si saranno imbattuti in questi brani ascoltando distrattamente la radio, ascoltando proprio quei singoli entrati in rotazione radiofonica con l’intento di celebrare i cinquant’anni di carriera dei Pooh, di una band che non ha più bisogno di un nuovo singolo, di un nuovo inedito o di chissà quali altri effetti speciali per dimostrare di aver segnato un epoca. Il loro essere “musicanti inossidabili, ancora in prima pagina” è essere dimostrato anche dal solo dato di fatto di star festeggiando in questo 2016 il mezzo secolo di attività rimettendosi in gioco in tutto e per tutto, per dimostrare ancora una volta la loro alta caratura artistica e soprattutto umana.

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