Intervista a Stefano Signoroni: “La mia musica è intrattenimento, come la TV anni 60′”

Intervista a Stefano Signoroni: “La mia musica è intrattenimento, come la TV anni 60′”

Stefano Signoroni, la copertina di “Good Times”

Abbiamo intervistato Stefano Signoroni, un crooner in pieno stile anni 60′, oggi con il suo primo album “Good Times”.

Quando incontri Stefano Signoroni non puoi che, inevitabilmente, tornare indietro nel tempo. Questo perchè Stefano Signoroni è un crooner italiano, in pieno stile anni 60′, capace di raccontare quei tempi con la modernità di oggi. Nei suoi video si può notare la nota vintage ma con uno sguardo al presente. Tutto ciò è “Good Times”, il primo album di Stefano Signoroni disponibile ora nei negozi e piattaforme di streaming, all’interno 8 cover e 2 inediti.

Dopo una lunga tournée europea è stato pubblicato “Good Times” ma alle spalle Stefano Signoroni ha una lunga carriera fra tv, cinema e radio:  “La Canzone del Secolo”, di Pippo Baudo, “Comedy Club”, di Federica Panicucci, “Kalispera”, di Alfonso Signorini, e il programma radiofonico Alfonso Signorini Show – RMC. Durante la sua carriera ha anche collaborato in qualità di corista e tastierista con Eros Ramazzotti e scritto, insieme a Jacopo Sarno e Andrea Torresani, il brano “This is Christmas” scelto come colonna sonora del film di Massimo Boldi “A Natale mi sposo”. Oltre al progetto Stefano Signoroni and the MC con la collaborazione del musicista Flavio Scopaz.

Abbiamo incontrato Stefano per farci raccontare qualcosa in più del suo nuovo e primo album “Good Times”.

Ciao Stefano,
da tempo sei stato presente in tv, hai suonato in radio e realizzato brani ma oggi ti presenti da crooner italiano, quando ti sei sentito davvero un crooner?
Mi sono sempre un po’ sentito di appartenere a quel mondo. Il crooner è il cantante che te la racconta, se penso ai nomi pazzeschi come Sinatra, cantanti inarrivabili, ma non solo, erano bravi a ballare, a recitare, musicisti, quindi erano artisti di spessori ma erano degli intrattenitori. Io mi sento un po’ questo, la musica per me è intrattenimento, ma per me, è la musica che voglio fare io. Far passare un po’ di tempo spensierato, come in tv negli anni 60′, farti evadere. Oggi è più una realtà che non è realtà ma te la fa credere, è cambiato il modo di comunicare.

All’inizio ti sentivi più affine all’ambiente televisivo?
No no, mi sono sempre sentito un cantante e musicista. Però studiando certi fenomeni musicali che mi hanno appassionato mi sono accorto che la televisione era una parte integrante di quelle carriere. Mina era in televisione, se no chi avrebbe conosciuto Mina a quel livello? Ai quei tempi. Si andava al bar e Mina era in tv, era anche un personaggio televisivo ma questo non le ha mai tolto la dimensione di cantante. Un altro mio mito è Lelio Luttazzi, un grandissimo musicista, cantante ed anche lui in tv, di una raffinatezza ed eleganza meravigliosa. Mi piacerebbe fare della televisione in quel modo lì, è una cosa difficile, ma cercare di riportare quello che era in una dimensione moderna.

Il jazz/blues in che modo è entrato nella tua vita?
Io fin da ragazzino sono cultore della musica inglese più pop, Beatles, Elton John però ho avuto una formazione abbastanza classica, ho iniziato ad affrontare anche questi generi e ho visto che mi ci ritrovo molto, mi danno molta soddisfazione. “Good Times” non è un disco swing ma più sul pop, con delle atmosfere decisamente vintage e con lo spirito di quei tempi, tutto suonato dal vivo e nessun suono elettronico.

Adesso è arrivato il tuo primo album d’esordio “Good Times”, in quali tempi hai voluto trasportare i brani?
La magia degli anni 60′, delle grandi orchestre, dei grandi show mai più ripetuta. Ho avuto raccontare questo periodo perchè secondo me era quello maggiormente ricco di contenuti, poi negli anni a venire si è un po’ inaridito tutto. Probabilmente avendo tutto a disposizione subito come Google e Wikipedia fa sembrare tutto più semplice. Una volta tutto era un processo di studio e di informazione e le opere erano più ispirate con dentro tanto di noi, oggi è più facile fare copia incolla. Non mi ritengo un compositore moderno da oscar, ma visto che l’album racchiude un’epoca così importante aveva più senso raccontarla con delle cover e poi due inediti.

Il video ufficiale del singolo “Stai lontana da me” ti mostra a pieno con un look da crooner, ci sono artisti da cui hai preso spunto?
Si, più uno 007, un uomo d’altri tempi, l’uomo che era nelle fantasie di una volta. Il fascino di una volta! L’uomo elegante che usciva da una bella casa, l’uomo era elegante in televisione e anche la donna! Erano vera parte dello show, oggi il concetto di Bellezza è cambiato, ma io mi sento di più legato a quel periodo.
Per esempio, una volta per entrare a casa di una persona di sabato sera bisognava avere la giacca o l’abito da sera… adesso no! C’era un codice rimasto in pochissime professione, anche il medico era elegante, quindi a me piace rifarmi a quella cosa lì. Gli artisti del passato più o meno tutti!

E’ un riadattamento della versione con testo di Mogol e Adriano Celentano…
Ho scelto proprio quel brano perchè è un brano internazionale composto da Bart Bacharach, in quell’epoca è uno degli esponenti maggiori. Ma è assolutamente italiano legato ad una fetta importante dell’Italia, è un brano di Celentano famosissimo e storicamente ha un grosso peso, è un brano che decreta la nascita del Clan di Celentano.

Leggo che hai rievocato in “chiave moderna” le atmosfere del passato, li hai resi un po’ più “radiofonici”…
E’ stato realizzato in modo moderno, è che le sonorità sono diverse, un po’ più brillanti di oggi e un po’ meno “pesante”, secondo me è un disco piacevole al di là delle radio che per mille motivi non ti passano. Ma sono certo che ci sono alcuni brani che se passassero la gente ascolterebbe con piacere, ma lo dico perchè ho dei dati, il singolo “Help Yourself” nel 2013 è stato un singolo e me lo ha passato R101 e Montecarlo, allora si sono attaccate molte radio piccole e l’indice di gradimento era molto alto! Comunque da quando ci siamo messi in gioco, abbiamo fatto dei piccoli passi in avanti, quindi la direzione sembra essere quella giusta. Ma se si va in avanti, stai almeno facendo le cose giuste.

Il processo di riarrangiamento quanto è durato?
E’ stato lungo, perchè per fare un disco del genere ci vuole un impiego economico enorme perchè tutto è suonato dal vivo. Invece ho avuto la possibilità grazie a collaborazioni e amicizie che nel corso degli anni si sono create, quindi ognuno ha voluto mettere un po’ di se stesso. Questo indubbiamente aumenta il tempo di cui hai bisogno, è un po’ meno “ordinato” però è una bella soddisfazione questo lavoro di squadra.

In mezzo alla tua vita musicale ci sono due lauree in ambito scientifico (Biotecnologie Mediche e Farmaceutiche) e sei consulente all’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, immagino che il paragone con Enzo Jannacci sia già arrivato…
Arriva costantemente! Mi lusinga molto ma lungi dal paragonarmi ad un genio così grande. Però se ci pensi credo che da una parte all’altra ci vuole tanta dedizione e l’approccio è molto più scientifico per ottenere una serie di cose. Ma per essere dei grandi, devi avere una metodicità scientifica.

Come gestisci questa doppia vita professionale?
Non dormo, tremo. Al posto di dormire tremo! A parte tutto, sono un libero professionista quindi ho la possibilità di seguire una serie di progetti in un certo modo. E poi si deve incastrare tutto, non ho vita privata, altrimenti non ce la farei!!!

Ora arriverà una tournée?
Io dico sempre insieme al mio socio Flavio Scopaz, diciamo che siamo in tournée da 12 anni!! Poi spero che ora che abbiamo il disco c’è qualcosa di cui si può parlare. Stiamo organizzando già materiale nuovo ma anche i live non mancheranno. Il punto di partenza sarà sempre questo, però è chiaro che potrà evolvere in tanti modi, sicuramente ho grossi dubbi di fare un disco techno!!! Poi il sogno dei sogni è quello di arrivare in televisione in un certo modo e avere un progetto televisivo. Tra i miei obiettivi nella vita, io ce lo metto!

STEFANO SIGNORONI – STAI LONTANA DA ME (TOWER OF STRENGTH)

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