Intervista a The Strumbellas in attesa del nuovo disco Hope: se vi ricordano umbrella avete fatto centro

Intervista a The Strumbellas in attesa del nuovo disco Hope: se vi ricordano umbrella avete fatto centro
The Strumbellas

 

Li conosciamo per il successo di “Spirits”, tra le prime cinque hits più suonate dalle radio italiane, si chiamano The Strumbellas. La folk band canadese ci parla di Hope, il nuovo album in uscita il prossimo 24 giugno.

In totale sono in sei, noi incontriamo solo Simon, frontman, David, tastiera e Isabel, violino. Sono scombussolati dal fuso orario, ma tenuti in piedi da molto caffè italiano che Simon sembra gradire particolarmente. Se anche a voi Strumbellas ricorda umbrella siete sulla strada giusta.

Fa tutto parte di una strategia di marketing orientata al vostro mercato, ci immaginavamo un italiano che dice “strambellaa” – scherza Simon con le braccia all’aria. Quattro anni prima che iniziassimo a suonare assieme ero in macchina e stavo pensando ad un nome da dare ad una band e per trovarlo sono partito dalla parola umbrella. Beatles era già in uso purtroppo.

Nella loro discografia il contrasto tra esseri umani e spiriti, vita e morte sono elementi ricorrenti che ritroviamo nelle radici della musica popolare italiana, penso a “Il Pumminale” di Vinico Capossela.

Il Canada è un paese molto giovane, non possiamo andare molto indietro con la tradizione di musica popolare ma sicuramente ci ha influenzati il country americano, parla di cuori infranti e di uomini forti che cantano tutta la loro malinconia.  

 C’è infatti molta malinconia in tutto l’album che però è come un tunnel: alla fine c’è sempre la luce.

Non era una cosa voluta, ma riascoltando il disco ci siamo accorti che la parola “speranza” ritornava in continuazione, da lì la scelta del titolo Hope. Promettiamo che il prossimo sarà veramente un album felice, ci prendiamo questo impegno quindi scrivilo per favore.

In My Father and the Hunter, il loro album di debutto come in Hope, la natura fa da sottofondo; è difficile ascoltare “Diane” o “Lakes” senza immaginarsi foreste di abeti, montagne innevate e laghi che scorrono dal finestrino di una macchina.

Il Canada è un territorio molto vasto e poco popolato. Noi siamo di Toronto che è una grande città,  ma a due ore di macchina ci sei solo tu, piccolo piccolo, e la natura. La maggior parte delle canzoni infatti sono state scritte on the road.

Dalla loro formazione nel 2009, The Strumbellas hanno dovuto elaborare un modo “democratico” per mettere tutti e sei i membri d’accordo.

Per ora diciamo che Simon comanda e il resto segue, fino ad ora ha funzionato! – ci racconta Isabel. Sei persone sono tante, a volte l’aria si riscalda, ma alla fine ognuno riesce a contribuire al processo creativo. Bisogna mettere da parte l’ego e portare in studio solo la volontà di lavorare ad un obiettivo comune.

Il lavoro in studio è stato accompagnato da Dave Schiffman, ingegnere e produttore. In un periodo dove less is better The Strumbellas non hanno voluto rinunciare all’uso di numerosi strumenti e ai cori che li rendono riconoscibili al primo ascolto.

Mi ricordo quando ho scritto la mia prima canzone country, io non sono un chitarrista così bravo, quindi è un genere che mi è piaciuto fin da subito per la sua semplicità. Gli unici qui con una vera esperienza country pre-Strumbellas sono Isabel e Jeremy ,il batterista. Tutto sommato però non è il genere ad interessarci, vogliamo solo scrivere buone canzoni indipendentemente dalla forma che prenderanno.

Cosa sia una buona canzone è il più grande mistero del mondo, in assoluto il preferito di Simon.

So che il resto del gruppo non condividerà ma io divido il mondo tra canzoni belle e canzoni brutte. La cosa divertente è quando siamo in disaccordo sulla musica che ascoltiamo. Per Dave “Teenage dream” Di Katy Perry è una delle canzoni meglio scritte che abbia mai ascoltato, io sono più un tipo più da “Fireworks”! Il successo di “Spirits” è stata una cosa totalmente inaspettata. Le persone la ascoltano e ci ritrovano la loro storia dopo periodi difficili della loro vita. Forse questo è il miglior metro per giudicare una buona da una cattiva canzone.

È la prima volta in Italia come band per The Strumbellas, ma Simon, Dave e Isabel ci sono già stati per conto loro almeno una volta.

È bello essere qui non in veste di turista, vogliamo conoscere meglio l’Italia! La prossima volta ci assicureremo che il disco vada forte solo in paesi dove si mangia bene! Però ci porteremo dei vistiti più eleganti, ieri sera siamo andati in un bar e ci sentivamo così trasandati! Qui sono  tutti così chic.

Sono due le date italiane di Strumbellas previste per quest’anno: il 31 Agosto a Sestri Levante per Mojotic Festival e l’1 Settembre a Milano per Unaltrofestival.

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