I 6 secondi di S.O.S: Streets of Surrender di Zucchero e la Vox di Bono

I 6 secondi di S.O.S: Streets of Surrender di Zucchero e la Vox di Bono
Zucchero & Bono

L’album “Black Cat” di Zucchero uscirà solo il 29 aprile, ma le prime indiscrezioni cominciano già a trapelare in maniera più o meno lecita. E’ il sito u2songs.com a rendere pubblici 6 secondi della canzone “Streets of Surrender (S.O.S.)” che vede la partecipazione vocale a quanto pare oltre che di stesura di Bono Vox, frontman degli U2. La canzone, come già accennato, è stata scritta all’indomani dell’attentato del 13 novembre a Parigi. Il sito, in ogni caso, non cita la fonte che ha permesso l’ascolto di questo breve stralcio di un pezzo che, possiamo tirare ad indovinare, prospetta un’atmosfera “rispettosa”, sobria e commovente. Il tutto contornato, lo ricordiamo, dalle chitarre di Mark Knopfler, ex Dire Straits. Di lui, però, nei fatidici sei secondi ancora non v’è traccia.

E’ strano, facendosi due calcoli, che non sia stata scelta proprio questa canzone come singolo di lancio. Avrebbe probabilmente fatto un boom pazzesco, non solo per la presenza di due giganti come Bono e Knopfler, ma anche per il tema trattato. Se fosse stata scritta da Zucchero sarebbe stato leggittimo preoccuparsi un po’, si sa che lui non ha la manina di fata per queste cose. Ma non disperiamo,  in fondo anche lui ha scritto canzoni dolcissime come “Occhi” o “E’ delicato”. Solamente che per questo argomento ha deciso di affidarsi a qualcuno che quanto a liricismi e poetica se la cava un po’ meglio di lui: appunto, il nostro amato Bono.

In fin dei conti, il cantante irlandese non è nuovo a questo tipo di tematiche. Sempre stato impegnato, sia politicamente che filantropicamente: ricordiamo la campagna DATA (Debt, Aids, Trade in Africa) che mira tutt’oggi a consapevolizzare il cosidetto “mondo sviluppato” delle vere condizioni africane quali debito estero pauroso, incontrollata diffusione dell’AIDS e mercati che estrangolano il paese; o ancora molto più recentemente è stato un forte sostenitore del referendum irlandese che prevedeva l’inserimento delle coppie omosessuali come coppie reali di fronte alla legge. Con un chiamiamolo pure curriculum sociale di queste dimensioni la scelta è stata più che perfetta.

Al contrario, il nostro Zucchero è ha una mentalità più italiana, politicamente parlando. In occasione delle elezioni del 2008, infatti, disse che non votava da circa vent’anni e affermò con certezza che non avrebbe votato neppure quella volta perché non si rispecchiava in nessuno degli schieramenti allora eistenti e di essere sempre stato in ogni caso largamente disinteressato alla politica. Il curriculum del nostro connazionale però ha ampissimo respiro se lo leggiamo musicalmente. Fornaciari è una firma su una marea di collaborazioni internazionali quali, per citarne solo alcune, quelle con Joe Cocker, The Blues Brothers, Eric Clapton, Sting, Brian May, Peter Gabriel, Bryan Adams, Vanessa Carlton, B.B. King e chi più ne ha più ne metta- probabilmente non basterebbero due pagine.

Insomma, in 6 minuti due colossi del genere sono riusciti ad alzare un polverone non indifferente. Aspettiamo con ansia il 29 aprile.

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