Intervista a Sam Hunt: è tutto famiglia, amici e musica country. La star ci racconta Montevallo, il suo album di debutto

Intervista a Sam Hunt: è tutto famiglia, amici e musica country. La star ci racconta Montevallo, il suo album di debutto

Lo conosciamo grazie a “Take your Time”, il pezzo che l’ha reso famoso in tutto il mondo. Al primo ascolto può sembrare la solita canzone melensa dell’ultima meteora del pop destinata a declinare, ma Sam Hunt sa il fatto suo.

Sam Hunt è una delle più belle voci maschili del momento e ciò che lo rende ancora più irresistibile è che oltre ad essere bello come un dio, è anche uno dal cuore tenero e genuino come solo un ragazzone della Georgia cresciuto a pane, football e musica country può essere.
Lo incontriamo in un hotel di lusso nel cuore di Milano e ci accoglie con un caloroso sorriso e lo sguardo velato da un pizzico di timidezza.

L’11 marzo è uscito in Italia Montevallo il suo album di debutto che negli USA ha già venduto oltre 600.000 copie e gli è valso l’American Music Award come Best New Artist ed una nomination ai Grammy per la stessa categoria.
Prima dell’album, Sam Hunt si era già fatto strada come autore per grandi nomi della musica country come Kenny Chesney, Keith Urban e Billy Currington, questo solo dopo essersi trasferito a Nashville per seguire la sua passione per la musica abbandonando la carriera di giocatore di football.

Il country è proprio il genere che lo ha avvicinato alla musica e quello con cui si identifica. Ma Sam Hunt non ha paura di spaziare tra i generi: nel suo primo lavoro discografico troviamo di tutto dall’Hip Hop all’R&B; ci racconta di essere uno che non da troppa importanza alle convenzioni, uno per cui le regole sono li per essere infrante.
La sua voce è pulita, potente ma allo stesso tempo morbida e graffiante, ha iniziato a cantare un po’ come fanno tutti, prima sotto la doccia e poi a 17 anni si e comprato una chitarra ed ha iniziato a strimpellare “accordando” le sue corde vocali senza l’aiuto di alcun tipo di coaching.

In Montevallo ha messo tutto sè stesso e la sua esperienza di vita dei primi vent’anni (ora ne ha 31). E se nel disco ha messo storie di vita comuni, la sua è molto cambiata sotto la luce dei riflettori. “È un nuovo capitolo della mia vita”- ci racconta- “come ho fatto con quello precedente, lo rielaborerò come materiale per il mio prossimo album a cui sto lavorando.”
La prima cosa che balza all’occhio guardando la copertina dell’album (oltre ad una bella coppia di pettorali) è il nome: Montevallo. Che diamine vorrà dire? ci siamo chiesti, visto che suona come un paesino in provincia Foggia. In realtà si tratta di una cittadina nell’ Alabama dove Hunt andava quando voleva prendersi una pausa dalla vita di Nashville: “È un luogo molto speciale per me. Ad essere sincero ci andavo a trovare la ragazza che al tempo frequentavo, ma non ci sono più tornato da quando ho deciso di dare questo nome all’album. Sarebbe molto bello rivedere quel luogo anche se so che avrebbe un effetto diverso”.

Ai tempi di Nashville la sua vita era ancora quella tranquilla del cantautore emergente: “Mi alzavo la mattina, facevo colazione e poi le giornate passavano in studio di registrazione. Oggi ho la fortuna di abitare vicino al mio produttore quindi sono sempre a casa sua ed il processo creativo parte da li. Altre volte invece mi trovo in macchina ad ascoltare la radio e mi viene un’idea quindi prendo subito il telefono e registro canticchiando una melodia o annoto qualche verso. Farà ridere ma anche il bagno per me è un luogo di creatività! Ho messo un secchiello vicino al lavandino dove tengo un portatile per lavorare”.

Lo scorso luglio a Chicago durante la tappa del “1989 tour” si è esibito in duetto con Taylor Swift proprio cantando “Take your Time”, ma quando gli chiediamo come gestisca la sua vita star ci spiazza ancora una volta con la sua genuinità: “Cerco di non prendermi troppo seriamente e di non farmi coinvolgere da tutto questo “baccano” da cui è molto facile farsi assorbire. I valori che erano importanti prima del successo sono rimasti gli stessi: la famiglia e gli amici. So che se manterrò sempre vivi questi due elementi avrò una vita felice ed equilibrata indipendentemente dall’andamento della mia carriera”.

Alla domanda sul se si aspettasse tutto questo successo risponde quasi con tenera ingenuità: “Sono stato felicissimo nel vedere il successo che “Take your Time” ha avuto in Italia. Non conoscevo molto i gusti musicali nel vostro paese e a dire la verità non mi aspettavo che sarebbe piaciuta nemmeno negli Stati Uniti!” Di tutto l’album il brano “Single for the Summer” è quello che sente più suo a livello di storia personale: “Per un attimo ho pensato di non inserirlo nell’album a causa del suo contenuto troppo autobiografico, ma poi ho pensato che il suo posto fosse proprio in un disco che parla tanto di me come Montevallo e che quindi andasse messo fra le tracce. Per scrivere una bella canzone ho imparato che bisogna partire prima di tutto dalla verità, solo dopo puoi aggiungere tanti dettagli per romanzarla che non devono essere necessariamente veri”.

L’approccio con la musica di Sam Hunt riflette il suo modo di essere: autentico e con i piedi per terra. Connecting with people è l’espressione che ripete più volte durante la nostra chiacchierata. “Non ho un obiettivo specifico come un premio in particolare o l’half time del Superball. Quello che mi interessa è arrivare alle persone attraverso la mia musica e mantenere la stessa integrità che ho adesso nel mio songwriting. Vorrei far sentire gli altri come mi sento io quando ascolto una bella canzone.”
Alla piccola provocazione quando gli si chiede un’ opinione sulle primarie nel suo paese risponde con semplicità: ”Non mischio la musica con la politica e non suonerei al comizio di nessuno dei candidati”.

Non vorremmo più lasciarlo andare ma ci rassicura di tornare presto in Europa: “Non abbiamo ancora date fisse per il momento ma sicuramente tornerò presto, per ora devo stare a casa a lavorare al mio prossimo album.”
E noi ti aspettiamo e siamo molto contenti di dedicarti un altro po’ del nostro tempo.

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