26 anni di Uomini Soli, il brano sempre attuale dei Pooh

26 anni di Uomini Soli, il brano sempre attuale dei Pooh
Pooh

3 marzo 1990, esattamente ventisei anni fa i Pooh trionfavano sul palco del Festival di Sanremo alla loro prima – e unica – partecipazione come artisti in gara.

Un’edizione importante quella del Festival del 1990 che decretò la fine dell’era del playback alla kermesse canora a favore della reintroduzione dell’orchestra e quindi delle esibizioni completamente dal vivo. Un’altra novità di quell’anno fu il ritorno della doppia esecuzione dei brani in gara, dopo diciott’anni di assenza: le canzoni vennero infatti riproposte da interpreti stranieri che fuori concorso si sono presentati con una versione tradotta dei brani in gara, accompagnati da un arrangiamento diverso. Anche il luogo dove si tenne il Festival quell’anno non fu il solito: la gara si spostò infatti di sette kilometri dal centro di Sanremo fino a raggiungere il teatro di Arma di Taggia.

Ed è proprio in questa atmosfera rinnovata che i Pooh si presentano, a ventiquattro anni dalla loro fondazione, alla più importante manifestazione canora italiana con il brano Uomini Soli, scritto per la musica da Roby Facchinetti (voce e tastiere del gruppo) e per il testo da Valerio Negrini, scomparso prematuramente a gennaio 2013 ma che sin dagli inizi è stato il paroliere del gruppo, scrivendo, proprio insieme a Facchinetti alcuni dei maggiori successi della band.

Il brano, nonostante il successo riscosso, probabilmente non era adatto alla manifestazione ma i Pooh, che da sempre avevano dimostrato di amare le sfide la scelsero comunque: “Uomini soli era un brano per niente sanremese, e forse proprio per questo ci venne l’idea di portarlo al Festival” (Roby Facchinetti, Tratto da Pooh, I Nostri Anni Senza Fiato)

Ancor prima dell’inizio della manifestazione, il testo di Uomini Soli, fu vittima della censura Rai: non considerando la richiesta drastica di un gruppo di discografici che chiesero di squalificare il brano perché infarcito di messaggi pubblicitari, l’organizzazione del Festival decise che la band avrebbe dovuto però apporre delle modifiche al testo: i Pooh furono così costretti a correggere la frase del testo che faceva riferimento al “Corriere della sera”, e gli Uomini Soli protagonisti della canzone, durante le esibizioni sanremesi risultarono perduti “nel giornale della sera” invece che nella più famosa testata.

Un brano di ventisei anni ma che rimane tutt’oggi attuale quello cantato a turno dai tutti e quattro i membri dei Pooh, Roby Facchinetti, Red Canzian, Dodi Battaglia e Stefano D’Orazio, e che dipinge “un’immagine precisa della solitudine ai giorni nostri, che è diversa dalla solitudine dell’Ottocento, che era forse più romantica, più raccontata dai Poeti. La solitudine oggi uno la vive in mezzo alla gente: Valerio ha scattato una fotografia perfetta” (Red Canzian, tratto da Pooh, I Nostri Anni Senza Fiato) Di grande effetto è sicuramente l’apertura musicale che avviene al momento del ritornello: il salto di ottava che si avverte quando Facchinetti fa appello al “Dio delle città e dell’immensità” è forse la vera chiave vincente di questo brano e della perfetta combinazione tra testa e musica operata per questa canzone, che si è poi infatti imposta in cima alla classifica del Festival di Sanremo.

Come detto in precedenza in quell’anno i brani in gara vennero presentati in una doppia versione: ad esibirsi con la versione inglese di Uomini Soli, Angel Of The Night fu la bravissima Dee Dee Bridgewater.

Quasi a festeggiare questi ventisei anni proprio nell’anno del cinquantennale della band, i Pooh sono tornati a Sanremo per presentare proprio Uomini Soli, nella nuova formazione che oltre ai quattro che parteciparono al Festival del 1990 comprende anche Riccardo Fogli, che aveva lasciato il gruppo nel lontano 1973. Un’emozione particolare per i cinque che per la prima volta si sono esibiti pubblicamente nella loro Reunion e che hanno interpretato il brano a cinque voci (l’inserimento di Fogli è avvenuto solo nel finale) e potendo finalmente cantare liberamente al Festival di Sanremo di quegli uomini soli perduti nel Corriere della Sera!

Per chi non le conoscesse, ecco le due versioni di Uomini Soli, portate sul palco del Festival dalla band che compie cinquant’anni di carriera!

Pooh a Sanremo 1990, Uomini Soli: clicca qui
Pooh a Sanremo 2016, Uomini Soli: clicca qui

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