The Voice Of Italy 2016, la conferenza: perchè i vincitori “spariscono”? Novità e commenti sulla nuova edizione

The Voice Of Italy 2016, la conferenza: perchè i vincitori “spariscono”? Novità e commenti sulla nuova edizione

The Voice Of Italy sta per tornare in onda, dal 24 febbraio il talent dalle quattro poltrone rosse sarà l’appuntamento del mercoledì, ore 21.00 su Rai2.

Quest’anno, The Voice Of Italy, arrivato alla sua quarta edizione presenta alcune novità importanti.

A partire dai coach, tutti (quasi) nuovi, seduti nelle vesti di giudici troviamo Dolcenera, Max Pezzali, Emis Killa e il ritorno di Raffaella Carrà. Un team affiatato da quello che abbiamo visto oggi, durante la conferenza stampa di presentazione del programma. Possiamo aspettarci di tutto e loro sono i primi ad ammetterlo. Le prime novità sostanziali di questa edizione sono:
– una puntata live in meno ma una Bind audition in più,
– il cast dei concorrenti da 16 è diventato 21
– Ci saranno delle Battle a tre per fare un’ulteriore scrematura.
– la V-Reporter sarà Angelina che interagirà sul web con contenuti speciali e Federico Russo è di nuovo confermato alla conduzione.

Ma quando si parla di The Voice Of Italy, diciamocelo, ciò che subito viene in mente (o non viene in mente) sono i vincitori, completamente scomparsi almeno dai grandi media, dopo un talent show targato RAI bisognerebbe aspettarsi qualcosa di più sotto questo punto di vista. Per questo, durante la conferenza, non è tardata ad arrivare la domanda:

Perché i vincitori di The Voice spariscono e non sono mai emersi talenti importanti? Ecco cosa hanno risposto i produttori RAI e gli stessi coach.

Produzione RAI: The Voice è un programma che non permette la fidelizzazione con il cantante, le Blind e le Battle non permettono di affezionarsi, e questo è un problema di format. Ovviamente se avessimo un accordo con Sanremo tutto questo sarebbe più semplice, quest’anno abbiamo rinnovato molte cose e stiamo lavorando anche a questo.

Raffaella Carrà: Non è solo The Voice, anche le case discografiche a prescindere che sia un mio concorrente o degli altri, dovrebbero sostenere di più questi ragazzi. Dovrebbero avere affiancati un autore molto importante, una bella canzone da far girare in radio, quest’anno cercherò di fare questo e chiedere alle case discografiche maggior supporto.

Dolcenera: Diamogli tempo al programma, da quanto mi ricordo, nessun talent alle prime edizioni ha mai sfornato grandi talenti quindi io credo ci sia bisogno solo di tempo e di pazienza.

Emis Killa: Io credo che la “colpa” non sia di The Voice, e parlo da self-made man. Credo che se i ragazzi hanno la stoffa vanno avanti, se sei bravo prima o poi verrai fuori, con o senza il talent. Magari fino ad oggi non c’è stato ancora il talento giusto, speriamo di trovarlo quest’anno!

Max Pezzali: Ogni talent è diverso dagli altri, il vantaggio di The Voice è che qui abbiamo tutti l’esperienza per aiutare a trovare un’identità all’artista. Dobbiamo capire come aiutarli ad esprimere se stessi. Non giudichiamo il passato del programma, per noi è la prima volta che lo facciamo.

Che sia la volta buona quest’anno a The Voice Of Italy? Nell’aria si sente un po’ di cambiamento, ma lo scopriremo soltanto da mercoledì, dalle 21.00 su Rai2.

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