Intervista a Chiara dello Iacovo: “Non so come affronterò Sanremo, aspetto il tremolio alle ginocchia”

Intervista a Chiara dello Iacovo: “Non so come affronterò Sanremo, aspetto il tremolio alle ginocchia”

Chiara dello Iacovo, in gara al prossimo Festival di Sanremo categoria Giovani dal 9 al 13 febbraio 2016.

Chiara dello Iacovo, classe 1995 è un giovanissima cantautrice italiana. E’ nata a Savigliano (CN) ma è astigiana d’adozione, nella musica il suo percorso inizia ad essere sempre più definito. Dopo aver vinto numerosi concorsi tra cui il Tour Music Fest, inizia così il percorso da cantautrice con l’etichetta Rusty Records. Partecipa poi a The Voice Of Italy e in contemporanea a Musicultura 2015, concorso che vince e le fa calcare il prestigioso palco dell’Arena Sferisterio di Macerata. Chiara dello Iacovo oggi è in gara al Festival di Sanremo, categoria Giovani con il brano Introverso, scritto e composto da lei.

Chiara dello Iacovo è una bella novità nel panorama musicale italiano e il 12 febbraio uscirà il suo disco d’esordio “Appena Sveglia”. L’abbiamo intervistata per scoprire qualcosa di più e sulle sue emozioni pre-Festival di Sanremo.

Ciao Chiara!
Cos’è cambiato in te dopo che hai saputo di essere tra gli 8 giovani di Sanremo?
La mia vita è iniziata a cambiare da un anno a questa parte, quando ho iniziato il lavoro con la mia casa discografica e con The Voice. Da qui è partita quella vita che sognavo, io penso sempre a quella canzone di Jovanotti che dice “questa è la vita che sognavo da bambino”, è proprio così. Forse può essere pesante passare un’intera giornata a fare interviste a raffica, ma come fai a lamentarti di un lavoro del genere? E’ cambiato tutto poco a poco, invece adesso si è creato quel trambusto, ma è quello a cui ambivo! E’ rigenerante come processo, viaggiare, scoprire…poi il treno è un momento sacrosanto in cui riordinare i pensieri. Dall’interno è stato un processo naturale, invece è dall’esterno che la gente mi vede in modo diverso.

Introverso, il tuo singolo sanremese, da dove arriva?
Cronologicamente nell’ultima settimana di The Voice, le strofe raccontano proprio il mio ambiente durante il programma, una sorta di “bolla” o “pacchetto” in cui tutte le regole erano scombinate. E’ nata da una mia insofferenza, nei confronti dell’ambiente dello spettacolo che richiedeva in ogni momento di metterti in mostra e ostentare le tue emozioni, sensazioni ed entusiasmo per quello che stai vivendo. Tutta questa induzione all’esibizionismo ha creato in me l’effetto opposto, un’insofferenza verso la mia insofferenza, era controproducente il mio atteggiamento però non riuscivo a fare a meno di chiudermi a riccio. Ed esibirmi soltanto lo stretto indispensabile, sul palco. Così le persone si sono fatte, durante il programma, un’idea di me molto “introversa”, di un carattere schivo e riflessivo. Introverso è esattamente questo.

Ti sentivi “chiusa” in un ambiente da talent?
Si, perchè tu sei in un momento di tale confusione ed un meccanismo del genere ti porta a mettere in discussione tutto. Ricevi le opinioni più contrastanti e disparate, e non capivo tutti sembravano avere un’idea nitidissima di ciò che volevano in quel momento. E io non capivo! Ero confusa dal loro non essere confusi, ed è da questo che è nato il ritornello “ma quando ti ricapita di stare zitto e smetterla di prendere opinioni in affitto”. Mi sembrava troppo strano che tutti avessero le idee così chiare, non era possibile!

Aver fatto molta esperienza di palco ti fa andare a Sanremo “tranquilla”?
Assolutamente no! Questo lavoro è un continuo ricominciare da capo, già solo lo scrivere canzoni, in realtà tu cerchi sempre di costruirti delle sicurezze o un passato definito però ogni volta che calchi il palco è rinascere di nuovo. C’è poco da fare. Per andare a Sanremo non sto facendo niente di nuovo, è mettere un mattoncino dopo l’altro, tutti i giorni, che sia solo leggere un libro o studiare. E si tratta tanto di tenere le antenne alzate, non sei mai in ferie.

E tu sei così? Non vai “mai in ferie” o ti dedichi alla musica in momenti particolari?
E’ un flusso continuo, poi ovviamente ci sono i picchi in cui metti a fuoco e concretizzi, è come se fosse un rumore di fondo, un registratore sempre in movimento.

“Appena sveglia” è il tuo prossimo album, uscirà il 12 febbraio, ci anticipi qualcosa?
E’ una raccolta di dieci brani più significativi che ho scritto da quando ho iniziato a scrivere, da Sig. Buio, la prima in italiano fino ad Introverso, che non è l’ultima ma è la più recente nell’album. Presenta canzoni che fanno parte della mia ricerca musicale e sfiorano mondi molto diversi, dal folk, al pop e sono abbastanza soddisfatta. Rappresenta il mio essere eterogenea.

Ti vedi di più come la cantautrice live o preferisci il lavoro in studio?
Uguale, sono due aspetti molto diversi per me. In studio diciamo lavoro più da “artigiano”, però è la base su cui costruire tutto il resto, la performance è il premio! Ho bisogno in egual misura di entrambi, creano un equilibrio.

Con il tuo disco, in uno scaffale di un negozio, di fianco a quale artista ti piacerebbe essere posizionata?
Tenendo conto che fine febbraio uscirà il disco di Silvestri ed è uscito quello di Max Gazzè, diciamo un posticino di fianco a loro non mi dispiacerebbe! Fanno parte dei miei artisti di riferimento, lo troverei quantomeno coerente, anche un posticino vicino Vinicio non sarebbe male.

Senti la competizione in vista del Festival?
No, almeno da parte mia, è completamente assente. Non la vivevo nemmeno a The Voice, mi sembra un paradosso inserire l’arte sotto forma di competizione, mi sembra difficile da giudicare sotto dei parametri oggettivi. Poi si sta creando un bel clima tra noi 8 dei giovani! Troppo energie disperse, poi ora ho troppe cose a cui pensare!

E la settimana sanremese, hai già in mente come viverla?
Mi stanno facendo terrorismo psicologico! Mi dicono che non si dorme, non si mangia, mi stanno traumatizzando ancora prima di andare! (ride. ndr) Perchè Sanremo è Sanremo, e sarà un delirio. Non ho pensato a come viverla, non ho organizzo mai a priori e finchè non sarò lì non lo saprò.. finchè non mi tremeranno le ginocchia non lo saprò!

Vai molto tensione prima di ogni esibizione?
Il tremolio alle ginocchia c’è sempre, secondo me anche dopo 50 anni di carriera, poi Sanremo è anche un teatro e i teatri sono infingardi, hanno sempre una strana energia. A teatro ho sempre commesso i miei errori migliori musicalmente parlando, vedremo!

Errori migliori?
Ad esempio a Musicultura ho sbagliato gli accordi di Soldatino, credo davvero sia una questione di energia, dipende anche da chi va sul palco prima di te. In quell’occasione era salito sul palco Cristiano de Andrè, a parte che ho passato metà della sua esibizione a piangere, di sicuro quello non ha aiutato la concentrazione. Però è veramente un luogo quasi sacro, ho un grande rispetto per il teatro e ne subisco tanto il suo fascino.

Per la tournée, quindi, escludiamo i teatri?
No no, assolutamente no! Nutro un grande rispetto e quindi sono un pochino più sotto pressione e mi sento in soggezione, sono spazi magici!

Sei molto giovane, con i tuoi coetanei senti il confronto di chi va all’università e tu, già nel mondo del lavoro?
Ho iniziato quest’anno l’università e faccio culture, letture del mondo moderno. Però è difficile, è una domanda che mi faccio spesso nei momenti di sconforto, ho sempre paura di essere stata affrettata, magari avrei potuto fare tre anni di università che mi avrebbero portato a costruire qualcosa a livello personale, sicuro avrebbero alimentato la mia frustrazione. Il problema è: quella frustrazione si sarebbe trasformata in un progetto creativo concreto? oppure no? Inutile farsi troppe turbe mentali ma trarre il meglio da quello che si fa.

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