Addio MTV Italia, oppure no?
L’8 gennaio si sono rapidamente propagati sul web e in particolare su Twitter commenti amareggiati accompagnati dall’hastag #AddioMTV, attraverso i quali la generazione di quelli che come me erano adolescenti negli anni ‘90 commentava la nuova trasformazione del canale televisivo e la presunta nuova denominazione TV8.
Mtv Italia da settembre, dopo l’acquisizione da parte di Sky Italia era stata ribattezzata MTV 8, e al momento occupa la posizione 8 del digitale terrestre. Gli stessi vertici di Sky si sono affrettati a smentire la nuova trasformazione in TV8, parlando di un semplice restyling.
Da venerdì scorso, però, il logo MTV è stato evidentemente rimpicciolito a favore del numero 8 che è diventato predominante. Forse il cambio del nome è al momento solo rimandato, come lasciano presagire il nuovo sito internet www.TV8.it e gli spot di Claudio Bisio.
E’ di tutta evidenza, però, come dietro questo cambio di denominazione ci sia un cambio nella programmazione della rete: già da tempo la musica è sparita lasciando spazio ad un’offerta più generalista; a gennaio debutta su MTV8 in chiaro la seconda serie di Hell’s Kitchen Italia.
Sempre sul digitale terrestre in chiaro è presente MTV Music, canale dedicato interamente alla programmazione dei video musicali, mentre sulla piattaforma Sky a pagamento sono stati trasferiti Mtv Next dedicato ai reality, MTV Hits e MTV Rock.
Appaiono, pertanto, del tutto giustificate le critiche dei tanti fan nostalgici della vecchia MTV che poco o nulla ha a che vedere con la nuova MTV8.
La prima MTV
MTV Italia nasceva nel 1997 con il primo MTV Day, e la trasmissione di alcuni video degli U2. A poco a poco l’emittente televisiva italiana acquistava una sua autonomia da MTV Europe, con la produzione di programmi inediti, più calibrati sul pubblico italiano.
I punti di forza erano senza dubbio l’ampio spazio dedicato alla programmazione musicale, ma anche all’interattività e alla ricerca del contatto diretto con i giovani, attraverso gli eventi in piazza, da TRL (Total Request Live) diventato con il tempo itinerante, agli MTV Day, eventi musicali completamente gratuiti che sono stati il trampolino di lancio per molti artisti e gruppi italiani.
MTV Italia aveva una forza aggregante, riusciva a catturare le nuove tendenze e a sdoganare tabù, come in Loveline, condotto da Camila Raznovich, il primo talk show di educazione sessuale della nostra Tv.
MTV solo da poco ha debuttato in Auditel e forse anche questo ha giocato a suo favore, ha permesso all’emittente tv di sperimentare nuovi linguaggi e nuovi format, cuciti su misura sui suoi storici veejay da Victoria Cabello (Victor Victoria), a Fabio Volo (Italo spagnolo; Italo francese) ad Andrea Pezzi (Kitchen). E’ stata una tv che ha avuto il merito di scoprire tanti giovani professionisti che oggi sono punti di riferimento della tv e del cinema (Alessandro Cattelan, Federico Russo, Giorgia Surina, Francesco Mandelli e moltissimi altri).
E poi c’è stata la capacità, non solo in Italia, di creare di un brand fortissimo, e un altrettante forte senso di appartenenza e di identificazione tra il pubblico e la Tv e tra la Tv e i suoi dipendenti, che può testimoniare chi come me ha lavorato nei primi anni del 2000 in un’ azienda in grado meglio delle altre di captare le tendenze più innovative e di trasferirle al pubblico.
Molto di questo è già tempo scomparso e con un po’ di amarezza anche io mi sento di condividere l’hastag #AddioMTV.




