Gli U2 e gli Eagles of Death Metal insieme in concerto a Parigi

Gli U2 e gli Eagles of Death Metal insieme in concerto a Parigi

Lo storico gruppo irlandese e la band statunitense – che si esibiva al Bataclan la sera degli attentati parigini – suoneranno a Parigi stasera e lunedì 7 dicembre

Gli U2 e gli Eagles of Death Metal, gruppi così diversi eppure mai così vicini, torneranno a suonare a Parigi. Le due band si esibiranno stasera e lunedì all’AccorHotels Arena (conosciuta anche come Bercy), nel 12simo arrondissement a sud-est della capitale. A rendere pubblica la notizia è la rivista specializzata Billboard, che precisa come gli Eagles of Death Metal accompagneranno Bono Vox e compagni nell’ultimo brano del concerto dove parteciperà anche Patti Smith.

Il tragico precedente – Gli Eagles of Death Metal, la sera del 13 novembre scorso, stavano suonando al Bataclan quando tre terroristi squarciarono la musica con i proiettili: semineranno il panico uccidendo 89 persone. Lo storico locale parigino, da luogo di ritrovo e arte, divenne uno dei più macabri scenari di quella maledetta notte. Il gruppo californiano annullò il tour e con loro molti altri musicisti spensero gli amplificatori: Editors, Motorhead, Rudimental e Deftones – band americana presente quella sera al Bataclan dove avrebbero suonato la sera successiva – annullarono le loro esibizioni in Francia ed Europa. I Coldplay, freschi del nuovo album, cancellarono in segno di solidarietà la data prefissata a Los Angeles; i Foo Fighters dell’ex Nirvana Dave Grohl, soppressero interamente il tour – dov’era prevista anche una tappa a Torino – e incisero nei giorni successivi un Ep dedicato alle vittime intitolato Santa Cecilia.

Come reagirono U2 e EODM – Gli U2 cancellarono il concerto a Parigi previsto per il giorno successivo alla strage e deposero dei fiori davanti al Bataclan promettendo di tornare nella capitale francese. Dopo due settimane dal tragico accaduto, i componenti della band rilasciarono un’intervista a VICE, nella quale Hughes dichiarava la volontà della band di tornare a suonare a Parigi. Promesse mantenuta. L’importante morale di questo ritorno da favola è semplice: la musica non si ferma. Ma non si tratta solo di questo. Scavando dentro notizie del genere, emerge come la musica, nei suoi generi e differenze, non ha razzismo. È proprio questo il primo concetto da insegnare a un bambino che per un motivo o l’altro approccia l’arte dei suoni: nella musica non ci si puo’ permettere di essere razzisti. E se la musica è vita allora cosa fare a riguardo dei nostri giorni appare altrettanto chiaro. È una questione di tempo perché si lascerebbero giacere troppe note su strade inutili; questione di primordiali battiti, di comunicazione, la vita.

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook