Franco Battiato: “Le nostre anime” in rotazione dal 16 ottobre

Franco Battiato: “Le nostre anime” in rotazione dal 16 ottobre

Era proprio lui che cantava: “Cerco un centro di gravità permanente”. Che l’abbia trovato? Probabile, altrimenti non si spiega come, a distanza di 43 anni dal suo primo album, Franco Battiato riesca ancora a sfornare sempre ottimi brani. “Le nostre anime” è il nuovo singolo, in uscita il 16 ottobre, che dà il titolo all’antologia, per cui però bisognerà aspettare il 6 novembre. Contiene nuove versioni, remastering e remix di vecchi cavalli di battaglia, tre inediti e la cover di “Se Telefonando” di Mina.
C’è molta attesa nel panorama musicale italiano per questa nuova, colossale opera: un percorso che sembra promettere la stessa intensa poliedricità cantautorale e orchestrale tipica dei 40 e più anni di carriera di Franco Battiato. Poliedricità che gli è costata non poche critiche, sia dai colleghi che dal suo stesso pubblico. Abituato a percorrere vie parallele e ad affrontare svariati filoni musicali, Battiato non ha mai tenuto conto di una continuità musicale che gli avrebbe, probabilmente, permesso un maggiore ventaglio di fan. Non che in verità a lui sia mai interessato molto, intendiamoci.
Insomma: Franco Battiato è uno di quegli artisti che o lo ami o lo odi. Non ci sono vie di mezzo, non esiste il grigio: o bianco o nero. La critica musicale ne apprezza proprio la capacità di saper spaziare ovunque, letteralmente, dalla pop music all’elettronica, dal jazz al rock al funky; le analisi negative le attira per lo più quel suo modo metafisico e un po’ saccente di occuparsi del mondo che lo circonda.
A prescindere da tutto, l’album che sta per uscire sembra promettere scintille. “Le nostre anime” rispetta molto la poetica dell’autore, sempre scisso nel dualismo drammaticità-gentilezza e racconta l’istante in cui due anime raggiungono la cima della loro montagna (spirituale e metafisica, ovviamente). Secondo Franco Battiato, infatti, ogni cosa è filosofia: se tutto ciò che è materiale è corruzione, l’unica vera montagna sacra sarà quella dello spirito umano. Accompagnano le sue parole un arrangiamento d’archi incredibile della Royal Philarmonic Ochestra di Londra, la batteria di Gavin Harrison, le chitarre di Jakko Jkszyk, il pianoforte di Carlo Guaitoli e il mix di Pinaxa.
Un lavoro che incuriosisce anche solo dai nomi.

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