LA CRISI DI LUGLIO: “In netta ripresa” esce a settembre

LA CRISI DI LUGLIO: “In netta ripresa” esce a settembre

la-crisi-di-luglioChe la prima cosa che viene in mente leggendo questo nome è: ma cos’è, un film? In realtà, no, non è un film. Sono due ragazzi, Andrea Podestani e Daniele Ardenghi, che si ritrovano a 30 anni in un Italia dalle mille risorse inghiottite dagli altrettanti luoghi comuni. Ed eccoli, quindi, con la chitarra in mano a scrivere dal posto in cui “c’è pioggia per sei mesi all’anno e nebbia per altri tre”: Brescia.

I due giovani, cresciuti ascoltando Smiths e Oasis, si rifanno alle canzoni del vecchio e caro Festivalbar, quando la musica la sentivi dalle finestre aperte e non da Youtube, quelle con il ritornello orecchiabile che puoi fischiettare in tangenziale o in coda al semaforo. Insomma: melodie semplici, ma se si ascolta il testo e si ha abbastanza coraggio poi si può anche riflettere.

Sì, perché nel video del loro primo singolo “Vacanze a Rimini”, uscito il 31 luglio per la regia di Mauro Russo, c’è la descrizione didascalica di tutti i luoghi comuni delle vacanze made in Romagna: le valigie immense, l’ombrellone, i caffè all’ombra del lido, il pallone. Poi, all’improvviso ci si ritrova nel bel mezzo della Strage di Bologna del due agosto 1980, così, quasi senza accorgersene. Il tutto mentre comunque il video è girato in montagna! Le loro canzoni sono figlie non del tempo, ma della vita di Andrea e Daniele, a metà tra il divertimento e gli innamoramenti estivi e le riflessioni sul proprio Paese, mai arroganti o “cantautorali”, ma sempre ironiche e affettuose.

Il 4 settembre, è uscito il loro primo EP “In netta ripresa” che conterrà, oltre a “Vacanze a Rimini” altre cinque canzoni dell’emergente duo pop. Particolare non solo il sound che accompagna i testi, ma anche la scelta di risultare sempre leggeri pur trattando a volte temi molto delicati. Inoltre, sembrano avere l’innata capacità di risultare apprezzabili ovunque, ma di essere comunque strettamente legati alle loro origini e al loro territorio. E non è cosa da poco: va bene l’unificazione, ma un po’ di sana esuberanza provinciale fa sempre bene.

di Martina Simonelli

6 settembre 2015

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