Avicii: fuori il 4 settembre il nuovo singolo “For a Better Day”

Avicii: fuori il 4 settembre il nuovo singolo “For a Better Day”
Avicii, presto il nuovo album "Stories"

 

Avicii, presto il nuovo album "Stories"
Avicii, presto il nuovo singolo “For a Better Day”

Lunga serie di date per Avicii: il DJ svedese è atteso per il 2 ottobre con il nuovo album “Stories”, che contiene tra l’altro collaborazioni con Chris Martin e Wyclef Jean. Nel mentre, torna il 4 settembre con il singolo “For a Better Day”, che dopo il platino “Waiting for Love” sembra voler essere l’ennesima conferma.

Ormai celebre grazie al suo unico CD del 2013, “True”, Avicii torna a gran richiesta: dopo aver ridefinito i confini della musica dance ed electro arricchendola di suoni folk e popolari, cosa ci riserverà questa volta?

A giudicare anche dai nomi che compaiono, c’è da aspettarsi un po’ di tutto: lui stesso ha confermato che per eguagliare il successo del precedente lavoro, non ha deciso di rinnegarlo, ma di partire proprio da lì. Stories sarà quindi costruito su True come una cattedrale: “Tutte le canzoni che ho messo nel disco hanno una storia che volevo raccontare e il CD non fa altro che mettere a punto quello che non mi sembrava perfetto nel precedente album; ogni canzone è stata scritta alla chitarra acustica, rendendo ciascuna struttura diversa dalle altre, con più sfumature”.

Anche qui, quindi, ritroviamo il suo marchio di fabbrica: fondere l’acustica con l’elettronica, un mix di chitarra e dubstep che manda in tilt qualsiasi critico musicale. Nell’album, comunque, anche un omaggio a Stoccolma, sua città natale, nella traccia “Somewhere In Stockholm”, ballata dalla melodia dolce e malinconica che aggiunge a Stories l’ennesimo tocco personale e intimo.

Essendoci già occupati di un altro DJ, Robert Schulz, e avendone presenti altri come David Guetta, Tiesto, Moby e Bob Sinclair (solo per citarne alcuni), per quale motivo Avicii potrebbe potenzialmente superarli tutti senza problemi? Be’, tutto sommato la risposta è semplice: provenire dal mondo dell’acustico e riuscire a non abbandonarlo, ma a trasportarlo all’interno della dance e dell’house ha qualcosa di apparentemente straordinario. Non tanto per la cosa in sé, che tecnicamente non è difficile, tanto quanto l’idea: nessuno, o pochi, prima di lui erano arrivati a pensare che un modo di fare musica non deve necessariamente escluderne l’altro.

Attenderemo le nuove perle aspettandoci di ballare ancora.

Martina Simonelli
28 agosto 2015

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