I Bon Jovi fanno un regalo ai fan: “Burning Bridges” in pre-order su iTunes

I Bon Jovi fanno un regalo ai fan: “Burning Bridges” in pre-order su iTunes

Burning-BridgesBuone notizie per i fan dei Bon Jovi: il 28 agosto uscirà “Burning Bridges” che, a distanza di due anni da “What about now” (2013), sembra promettere scintille. Prenotando la copia del disco ora si riceveranno istantaneamente due brani, “We don’t run” e “Saturday night gave me Sunday morning”, a cui si aggiungeranno dal 7 agosto “A tear drop to the sea” e “Blind love” e, infine, dal 14 agosto “I’m your man”.

Il disco esce in concomitanza con il tour in partenza a settembre, il che ci lascia supporre che la trentennale band voglia portare con sé sul palco anche queste nuove canzoni. Sorpresi della loro età? Ebbene sì, i Bon Jovi si sono formati nel lontano 1983 nel New Jersey- non sono esattamente dei pivellini. Considerati come una delle band più innovative, sono stati senza dubbio i veri protagonisti dell’hard rock degli anni ’80 e ’90, dando vita a veri e propri inni generazionali come “Livin’ on a prayer”, “Always”, “Wanted dead or alive” e “It’s my life”.

In questa raccolta di chicche, Saturday night gave me Sunday morning spicca come una classica ballad, estiva, semplice all’ascolto, divertente, da ascoltare al tramonto in spiaggia con il proprio partner e gli occhi innamorati. Ha qualcosa dei tempi ancdati, una leggera malinconica ben celata da un sound molto più pop rispetto alle vecchie glorie citate poco fa. Anche il solo di chitarra finale è molto leggero e appena accennato, ma nel complesso risulta piacevole all’ascolto, anche se forse un po’ lontana dai fasti d’oro del gruppo.

Più simile, sotto alcuni punti di vista, al vero spirito della band è We don’t run, sia musicalmente che intenzionalmente. Tra l’altro, il titolo dell’album è preso esattamente da un verso di questo pezzo, quindi è probabile che punteranno molto su questa canzone. Qui, a differenza del primo brano, anche se il solo chitarristico è corto, è molto più intenso e più… alla Bon Jovi, ecco. Assomiglia, in sintesi, molto di più ad una “Have a nice day” e, per chi segue questo gruppo sporadicamente ed è ancora legato alle vecchie canzoni, risulterà con molta probabilità più apprezzabile.

Per il resto, ancora non ci è dato sapere.

Ma, d’altro canto, anche se hanno forse perso l’irruenza giovanile per lasciare spazio ad un rock più “adulto”, possiamo a rigor di logica temere un fiasco da una band che ha venduto oltre 135 milioni di copie in tutto il mondo, suonato in 2.900 concerti in più di 50 Paesi per più di 37 milioni di persone? A pensarci, sono cifre da capogiro, difficili da reggere per qualunque gruppetto salito alla ribalta per caso, ma non per i Bon Jovi. Quindi, la risposta è: sarà l’ennesimo successo. E qualcosa lascia supporre che questi numeri, già esorbitanti, continueranno a salire.

Questo album, in ogni caso, arriva in sordina. Non vogliono grandi eventi mediatici per questa piccola creatura: è solo un regalo per i fan, per aiutarli ad ingannare l’attesa del nuovo CD di inediti che arriverà solo l’anno prossimo e senza il chitarrista Richie Sambora, che ha deciso di lasciare il gruppo nel 2014. In questo “gift for fans”, in ogni caso, il suo magico tocco è ancora presente poiché la maggior parte delle canzoni sono state registrate prima della sua “dipartita musicale”. A sostituirlo nel nuovo lavoro è Phil X, che in realtà già suona al suo posto dal tour dell’anno scorso.

Insomma, speriamo che, oltre a questo CD, per ingannare l’attesa del nuovo album, il loro tour passi anche da queste parti.

di Martina Simonelli

4 agosto 2015

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