Mario Biondi e la svolta pop: riesce a restare fedele al soul anche in versione estiva

Mario Biondi e la svolta pop: riesce a restare fedele al soul anche in versione estiva

thumb.phpE sceglie il pop per questo nuovo singolo, “I chose you”, il buon Mario Biondi. Lo vediamo (o meglio, lo ascoltiamo) allontanarsi dal jazz e dal soul per avvicinarsi al moderno, mantenendo uno stile e un’eleganza invidiabili. D’altronde, il carisma è sempre stato la sua caratteristica fondamentale, no?

Estratto dall’album “Beyond” (entrato di direttamente al primo posto della Top Of The Music FIMI/GfK Italia), il brano ricalca perfettamente lo stile dell’intero album: fresco, energico, perfetto per l’estate, in cui Mario Biondi sperimenta tutto, dal soul al funky, accrescendo le mille e più sfaccettature della sua vocalità. Le tracce sono tredici e la produzione è stata curata da musicisti come i Dap-Kings, eccellenze del funk/soul che hanno collaborato con Amy Winehouse, e da autori tra cui Bernard Butler e D.D.Bridgewater.
Già ad aprile, “Love is a temple” si era rivelato un successo sia di critica che di pubblico. Stilisticamente un incontro perfetto tra pop e soul, la sua voce è molto fedele al vecchio stampo. D’altronde, il suo è un timbro talmente caldo e potente che si adatterebbe a fare, molto probabilmente, qualsiasi cosa.

“I chose you” segue all’incirca la stessa linea. Molto più pop che soul, molto più estate e cocktail che introspezione e pianoforte, ha comunque tanto della precedente canzone. Un po’ perché lo stile vocale è sempre particolarmente soul, anche se teso ad essere nascosto dagli effetti aggiunti in studio; un po’ semplicemente perché, diciamocelo, è Mario Biondi ad essere soul qualsiasi cosa canti.

L’album è innovativo, nell’insieme, ma risulta comunque un mix perfetto tra le tre anime che sembrano scatenarsi in questo momento dal cantante: funky, soul e pop.

Insomma, ad ascoltarlo adesso, il Mario Biondi di “This is what you are” sembra lontano chilometri e chilometri, anche se risale solamente al 2006. L’impronta dell’album “Handful of soul” era fondamentalmente da jazzista. Sia la batteria, sia il basso, sia il pianoforte seguono ritmiche, giri di accordi e atmosfere tipiche di quel genere e se ne discostano a mala pena, se non quasi per niente. Proprio per questo viene da pensare che “Beyond”, al contrario, sia una bella rivoluzione, musicalmente parlando.
Lo stesso video è molto estivo, divertente e leggero. Non è impegnativo, non è complicato o di troppi pensieri: è esattamente nella linea pop di oggi.

Eppure, per quale motivo di solito quando si parla di pop si intende degrinare un artista e con Mario Biondi non ci si riesce? Semplice. Il suo non è un pop volgare, banale o estremamente massificatore. E’ semplicemente “popolare”, nel senso che viene voglia di ascoltarlo se si vuole sorridere e rilassarsi e scaricare le tensioni. Mantiene una classe che pochi artisti hanno ancora, una raffinatezza ed un gusto che, anche nel video stesso, vanno ad incastrarsi perfettamente con vestiti estivi, leggeri e qualche bella ragazza, incredibilmente… vestita, anche lei.

E’ ancora da capire se sia più azzardato parlare di evoluzione musicale o di semplice cambio di rotta. In effetti, dagli inizi della sua carriera nel 2006, appunto, guardando la cosa nel complesso è solamente adesso che ha preso questa piega. Fino a “Due”, fondamentalmente, aveva mantenuto lo stesso stile. Ora, nel 2015, ha sentito la necessità di una svolta. Lui stesso si dice sorpreso: “Tanto per cominciare, sicuramente va al di là delle versioni classiche di quello che ho prodotto finora. Ma anche al di là delle mie stesse aspettative. Grazie alla collaborazione con Max Greco e Davide Florio, questo album esprime una potenzialità molto bella che ha stupito me per primo. Abbiamo osato un po’ in questo progetto, c’è una visione più pop, più giovanile”.

Se volete gustarvelo live e ballare un po’, comunque, potete farlo. Le date sono ancora parecchie e toccheranno svariate città, tra cui Monopoli (BA), Diamante (CS), Agira (EN), Padula (SA), Taormina (ME), e all’estero, come in Svizzera, in Francia e nei Paesi Bassi.

Martina Simonelli
1 agosto 2015

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