I Led Zeppelin e la chiusura della riedizione degli album: tra carriera e critiche storiche

I Led Zeppelin e la chiusura della riedizione degli album: tra carriera e critiche storiche

indexVa verso una scoppiettante conclusione l’operazione di riedizione degli album dei Led Zeppelin, rimasterizzati dallo stesso Jimmy Page e con l’aggiunta di alcuni brani inediti. L’ultima data è il 31 luglio, in cui usciranno nell’ordine “Presence”, “In through the out door” e “Coda” e saranno disponibili in CD, in vinile e in digital download- oltre ad una versione super deluxe.

Già nelle precedenti sei riedizioni, il successo tra pubblico e critica è stato immenso: gli album sono rientrati nella top 10 di moltissimi Paesi e l’attenzione che è stata rivolta al progetto in linea generale è stata massima.

I tre album in uscita l’ultimo di luglio sono storici.

Presence venne registrato nel 1976, in una turbolenta sessione di 18 giorni a Monaco, e venne certificato triplo platino nel giro di pochissimo tempo. Qui lo stile dei Led Zeppelin è molto marcato, soprattutto in brani come “Nobody’s Fault But Mine” e “Achilles Last Stand”; le bonus tracks non sono altro che cinque reference mix create durante lo sviluppo del lavoro.

In trough the out door risale al 1979 ed è stato sei volte platino, oltre che primo nella chart americana e inglese. Fu anche l’ultimo album del batterista John Bohnam, scomparso esattamente un anno dopo, nel 1980. Tra i brani “Fool in the rain” e “ All my love”. Coda, infine, dal titolo perfetto, è l’ultimo degli album registrati in studio dal gruppo stesso. Pubblicato nel 1982, conteneva brani risalenti tra il 1970 e il 1978. Si chiude in bellezza: l’edizione deluxe sarà l’unica a contenere due CD con 15 tracce totalmente inedite degli inizi degli anni ’70. Nel 1972, Robert Plant e Jimmy Page fecero un viaggio in India dove suonarono con la Bombay Orchestra e, per la prima volta, verranno ufficialmente pubblicate registrazioni di quelle sessioni, ovvero “Friends” e “Four Hands”, proprio in Coda.

La storia dei Led Zeppelin è ormai leggenda: nati dalle ceneri degli Yardbirds, fu di Jimmy Page l’idea di proporre a Robert Plant, a John Bonham e a John Paul Jones di andare in tour con lui. Nel 1969 il primo album studio, quello che sarà ricordato come il loro vero debutto, nient’altro che il segno iniziale di una carriera brillante, intensa e innovativa, sempre al centro del panorama rockeggiante del mondo.
Oneri ed onori, direbbe la saggezza popolare: dopo 12 anni di musica, non solo vengono apprezzati ancora oggi e passati puntualmente in radio. Nel 1995, la band è stata accolta nella “Rock And Roll Hall Of Fame”, ha ricevuto un Grammy Lifetime Achievement Award nel 2005, e nel 2006 il Polar Music Prize a Stoccolma. Nel 2007 i membri fondatori Jones, Page e Plant – insieme a Jason Bonham, figlio di John Bonham – hanno calcato di nuovo il palcoscenico alla O2 Arena di Londra come headliner di un concerto tributo per il fondatore della Atlantic Records, loro etichetta discografica.

Il grande successo dei Led Zeppelin non ha potuto far a meno di portare con sé una grande carrellata di critiche- e non sempre costruttive. Una su tutte? La storica accusa di satanismo legata alla celeberrima “Stairway to Heaven”. Pare, infatti, che se i versi: “…Se c’è trambusto nella tua siepe, non ti allarmare è solo la pulizia di primavera in onore della Regina di Maggio. Sì, ci sono due strade che puoi percorrere, ma a lungo andare c’è ancora tempo per cambiare la strada che hai intrapreso” vengono ascoltati al contrario si può sentire: “Oh ecco il mio dolce Satana, unica piccola via non mi renderà triste, il cui potere è sacro … egli darà progresso dandoti il 666, piccola baracca di attrezzi ci farà soffrire tristemente”. Chiaramente, tali accuse vennero prontamente smentite sia da Robert Plant, che ci tenne a precisare che la canzone era stata scritta con le migliori intenzioni, sia dal tecnico del suono Eddie Kramer, che lo definì solo un caso di pareidolia acustica- fenomeno subcosciente per cui ci sembra di percepire frasi di senso compiuto in suoni o rumori casuali.

Comunque, satanismo a parte, tutti pronti a (ri)accogliere gli ultimi tre, meravigliosi, capolavori di uno dei gruppi rock più amati di sempre. E vi lasciamo con un verso di una delle loro canzoni più belle di sempre: “Queste sono le stagioni delle emozioni e, così come il vento, risalgono e scendono”.

Martina Simonelli
31 luglio 2015

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook