EMINEM: Kings never die è il nuovo singolo e la soundtrack di Southpaw

EMINEM: Kings never die è il nuovo singolo e la soundtrack di Southpaw

southpaw_poster“Southpaw”racconta la storia di un certo Billy “The Great” Hope, campione mondiale in carica di pesi massimi leggeri. Billy è un “southpaw”, e cioè un pugile mancino, aggressivo e brutale. In teoria, ha tutto: una carriera coi fiocchi, una moglie attraente e fedele, una figlia amorevole e uno stile di vita dal tenore elevato. Il tutto crolla quando anche il suo storico amico e manager lo abbandona: Hope tocca il fondo. Per risalire la china, deve rivolgersi a un improbabile alleato in una palestra locale: Tick Willis, ex pugile diventato l’allenatore dei migliori dilettanti della città. Con il suo aiuto, Bill affronterà la battaglia più dura della sua vita, combattendo per redimersi e riconquistare la fiducia delle persone che ama.

Cosa c’entra Eminem in tutto questo?

Semplice: la colonna sonora porta la sua firma. Infatti, nella tracklist di “SOUTHPAW: MUSIC FROM AND INSPIRED BY THE MOTION PICTURE” spicca “Kings never die”, un featuring con la bella Gwen Stefani.

Canzone che rispecchia particolarmente lo stile di Eminem e che, per l’ennesima volta, non smentisce la sua rabbia che viene prontamente censurata nella versione di Youtube. La canzone è strettamente legata al film, molto più di quanto ci si possa aspettare e i versi sono particolarmente espliciti: “Dicono che i re non muoiono mai. Basta chiedere a Jam Master Jay, gli crescono solo le ali e volano. Quindi, mani in alto, punta al cielo, prova a tenerle su e a pensare a questi momenti perché in un batter d’occhio saranno oltre”. Un inno al tenere duro, al credere con tenacia nei propri sogni- nel pugilato, nel caso di Billy; nella musica, nel caso di Eminem. Ma “Kings never die” non è l’unico brano del rapper bianco presente nel film: “Phenomenal”, in cui canta da solo, “Raw” e “All I Think About” con Royce Da 5’9” (progetto Bad Meets Evil).

La colonna sonora comprende anche altre firme tra cui 50 Cent, The Weeknd, James Horner, The Notorious B.I.G. e Denaun, ma è senz’altro lui che spicca tra gli altri. Tecnicamente, è sempre stato così, fin dagli inizi della sua carriera, quando il rap era ancora “roba da neri” e lui si impose con un flow aggressivo e testi importanti, impegnati, che raccontavano lui, le sue paranoie, il posto da cui proveniva. Le sue origini inglesi non lo inibirono affatto e quando fu costretto a trasferirsi a Detroit le utilizzò a suo vantaggio, inserendone riferimenti nelle canzoni. Crebbe in uno dei quartieri peggiori di tutti gli Stati Uniti e la sua carriera, una volta avviata, ne subì le ricadute. Eppure, Eminem è ancora in piedi, ancora pronto a scrivere e a rappare brani sempre e comunque fedeli alla sua figura.

“Kings never die” sarà in rotazione radiofonica dal 31 luglio, mentre l’intero CD sarà su digital store e in tutti i negozi dal 4 settembre. Fondamentale, a quanto pare, la collaborazione con Gwen Stefani: volendo da sempre un featuring con Marshall, si è detta sorpresa quando è stata chiamata per registrare il brano il giorno stesso. Stava per rinunciare a causa di problemi alle corde vocali, ma ha voluto tentare comunque ad entrare in studio: il risultato è stato ottimo. Eminem, dice la Stefani, è un artista profondamente selettivo: è stato un onore per lei poter cantare insieme. Incazzato e geniale, così lo ha definito la cantante.

La proverbiale aggressività di Eminem, comunque, non è presente solo in studio. Nella trasmissione “Sway’s Shade 45”, il 23 luglio, presente per promuovere il nuovo singolo e, di conseguenza, il film, si è cimentato in un freestyle di circa 8 minuti in cui ha preso di mira un po’ tutti, da Miley Cyrus a Alyssa Milano a Donald Trump.

Insomma, l’ennesimo tassello ad una carriera già particolarmente intensa di suo. E bravo Eminem!

Martina Simonelli
28 luglio 2015

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