Intervista a Mauro Brisotto: “Aiutare qualcuno è una tra le cose che ti può appagare di più”.

Intervista a Mauro Brisotto: “Aiutare qualcuno è una tra le cose che ti può appagare di più”.

Mauro brisotto(2)_lDopo aver litigato per una quindicina di minuti con linee telefoniche che non avevano voglia di funzionare, siamo riusciti, finalmente, a parlare con Mauro Brisotto, autore di “Segui la tua stella”, canzone il cui ricavato andrà devoluto in beneficienza per costruire shelter di emergenza in Nepal, devastato dal terremoto del 25 aprile scorso.

Buon pomeriggio, Mauro!

Direi di partire proprio dalla canzone: come nasce “Segui la tua stella”?

Prima della canzone, in realtà, è partito il progetto, inizialmente tra amici, per raccogliere dei fondi da destinare al Nepal. Abbiamo poi anche raccolto indumenti, vestiario e attrezzature varie. Poi mia sorella ha fatto una spedizione nel periodo di maggio e al suo rientro, dopo aver visionato foto in cui si capiva la situazione che c’era lì, disastrosa, ho scritto questa canzone. Abbiamo fatto una nuova spedizione, siamo ritornati in Nepal – sono andato anche io, circa due settimane fa e abbiamo costruito questi shelter che sono casette provvisorie che danno ospitalità a circa quattro o cinque persone, quindi a un nucleo familiare, e ne abbiamo fatte circa 110: insomma, abbiamo dato 450 posti per ripararsi a queste persone.

Dal ricavato di questa canzone quindi i risultati sono evidenti…

Sì, abbiamo deciso appunto di mettere la canzone su iTunes e quindi tutto il ricavato va solo ed esclusivamente al progetto. Chiaramente, si ha un programma prestabilito sennò diventa un problema gestire tutto se non si sa alla base dove andare a intervenire. Tra poco uscirà anche il videoclip, forse in questi giorni sarà già messo in rete, credo- ed è un videoclip che racconterà un po’ la situazione del Nepal. Non è affatto il classico videoclip carino da cantautore, ma documenta la vicenda del terremoto: ci sono delle riprese di noi proprio mentre costruiamo gli shelter e delle riprese poi fatte in studio di registrazione assieme ai musicisti. E’ un po’ un mix, in effetti.

E il riscontro tra il pubblico è stato positivo?

Sì! Ti dico, noi siamo partiti con quest’idea così, per raccogliere qualcosa perché abbiamo un amico a Katmandu, indumenti o qualcosa per la popolazione. E’ da qui che si è scatenato questo evento enorme, abbiamo avuto continuamente gente che veniva a portar soldi, indumenti, abbiamo fatto una raccolta incredibile! Stiamo organizzando un container di materiale da spedire, stiamo già vedendo i preventivi per inviare il tutto e, per quanto riguarda la canzone, la stiamo vendendo è c’è un’ottima risposta da parte del pubblico. Ora speriamo nel video: penso sia quello più carino perché rispecchia il motivo per cui cantiamo e anche ciò che cantiamo.

A livello personale, invece, anche dopo il viaggio che hai fatto di recente, quanto sei rimasto legato al Nepal?

Mah, guarda- ho fatto questo viaggio di 8 giorni, è stato… splendido, dal punto di vista umano, perché in Nepal c’è una popolazione incredibile. Nonostante tutto, loro sono sempre ospitali, sempre molto legati tra di loro e ti fanno sentire a casa. Ti offrono anche quello che non hanno, perché lì, purtroppo, tipo a nord di Katmandu non hanno niente, ma tu vedevi la popolazione che faceva di tutto per darti una mano e per esserti vicino. Vedere crearsi questo forte legame tra noi e loro è stata un’esperienza incredibile. E’ stato bello anche in particolar modo quando abbiamo portato i vestiti in una scuola di bambini ed erano tutti in fila a prendersi i vestiti e le scarpe… è stata una bella soddisfazione, ti accorgi che loro danno valore a certe cose che, purtroppo, nella società in cui viviamo, per noi sono già scontate, no? Loro sono felici per una maglia, noi se non abbiamo l’ultimo tablet, per dire, non siam contenti.

Quindi ciò che hai amato di più del Nepal è stata la gente!

La semplicità delle persone, più che altro. E il legame tra di loro perché loro sono molto uniti, tipo a nord di Katmandu ci sono questi villaggi dove il popolo non è individualista come noi: se qualcuno sta male, se qualcuno ha un problema, è normale andare a casa del vicino, automaticamente. Noi abbiamo avuto una persona che, amico di questo nostro amico, ha una casa vicino a Katmandu: be’, ha ospitato quaranta persone. Quaranta! Per noi una cosa del genere non esiste, mettere una casa a disposizione per tutta quella gente è un po’ difficile. Mentre loro, a livello proprio umano, son fatti così.

A proposito della nostra società cinica, secondo te per quale motivo essere solidali con gli altri, in questo caso con una popolazione martoriata da un terremoto, è fondamentale?

E’ fondamentale perché ti fa crescere, perché ti fa capire molte cose e ti fa apprezzare molto di più quello che hai come persona. Da quello che ho visto io, aiutare qualcuno è una tra le cose che ti può appagare di più perché la soddisfazione che hai quando dai una magliettina a un bambino o quando gli costruisci un rifugio e vedi tutte quelle persone che vengono e ti ringraziano non ha prezzo. Quindi secondo me è la cosa più bella che si può fare come esperienza.

Ma quindi la musica può essere utilizzata più spesso per questo tipo di scopo?

Assolutamente sì.

Va fatta bene, nel modo corretto e bisogna ovviamente lanciare un messaggio chiaro, propositivo per quanto riguarda questo aspetto e può aiutar molto perché abbiamo visto proprio con la canzone che molti hanno preso il CD anche perché sapevano che una parte del ricavato sarebbe stato devoluto al Nepal. Quindi molta gente ha “sfruttato” la canzone proprio per aiutarci a fare quello che abbiamo fatto. Quindi sì, la musica dà una forte mano a questo progetto.

Hai intenzione di tornare in Nepal, a breve?

Allora, mia sorella ritorna a ottobre. Mia moglie aspetta un bambino a settembre, quindi non posso andare, però la voglia c’è di ritornare e spero di farlo per fine anno.

Off-topic personale: progetti futuri?

Progetti futuri.. allora le date all’estero: Camerun, Belgio, Francia, con un repertorio tra classico italiano e musica internazionale e poi un nuovo CD!

Ci stringiamo anche noi attorno alle famiglie del Nepal.

Martina Simonelli
14 luglio 2015

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