Primo Maggio, da Roma a Taranto tra denunce sociali e tanta buona musica!

Primo Maggio, da Roma a Taranto tra denunce sociali e tanta buona musica!

 In 700mila si sono dati appuntamento ieri in piazza San Giovanni, a Roma, per quello che ormai è il classico concerto del Primo Maggio. Trasmesso da Rai 3, e offerto dai sindacati Cgil, Cisl e Uil, quest’anno per il festival ricorre il suo 25esimo compleanno, e per l’occasione la presentatrice di quest’anno, Camilla Raznovich, è stata affiancata da altri conduttori tra cui Vincenzo Mollica, Paola Maugeri, Enrico Silvestrin e Claudio Santamaria.

Come ogni anno, il palco ha ospitato artisti di fama internazianale, spaziando dal rock al pop, dal raggae al folk, dall’indie al jazz. J-Ax, Blu Vertigo, Nesli, Noemi, ma ancora Enzo Avitabile, Kutso, Goran Bregović e Lo stato sociale sono stati i veri protagonisti della giornata di ieri. Proprio quest’ultimo gruppo è stato al centro di un’aspra polemica, accesa e smentita più volte, che avrebbe visto Lo stato sociale censurato dalla Rai: “Dovevano salire con noi sul palco sei coppie, formate rispettivamente da due gay, due lesbiche e due etero”. “Noi, lontani da qualsiasi censura”, si difende la Rai. Prosegue intanto sui social lo sfogo del gruppo bolognese che si dice indignato da tale discriminazione. Piccola parentesi di una giornata piena di riflessioni e buona musica che ha accompagnato, come ogni anno, i tanti accorsi in piazza.

Diversa l’aria che si è respirata al Sud, in particolar modo nell’ormai celebre Primo Maggio tarantino. Numerose le presenze in questa terza edizione, ormai punto di incontro delle regioni limitrofe: erano in circa 200mila sotto il palco pugliese. Ilva, sfruttamento del lavoro e immigrazione sono stati i temi trattati nel concerto che si è alternato tra musica e contestazioni. Nomi importanti anche quelli presenti nella location tarantina: Mannarino, Subsonica, Caparezza, Marlene Kuntz, Brunori Sas.

Divenuto celebre per l’aperta lotta sociale, autofinanziato e con rifiuto assoluto di ogni tipo di sponsorizzazione, il Primo Maggio tarantino ha rappresentato, per l’Italia tutta ed in particolare per il Meridione, la denuncia aperta a quelli che sono i malesseri della società dei nostri giorni. Tra le varie contestazioni vi è stato, in primo luogo, un nuovo invito alla chiusura delle fonti di inquinamento, divenute insostenibili per la città pugliese. In secondo luogo, annunciata dal direttore artistico Michele Rondino, l’impossibilità di riproporre l’evento l’anno venturo, causa il totale rifiuto di contributi da parte di privati. Primo maggio che, ancora una volta, denuncia i malesseri del Paese in quella che dovrebbe essere celebrata come la giornata del diritto al lavoro.

Raffaele Buccolo
2maggio 2015

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