Intervista ai Santa Margaret: “Sul palco ci vedrete sudare, per il pubblico soltanto buona musica!”

Intervista ai Santa Margaret: “Sul palco ci vedrete sudare, per il pubblico soltanto buona musica!”

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I Santa Margaret, attualmente in tournè in tutta Italia

E’ una delle band più controcorrente degli ultimi tempi, nell’era del digitale e dove la musica si consuma ad una velocità allucinante, loro fanno un vinile registrato in analogico!

Sono i Santa Margaret, il grande pubblico li ha conosciuti quest’estate sugli schermi di Canale 5 durante il Coca Cola Summer Festival dove hanno vinto la sezione Giovani con il brano “Riderò”, poi sono stati scelti come Artisti del Mese per MTV New Generation ed il loro video è entrato in rotazione insieme a quelli dei più grandi artisti del momento.
Il loro stile affonda le radici nel rock e nel blues fino ad arrivare a sonorità psichedeliche per poi tornare a casa, nella canzone d’autore italiana tipica degli anni 60′.
Una band che nasce dall’incontro della frontwoman Angelica Schiatti con il chitarrista delle Vibrazioni Stefano Verderi, un veterano del panorama musicale che ha chiamato a sè musicisti di lunga esperienza per iniziare insieme il progetto dei Santa Margaret.
Emergenti? Non proprio, perchè hanno già raggiunto dei traguardi importanti come quello di aprire il concerto dei Deep Purple a Roma e le date italiana dell’americana Beth Hart.
Il loro ultimo EP “Il suono analogico cova la sua vendetta Vol. 1”, pubblicato solo in vinile e free download, è stato registrato live con il “vecchio” nastro a 24 tracce, con strumenti vintage e senza alcuna sovraincisione. Una decisione al giorno d’oggi, in un’epoca in cui impazza il digitale, davvero controcorrente.Abbiamo fatto quattro chiacchiere con Angelica Schiatti per parlare del progetto e di quello che ci aspetta durante i live.La tournè continua e sabato 7 marzo arriveranno in concerto al Circolo Arci Ohibò di Milano, per una serata che promette soltanto buona musica. Tutte le date su www.santamargaret.com.

Ciao Angelica, prima di iniziare a parlare di voi…sei tu la “Santa” del nome?
Allora…le versioni sono due, in realtà Santa Margaret è il luogo dove nasce il nostro suono, dove ci siamo trovati, anche se su google maps non si trova! Poi diciamo che vista la quota rosa ben presente all’interno del gruppo mi sono guadagnata il “Santa” sopportandoli e guidandoli!

Una formazione che nasce da te e dall’incontro con Stefano Verderi, il resto come si è evoluto?
Praticamente io e Stefano ci siamo conosciuti tanti anni fa, aveva iniziato a produrre qualcuno dei miei brani, poi abbiamo iniziato a scrivere dei testi in un contesto che è diventato subito molto naturale, dopo un po’ avevamo bisogno di un sound “da band”, un sound che solo passando ore e ore in sala prove con i tuoi musicisti puoi ottenere e quindi da lì abbiamo chiamato gli altri ragazzi che già conoscevamo, eravamo in ottimi rapporti, quindi era nell’aria di suonare insieme prima o poi.

In un panorama dove il solista è sempre più messo in risalto dai numerosi talent, la scelta di fare una band non è stata abbastanza rischiosa?

No anzi, la scelta di fare una band nasce da un’esigenza musicale, proprio perchè in questo panorama italiano spesse volte ci sono tanti solisti che si aggirano senza musicisti, con un sound dettato soltanto dal gusto del produttore e che per essere portato in giro, deve essere trasposto sul palco da altri, noi abbiamo fatto il contrario invece, anzichè produrre prima il disco, siamo passati prima dal live. E’ stata una scelta di controtendenza ma senza la consapevolezza o l’intenzione, ci siamo trovati e lo abbiamo fatto.

Un gruppo, soprattutto emergente, perchè non riscuote lo stesso successo?

I canali sono diversi, e poi forse la difficoltà di una band sta nel fatto che costa molto di più far muovere un gruppo di 5 persone che un solista. Nell’ultimo periodo si è aggiunto un altro fattore, ovvero quello televisivo, gli spazi in TV dedicati alla musica sono occupati per la maggior parte da talent show e sicuramente hanno tolto uno spazio ad altri programmi musicali che c’erano prima ed ora spariti. Non voglio assolutamente criticare ma è un peccato, perchè la televisione è un grande mezzo di comunicazione! quando siamo andati noi per quei pochissimi minuti passati in onda, i numeri sono aumentati visibilmente.
Io non farei un talent ma qualcosa di diverso, come ad esempio Top of the pops o altri programmi interessanti che ora non ci sono più.

Il vostro ultimo album “L’analogico cova la sua vendetta VOL I”, lo avete pubblicato soltanto in Vinile e Free download. Non credo che il vostro obiettivo maggiore sia quello di scalare le classifiche ma…?

Noi abbiamo fatto quello che ci veniva naturale, sempre. E ci è venuto naturale fare il vinile, di certo non per fare i modaioli o gli anarchici per non entrare in classifica, pensavamo che quei brani lì richiedessero un suono analogico rispetto al digitale, che è diverso perchè ottieni uno spettro di frequenze più ampio. Avevamo voglia di riportare quel suono, però allo stesso tempo abbiamo fatto il free download, siamo nel 2015 e siamo assolutamente consci che nonostante il vinile sia in crescita la fetta di mercato non è così ampia. Intanto abbiamo eliminato dalla “filiera” il cd, al momento pensiamo sia superato e se ci piace un’artista compriamo il Vinile che è molto più bello e rappresenta di più la musica, altrimenti ascoltiamo la musica in streaming! Non è da escluderlo, magari un cd lo faremo!

Eravate tutti d’accordo con questa scelta?
Si, la pensiamo tutti uguale ed anche la casa discografica era d’accordissimo con questa nostra filosofia, tanto che in Carosello hanno ristampato moltissimi cd in Vinile del loro catalogo!

A tre mesi dalla pubblicazione, si sta attuando questa vendetta?
Secondo me si, a prescindere dai Santa Margaret il suono analogico sta covando la sua vendetta da un bel po’, piano piano ci si rende conto che il digitale è figo, comodo, ma non può sopperire al 100% l’analogico, come in fotografia, per certi soggetti per esempio è molto meglio farla in pellicola! Per altri no ovviamente, la vendetta è abbastanza naturale…quando è arrivato il digitale tutti si sono lanciati, ovviamente, ma bisogna capire che non è tutta roba da buttare ciò che c’è stato nel passato!

Arriverà presto anche un secondo volume, ci sarà un’evoluzione?
Il secondo volume è già pronto ed uscirà in questa primavera, sempre registrato con le stesse modalità. E’ stato realizzato nello stesso periodo quindi la linea è sempre quella, si parla di cose diverse, ci sono ovviamente altre tematiche, forse è un po’ più scuro rispetto al primo. In più ora stiamo scrivendo il terzo disco che uscirà a gennaio 2016.

E sarà sempre in suono analogico?
Questo non lo sappiamo, è un’esigenza, questi l’hanno avuta…vedremo per i prossimi!

In una classifica di artisti e generi, dove vi vorreste mettere?
Se posso…non vorrei mettermi da nessuna parte! Nel senso che la collocazione è una cosa molto molto italiana che all’estero non c’è. In Italia abbiamo questa divisione orrenda tra mainstream e indie, quello che voglio è arrivare a quanta più gente possibile facendo un prodotto di qualità mentre facciamo rock, questo non vuol dire che dev’essere indie ma può essere pop, ed è il primo tipo di rock che è nato! Direi che ci collochiamo dove c’è la qualità, voglia di cantare e di sentire dei suoni veri e fatti bene. Noi stiamo molti attenti al sound e qua in Italia non è presente questa cultura, c’è più attenzione per le parole e la melodia, ma ovviamente anche l’orecchio vuole la sua parte!

Siete in piena tournè, più volte avete dichiarato che la vostra dimensione è quella del live, il pubblico durante i concerti a cosa assiste?
Assiste a cinque persone che sudano di brutto sul palco! ci divertiamo tantissimo, abbiamo lavorato tanto in sala prove, è proprio uno spettacolo!
Ci sarà anche qualche cover, fatte veramente nostre come La Musica è Finita di Califano, ma che è stato il primo singolo di Robert Plant, quindi noi facciamo un miscuglio tra Califano-Plant e Margaret, molto carina!

Mi sembra un invito ai vostri concerti ma in generale è un invito alla buona musica!
Certo! a noi piacerebbe veramente tantissimo poter portare avanti la filosofia dello “slow-listening”, così come nel cibo c’è lo slow food in contrasto al fast food, al cibo tanto per sfamarsi, noi vorremmo far ascoltare la buona musica e  nutrire le orecchie in maniera importante!

Marco Rimmaudo
6 marzo 2013

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