Intervista ad Amara: “Al Festival voglio raccontarmi come donna, anche all’Ariston sarò sempre me stessa”

Intervista ad Amara: “Al Festival voglio raccontarmi come donna, anche all’Ariston sarò sempre me stessa”

Amara_2_mForte, tenace e sicuramente tra le più agguerrite di questo Festival di Sanremo 2015. Vi presentiamo Amara, dopo quattro anni di Area Sanremo è finalmente sul palco dell’Ariston.

Il suo nome è Erika Mineo, in arte Amara e sarà in gara al prossimo Festival di Sanremo 2015 nella categorie Nuove Proposte con il brano “Credo” scritto dalla stessa artista insieme al cugino Salvatore Mineo.
“Non arrendersi mai” è il motto che può benissimo descrivere Amara, dopo quattro vincite ad Area Sanremo e un premio Lunezia non era mai riuscita ad entrare nella kermesse, quest’anno ce l’ha fatta ed è il suo momento, tutto ciò fa di lei un chiaro esempio per tutti i giovani che ogni anno tentano l’entrata in gara.

E’ Carlo Avarello, scopritore di Simona Molinari e manager di Renzo Rubino ad accorgersi di lei, definita “la voce della gente” che racconta di proprio pugno la vita di tutti i giorni. La racconterà anche al Festival e l’ha raccontata a noi, che proprio a pochi giorni dall’inizio l’abbiamo raggiunta per farci raccontare qualcosa di più.

Ciao Amara, prima una carriera come Erika e oggi questo nuovo nome d’arte, perchè hai deciso di “staccare” queste due personalità?
Guarda alla fine è un’aggiunta ad Erika, prima era solo un’interprete e ancora non si conosceva nel profondo, poi ad un certo punto quando ho cominciato a scrivere sentivo che c’era una nuova entità dentro di me, a cui ho voluto dare un nome, un nome come Amara che è qualcosa di puro, senza nessuna aggiunta.  Sono sempre io ma forse ho conosciuto la vera me!

Fra poco il tuo debutto al Festival di Sanremo, te lo sei sudato parecchio questo palco dopo ben quattro tentativi, ormai arriverai preparata…o forse no?
Non lo so se si è mai preparati quando si arriva lì! C’è sempre qualcosa per cui non sai se sarai mai preparata o pronta ad affrontare tutto questo, io so che farò una cosa bellissima e cercherò di farla nel miglior modo possibile, piena d’emozione cercando di controllare la paura, l’emozione e l’adrenalina vociferate da chi lo ha già fatto! 

Continuare sempre quindi, anche se a volte ci si trova di fronte a meccanismi particolari? Non dev’essere facile…
E’ vero non è facile, infatti tanti altri come me erano pieni di rabbia e delusione, ma da questo ognuno di noi deve cogliere il lato positivo, perchè c’è sempre un messaggio quando ti accade qualcosa di negativo, qualcuno vuole raccontarci o farci scoprire qualcosa, bisogna prendere il buono da queste esperienze e se ci credi, tu non devi mai smettere! Al di là di quello che possono pensare gli altri. Se sei consapevole di quello che sei non devi far altro che metterti in condizione di farlo vedere a tutti in maniera normale.

Hai avuto rabbia dopo i primi rifiuti? 

Si tanta, tantissima! fa parte anche dell’età e fa parte del gioco, ma è quando smetti di capire che è un gioco che avviene quella trasformazione, proprio quando dici “per me non lo è”! Io sto investendo la mia vita, inizi presto e cerchi un sogno, vai verso l’ignoto perchè non sai dove ti porterà e non sai mai che accadrà. Penso fortemente che diventi ciò che sei se sai veramente chi sei, allora l’unica formula è conoscere se stessi, ci sono dei freni e dei fermi ma non dipendono mai da te, il compito è quello di migliorare te stesso. 

Il tuo modo di fare musica è cambiato rispetto a questo percorso? 
Io non sono una che dice “sono fatta così”, perchè con questo noi ci poniamo già dei limiti, noi non sappiamo veramente chi siamo, siamo infiniti, in quello che mi è accaduto ho cercato di capire cosa non andava di me, ho tolto le insicurezze e fortificato la parte “forte” di Amara! Scrivo sempre quello che vivo, tutte le emozioni le butto in musica e sicuramente ho fatto delle mie amarezze la fonte delle mie emozioni, allora sì ho cambiato il modo di affrontare e superare, non le faccio rimanere dentro, le metto in parole. 

La direzione artistica ti ha finalmente accolta, secondo te cosa ha riconosciuto in più rispetto agli altri anni?
Sono andata con un senso di pace addosso incredibile, ho raggiunto me stessa e sono andata senza aspettative. senza voler dimostrare di più di quello che poi non ero e l’ho fatto in maniera serena, con il sorriso. Queste gare non sono gare ma mostre d’arte, quindi ho portato la mia opera!

In una manifestazione di tale portata si riesce davvero ad essere se stessi?
Tutto dipende da come ti esprimi in musica, io non mi sento una cantante ma una comunicatrice e quindi porto comunicazione, racconterò semplicemente quello che ho scritto come ho fatto in ogni brano.
Quando sei coerente con te stessa non puoi fare altro, è quella secondo me la formula, sii quello che sei a casa, tra gli amici e anche all’Ariston.

Il brano che porterai si chiama “Credo” e rappresenta un po’ tutto il tuo percorso, come sarà viverlo finalmente da protagonista?

Ci crederò come ci ho creduto sempre, è una cosa vera quella che sento e ciò che racconto è una parte intima di me stessa, sono fiera di raccontarla senza paura e vergogna, quando si racconta nel profondo ti esponi ad ogni sfaccettatura personale e io sono contenta di farlo. 

Perchè parlare proprio di questo?
Ogni anno ho portato sempre dei brani diversi, ho sempre cambiato e io mi ripresentavo dopo quattro anni e due di assenza, ho sentito in me una trasformazione, una consapevolezza, ho trent’anni e voglio raccontarmi come donna che non si era mai rivelata per quella che era, come guerriera, e allora mi sono raccontata in maniera semplice…amara! 

Le prove sul palco ti hanno caricata di più oppure è salita l’ansia?
Mi hanno fatto benissimo! Ho preso confidenza con la situazione e mi sono sentita piccola perchè so di avere intorno dei grandi musicisti, allora sei soltanto una piccola parte, ero onorata di esserci e sono contenta di cantare di fronte alla gente perchè mi piace guardare negli occhi le persone, vorrei che questo brano portasse un po’ di quella luce che ha acceso in me quando è nata. 

E quali altri “luci” ci saranno all’interno del tuo nuovo album “Donna Libera” proprio in uscita durante la settimana del Festival? 
Io ti dico che scrivo sempre quando ho bisogno di dire certe cose, allora io mi creo la magia della musica e la voce di Amara esce e mi parla, lo scrivo da 5 anni, troveremo una voce amica che racconta a me stessa, quindi saranno messaggi che io mi do per abolire quella parte negativa che è dentro di me, troverete un sacco di stimoli dentro! Spero di diventare l’amica di tutti, la voce della gente!

Guardiamo avanti, Amara dopo Sanremo…
Sicuramente, almeno spero, faremo concerti e io sarò sempre io soltanto con la consapevolezza di sapere che finalmente la mia passione diventerà un lavoro. Ci ho creduto ed ora ci siamo.

Marco Rimmaudo
5 febbraio 2015
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