“Filosolfeggiando”: la prima letteraria di Bruno Aprea

“Filosolfeggiando”: la prima letteraria di Bruno Aprea

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La sensibilità musicale, lungi dall’essere solo confinata alle sale da concerto, può essere d’aiuto anche nella scrittura: permette infatti di creare ritmo, assonanze di concetti, riprese di temi, variazioni, di riportare insomma la struttura d’una partitura in frasi e capoversi. E questo talento musicale non può non essere un possesso di Bruno Aprea che alla musica ha dedicato, e con profitto, la sua intera vita. “Filosolfeggiando: (S)quinterni di (S)confessioni”, la sua prima incursione nel mondo della scrittura in libreria già dal 14 gennaio, è un viaggio rocambolesco che lega insieme biografia dell’autore e temi di costume, etica, riflessione sull’arte, sull’amore.

Bruno Aprea, direttore d’orchestra e pianista, ha avuto modo di esibire le sue capacità sui palchi di mezzo mondo. Secondo vincitore italiano nella storia del Koussevitsky Prize al Festival di Tanglewood nel 1977, ha diretto opere liriche da Venezia fino ad Pechino, ad Hong Kong e Seul. Dal 2005 al 2012 è stato Artistic Director e Principal Conductor presso la Palm Beach Opera in Florida e da più di 10 anni è direttore dell’Orchestra Giovanile Uto Ughi per Roma.Tra le città che lo hanno chiamato ad esibirsi si contano Philadelphia, Zurigo, Tokio, Parigi, Roma, Cincinnati, Monte Carlo.

Scrittura semplice e battuta secca, penetrante sembrano essere le caratteristiche principali di “Filosolfeggiando”, le quali si arrivano a fondere con immagini e citazioni in uno stile eclettico che non ha remore a passare dalle sequenze narrative agli aforismi facendo sosta in sezioni di stampo saggistico. Un eclettismo che de resto si rivela già dal titolo conferito all’opera, che comprime insieme filosofia e solfeggio, dando vita ad una costruzione nuova che arriva a trasformare in modo originale anche i concetti di partenza.

Come ci confessa Walter Pedullà, critico letterario, giornalista e autore dell’Introduzione al libro, “Filosolfeggiando” è un opera “dove fanno fronte comune la letteratura (il racconto in cui in un negozio americano il famoso direttore d’orchestra scopre d’essere un “homeless” ha l’equilibrismo di un acrobata da circo senza rete) e la pittura: riproduzioni di locandine di film, di dipinti e di partiture costrette a tradire i suoni per trescare con le immagini. Nella miscela un’arte cede a un’altra colori, suoni e saperi e tuttavia attenti alle spezie, cioè alla lingua.” E, se si volesse dare un giudizio sull’Aprea sperimentatosi scrittore, si dovrebbe dunque dire che egli risulta “bravo nei tuffi dove più della velocità contano gli avvitamenti e il modo di entrare in acqua e dove dà spettacolo un corpo affilato che cerca verso il profondo.”

Armando Curcio editore

Collana: New Minds
Prezzo: 12,90 euro
ISBN-EAN: 978-88-6868-079-4

Daniele Di Giovenale

15 gennaio 2015

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