Intervista ad Amedeo Minghi: “Noi cantautori scriviamo per restare nei ricordi della gente”

Intervista ad Amedeo Minghi: “Noi cantautori scriviamo per restare nei ricordi della gente”

intervista minghi

E’ sicuramente uno dei cantautori più importanti della storia della musica italiana, la sua carriera comprende  numerosissime esperienze di prestigio che descriverle in una solo articolo sarebbe impossibile.

Amedeo Minghi torna dopo 9 anni con un progetto discografico inedito, un elegante cofanetto che si compone di un cd audio, contenente un inedito e 10 brani scritti da Minghi e affidati in origine ad altri interpreti insieme a 64 pagine a colori in cui viene ricordato il periodo in cui interpreti, poeti, musicisti, arrangiatori, produttori, etichette discografiche hanno fatto la storia della canzone italiana.

Insieme a questo arriva anche una tournè nei teatri che attraverserà l’Italia passando per il Teatro Colosseo di Torino il prossimo 21 dicembre e a Milano al Teatro Nuovo il 22 dicembre.

Il progetto è interessante, per questo abbiamo raggiunto Amedeo per farci raccontare ciò che ha costruito per il pubblico e soprattutto per le nuove generazioni, tutto tra “Suoni di ieri e domani”.

Salve Amedeo,

Torna con un progetto discografico nuovo dopo 9 anni, c’è qualcuno o qualcosa che l’ha spinta a tornare?

Si è scritto molto di questo “ritorno” ma in realtà in questi 9 anni ho pubblicato molte cose interessanti solo che non ho usato i canali istituzionali come i grandi uffici stampa per divulgarli e la notizia è un po’ passata sottobanco, più che un ritorno lo vedo come un riprendere le fila in maniera più convenzionale.

Questo è un progetto che era nell’aria da diverso tempo e nasce proprio dal pubblico che più volte mi ha chiesto di fare una cosa del genere, quindi ho accettato questo consiglio e ho fatto un concerto al Teatro Ghione dove ho cantato queste canzoni, riascoltandolo ho capito che era una cosa su cui si poteva lavorare, poi mi stavo dedicando al brano inedito, l’ho trovato perfetto da inserire e  come sempre caso della vita ci ha portato fino a Suoni tra ieri e domani.

Dopo quasi dieci anni avrà trovato “cambiato” il mondo discografico…

E’ cambiato moltissimo, prima di tutto abbiamo interlocutori diversi come per esempio tutte le interviste su web-tv, radio-web, giornali online, facebook, iTunes, è tutto cambiato e la mediazione fra artista e il pubblico è addirittura immediata, io per esempio gestisco personalmente la mia pagina Facebook ed ho un riscontro diretto, cosa che non avveniva un decennio fa.

E’ scomparsa la figura del discografico che ti segue nel lavoro e ti accompagna, ora i discografici si limitano a costruire ciò che l’artista ha già confezionato, una volta si lavorava moltissimo per realizzare un album con la casa discografica, ormai aspetta chi vince al talent di turno per portarlo a Sanremo, se va bene lo portano avanti altrimenti niente. Questo è l’esatto opposto di quello che ho conosciuto io e gli altri della mia generazione quando abbiamo cominciato a cantare, avevamo un contratto di 5 anni nei quali lavorando come pazzi cercavamo le nostre strade e costruivamo il nostro stile, questo ci ha permesso di essere ancora qui sulla scena.

Lei ha scritto una buona parte della musica italiana, ma adesso la musica come si sta riscrivendo? Soprattutto dal punto di vista delle tematiche.

Ciò di cui si parla oggi sono tematiche che attingono sempre a cose sentimentali, non ce ne sono molte altre, ma il vero problema è che lo si fa in maniera tecnica, si fanno cantare i ragazzi per dimostrare quanta voce hanno e quanti ghirigori riescono a fare, questo vuol dire che il testo deve essere al servizio di tutto ciò e il significato vero non c’è.

Un cantautore invece quando scrive tiene molto ai suoi testi e all’interno c’è tanto, ma se la canzone non ha un  significato puoi fare poco, neanche un bel video, spesso ci sono video creati soltanto per fare effetto totalmente scollegati dalle parole.

Il fatto è che oggi deve funzionare tutto subito, noi cantautori scriviamo canzoni per rimanere nei ricordi che ci accompagnano ed entrano a far parte della nostra vita e di quella della gente, momenti belli e brutti, queste canzoni i cosiddetti “tormentoni” che si “usano subito” con velocità non riescono a farlo.

I grandi network non ci passano più, ci ritengono non in target e i giovani così non possono sapere ciò che stiamo facendo, ma con loro ho lavorato molto per esempio all’Università La Sapienza di Roma dove hanno arrangiato alcuni miei brani in versione rock, hip hop, sono cose meravigliose che hanno fatto in modo spontaneo, stanno guardando al passato per costruire il futuro.

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Ed eccoci al suo nuovo progetto “Suoni tra ieri e domani”, non solo una raccolta di canzoni ma un vero progetto editoriale, che cosa racchiude?

E’ un viaggio tra questi grandi successi, mi piace definirla come una collezione di brani, quelli che ho affidato a miei colleghi strepitosi, basta andare a guardare i credits per capire quanti nomi hanno lavorato dietro a questi pezzi che oggi addirittura sembra quasi irreale una cosa del genere e in molti si chiedono come ho fatto a radunare tutti quanti, in realtà era normale amministrazione fare un brano e lavorarci insieme, la collaborazione nasceva in modo spontaneo, oggi invece si pensa a quanto rendere radiofonico un pezzo, ed è questo il grande problema perchè con la mia carriera ho capito che diventa radiofonico quello che è bello e non quello che nasce radiofonico, tantissimi brani miei sono partiti “lentamente” e poi sono diventati grandi classici!

Ha deciso di reinterpretare i brani scritti da lei per Altri (volutamente con l’A maiuscola), grandissimi artisti come Marcella Bella, Mietta, Gianni Morandi, Katia Ricciarelli. Si è ripreso ciò che era suo… che emozioni le ha dato rivivere questi pezzi?

Mi sono divertito tantissimo a fare il cantante perchè prima d’ora non li avevo mai cantati, sotto gli splendidi arrangiamenti di Cinzia Gangarella, ho riscoperto molti aspetti di queste canzoni che mi erano sfuggite o avevo dimenticato, la cosa più importante è che in questa versione i testi sono messi in evidenza e mi sembra molto bello perchè la canzone ha un valore maggiore.

Tra le tracce troviamo anche un inedito “io non ti lascerò mai”, c’è davvero molto all’interno…

Questo pezzo racchiude l’essenza e la sintesi della mia situazione filosofica di questo momento, importantissimo dopo L’immenso nel 1986, è un brano che è una nuova ripartenza, lo vedo come l’Immenso che torna più adulto, formato e completo, un La per una nuova orchestra.

Nel CD racconta che spesso si è “ribellato” a certe scelte da parte di musicisti e produttori, come per esempio in Camminando e Cantando in cui non le piaceva l’arrangiamento ma non è stato ascoltato, oggi può fare a modo suo, cambierebbe qualcosa della sua carriera?

Ci sono molti brani su cui avrei voluto avere più voce in capitolo e forse avrebbero avuto molto più successo perchè in realtà gli arrangiamenti originali, non tutti per carità ne hanno risentito molto di queste scelte imposte ma oggi nella loro apparente semplicità hanno finalmente ritrovato una nuova essenza.

Gli arrangiamenti sono affidati al maestro Cinzia Gangarella che ha dato ai brani un’atmosfera di solo piano, da dove nasce questa decisione?

Se io avessi fatto queste canzoni con dei nuovi arrangiamenti sarebbe stata una cosa stupida, senza senso, perchè il loro arrangiamento lo hanno già avuto, non volevo mettermi a fare la cosa meglio di chi l’ha già fatta per questo la scelta di piano e voce è molto più valida e sicuramente utile.

Un’altra novità è il video realizzato dai giovani della Sapienza di Roma, un compito importante per loro, crede molto nelle nuove generazioni?

Assolutamente, l’ho sempre fatto, negli anni ho sempre collaborato con giovani, con alcuni è andata bene con altri no, anche adesso ho messo insieme un gruppo che mi seguono e supportano per il mondo di internet.

I giovani hanno realizzato forse uno dei miei video più belli della mia carriera perchè hanno capito perfettamente il senso di questa canzoni, come dicevo prima hanno anche riarrangiato dei miei pezzi che presto pubblicherò perchè se lo meritano, sono coraggiosi e hanno molta volontà.

Come si può muovere un giovane all’interno della musica?

Questo che stiamo facendo con questi ragazzi è un sistema, se ciò che stiamo facendo va come penso può essere l’inizio di qualcosa di nuovo per altri ragazzi, si inizia dallo studiare le “cose antiche” così come a scuola e poi troveranno il loro modo autentico di dire le cose.

E’ partito il suo tour nei teatri, cosa troverà il pubblico?

Il pubblico vedrà il recital, la forma teatrale che da sempre preferisco, ho fatto ben 160 repliche di uno spettacolo nei teatri e questo è l’evoluzione come per l’immenso della mia carriera teatrale.

Ci saranno i brani di Suoni tra ieri e domani perchè sul palco sarà con me Gangarella e insieme faremo un viaggio nel nostro “comune passato”.

Tutte le info e le date aggiornate su: www.amedeominghi.info

Marco Rimmaudo

6 dicembre 2014

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