Intervista a Dylan Magon: “Il mio rap dona positività, la crisi rimane fuori dalla musica”

Intervista a Dylan Magon: “Il mio rap dona positività, la crisi rimane fuori dalla musica”

dylan-mangonHa partecipato all’ultima edizione di The Voice of Italy nella squadra di J-Ax ed arrivato fino in semifinale  conquistando il pubblico con il suo originale modo di unire il canto e il rap.

Parliamo di Dylan Magon, il rapper di origini mauriziane nato e cresciuto in Italia che si è fatto strada in trasmissione proprio nella stessa squadra dell’evento mediatico Suor Cristina a cui era davvero difficile tenere testa.

Ma il talent per i giovani artisti italiani è soltanto un punto di partenza, infatti Dylan ha già pronto un EP di cui è anche autore dal titolo DIAMANTE uscito lo scorso 1 luglio in vendita su tutti i digital stores.

Abbiamo incontrato il rapper per parlare della sua esperienza all’interno del programma tv e del nuovo EP dove scopriamo tutte le sue facce, determinato e pronto ad una carriera nel mercato discografico italiano.

Ciao Dylan!
Da cosa nasce la tua passione per la musica e in particolare per il rap?

La passione per la musica nasce dalla musica stessa, sono stato da sempre circondato dalla musica rap e R’n’B e in maniera abbastanza spontanea al canto intorno ai dieci anni, a dodici anni ho iniziato a scrivere i primi pezzi, mi sono avvicinato al rap più o meno a diciassette anni e per due anni non ho fatto altro che ascoltare e studiare questo stile, poi ho iniziato a scrivere anche il rap, oggi che riesco a fare tutte e due cerco di unire le due arti affinchè il prodotto esca fuori a 360°.

Semifinalista dell’ultima edizione di The Voice of Italy, torniamo a quando J-Ax e tutti gli altri giudici si sono girati per sceglierti, cosa hai provato in quel momento?
Ero veramente emozionato, tanto che il giorno dopo quando mi sono svegliato non ricordavo nulla, quando sono salito sul palco sono entrato in trans, mi ricordo che il pubblico si alzò in piedi e da lì ho preso la giusta carica per cantare, nel momento in cui J-Ax si è girato non ho capito più nulla, è stato amore a prima vista.

Il tuo legame con J-Ax è stato particolarmente visibile all’interno del programma, quali insegnamenti ti porti dietro da lui?
Mi porto tantissimi consigli, il ricordo di una bellissima esperienza che se ho fatto è soprattutto grazie a lui, mi ha insegnato ad essere un vero artista e come devi comportanti, cosa bisogna fare per esserlo in maniera completa così come lo è lui.

L’esperienza dei talent ha valorizzato il rap portandolo al grande pubblico, perchè solo adesso? prima cosa impediva tutto questo?
Il problema principale è che in Italia arriviamo in ritardo di dieci anni su ogni cosa, abbiamo questa mentalità bigotta che porta appunto a questo ritardare, nel resto del mondo il rap è ascoltato da circa dieci anni invece da noi negli ultimi 3-4 anni, tutto è iniziato con Moreno ad Amici ed è stata una botta così prepotente ed ora impossibile da frenare, i media come diceva J-Ax in una puntata hanno sempre cercato quasi di “reprimere” questo genere, invece oggi che il web è onnipresente non si può fermare e in un modo o in un altro ti arriva all’orecchio, nessuno può bloccarlo più.

Hai uno stile si distingue dagli altri, come hai trovato questa nuova dimensione?
Ho semplicemente cercato di unire le due arti apprese nel tempo, il canto e il rap, sono arrivato ad unirle perchè stanno benissimo insieme, ti cito di nuovo J-Ax quando in una puntata ha detto “Dylan ti prende a pugni con il rap e ti mette i cerotti con l’Rnb” è una definizione che mi ha fatto molto piacere ed è perfetta per descrivermi, non voglio sembrare sdolcinato ma neanche troppo forte.

Proprio per questo, quanto è importante per un rapper usare queste due capacità?
Per un rapper è importante, per un cantante/rapper è importantissimo, per me è essenziale perchè riesco a fare tutto da solo, il rapper classico magari per farsi fare un ritornello cantato deve prendere qualcun altro, io faccio tutto da me, ed è un gran culo questo!

Ed ecco il tuo primo singolo Angeli e Diavoli, chi rappresentano queste figure?
Il pezzo narra questa storia d’amore, dove io parlo alla mia ragazza e le dico “se vuoi volare dammi le tue mani” ma tu pensavi che io stessi tra gli angeli come quello che sei te, ma in realtà io vivo tra diavoli, l’angelo è la mia ragazza, la mia donna e i diavoli sono io, ciò che mi sta attorno.

Da pochi giorni il tuo primo Ep DIAMANTE, cosa ha racchiuso all’interno?
Questo EP contiene 6 pezzi tutti uno diverso dall’altro, ho cercato di mettere più sfumature possibili affinchè al pubblico arrivasse Dylan in modo completo, tutto quello che sono quindi c’è il pezzo d’amore, il pezzo di sesso e passione, quello da vero rapper e l’autocelebrazione, è molto autobiografico soprattutto perchè sono tutti scritti da me e descrivono un preciso momento e un preciso stato d’animo, sono molto personali.

Il rap è stato da sempre strumento di denuncia, di sfogo e anche di divertimento, tu cosa vuoi comunicare attraverso i tuoi testi?
Io dico sempre che quando faccio musica sono felice, tutti i problemi che ho attorno li dimentico, potrei benissimo parlare di politica, della crisi o di mio padre che non riesce ad arrivare a fine mese, non voglio raccontare cose negative ma cose positive, voglio che la gente finito di ascoltare un mio album tiri un sospiro di sollievo e si senta felice, non buttato giù o ancora più incazzato di prima.

Quali sono i tuoi prossimi impegni e progetti futuri?
Adesso è appena uscito questo primo EP, tra poco uscirà il video di Angeli e Diavoli, stiamo lavorando già a nuovi pezzi con il mio direttore artistico nonchè vocal coach a The Voice, Steve Luchi.
Il mio sogno è quello di partecipare a Sanremo, ci stiamo già lavorando e speriamo che si possa realizzare nei prossimi progetti.

Un giovane rapper in che modo può non cadere nella banalità ed essere credibile?
Il trucco sta nel tenere i piedi per terra e ricordarsi bene da dove si proviene, come dice Drake “Started from the Bottom”, io nasco dalla strada, vengo dal nulla e quando si vuole fare l’Hulk della situazione bisogna aver presente quanta merda hai mangiato prima, solo così si può andare avanti.

Tutte le info e gli appuntamenti di Dylan Magon alla sua Pagina Ufficiale Facebook.

Marco Rimmaudo
11 luglio 2014

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