Intervista a Paolo Macagnino: “La mia musica è per il mondo, ancora poco rispettato”

Intervista a Paolo Macagnino: “La mia musica è per il mondo, ancora poco rispettato”

PaoloMacagnino-intervistaE’ uscito lo scorso 20 maggio “Universi Paralleli” in tutti i negozi, digital stores e piattaforme di streaming l’album d’esordio di Paolo Macagnino, concorrente dell’ultima edizione di Amici di Maria de Filippi in onda su Canale 5.

Un progetto discografico nato dalla collaborazione con una grande artista della musica italiana come Ornella Vanoni che dopo aver notato Paolo all’interno del talent-show ha deciso di produrre l’album colpita dalla sua sua grande energia e personalità.

E dal disco si sente, l’artista è pieno di talento e soprattutto grande determinazione.

Nel bel mezzo della sua tournè di promozione abbiamo chiacchierato con Paolo Macagnino alla scoperta di un album ricco di influenze ed universi musicali.

Ciao Paolo!
Quando avviene il tuo primo incontro con la musica?

Il mio incontro con la musica  è stato un processo molto molto lento, non è stata una scintilli ma una fiamma che si è accesa lentamente diventando sempre più forte con il tempo, a 12 anni ho iniziato a studiare la chitarra classica e il pianoforte, a 15 anni ho avuto la mia prima band e da lì ho iniziato a girare per la Puglia con concerti nei vari pub e club facendo un bel po’ di gavetta fino ad arrivare a dove siamo adesso!

Sei reduce dall’ultima edizione di Amici di Maria de Filippi, cosa è significato per te arrivare a partecipare ad un talent del genere?
Ha significato tanto perchè un’esperienza del genere fa la differenza, è quasi l’unica strada percorribile nel mercato discografico italiano per cercare di emergere e farti conoscere dall’Italia, quindi in pochi mesi il talent ti porta nelle case di tutti, adesso sta a me continuare a lavorare bene grazie all’aiuto del mio team mantenendo alta la qualità del lavoro per rimanere in carreggiata.

Quanto ti ha formato il percorso nel programma rendendoti l’artista che sei ora? Cosa senti di aver maggiormente acquisito?
L’esperienza di Amici mi ha formato moltissimo dal punto di vista psicologico, si fa tanta esperienza, conosci un mondo che sembra inarrivabile per un ragazzo di 22 anni perchè il percorso per duettare magari con artisti come Emma o Francesco Renga è lungo, il programma riduce questi tempi e ti mette subito sulla via, tantissima gavetta l’avevo fatta già fuori ma quest’esperienza mi ha fatto valorizzare quelle che sono le mie qualità, la scuola ti dà veramente tanto e la consiglierei a chiunque voglia tentare di fare questa professione.

La scuola di Amici ti ha portato a farti notare da una grande artista come Ornella Vanoni che ha prodotto il tuo primo album, te lo aspettavi nonostante l’eliminazione?
E’ stata comunque una vittoria arrivare al serale, ho avuto la possibilità di stare in televisione ed essere visto da milioni di persone quindi lascia lo stesso una grande soddisfazione, sono uscito tre puntate prima della finale molto vicino all’obiettivo, Ornella Vanoni è stata molto orgogliosa del mio carattere, della mia personalità artistica sul palco ed ha voluto ascoltare quello che avevamo in cantiere, ha sposato il progetto e così ci siamo spostati a registrare a Milano continuando a lavorare giorno dopo giorno. Il 20 maggio è uscito quest’album di cui vado davvero molto fiero, sono contento che stia entrando anche se con ritmi pacati nelle case degli italiani.

Ma eccoci con il tuo album Universi Paralleli in cui troviamo moltissime contaminazioni musicali, da dove provengono questi universi?
Avevamo una grande voglia di sperimentare con il mio produttore artistico Gabriele Semeraro, volevo fare un prodotto molto serio con un respiro molto internazionale e maturo non chiuso ai confini italiani.
Dal punto di vista della composizione tutto è nato anche dai nostri gusti musicale, dalle influenze che abbiamo incosciamente in base a quello che ascoltiamo, da un po’ di classica, ragtime ed hip hop, il cervello ne fa uscire un genere che è tutto un mix.

Dei tuoi testi ne sei anche autore, qual è il messaggio che vuoi lanciare?
Dipende dai testi e da quelli che sono i brani, vorrei sostanzialmente che la gente apprezzasse e capisse il mondo, vorrei che si iniziasse a prenderlo molto seriamente e rispettarlo perchè è come una casa in cui noi siamo ospiti, parlando dell’ambiente e dei problemi dell’inquinamento, del problema della guerra con nazioni che devono ancora fare un proprio percorso di crescita, questo l’ho particolarmente sottolineato nel brano “Ti dono la vita” in cui simbolicamente cerchiamo di trasmettere quel senso di pace e di libertà che ancora purtroppo non hanno.
Sono piccole gocce che vanno a formare il mare, sono tutti i temi molto quotidiani in cui ognuno si può immedesimare anche molto forti ma almeno per quei 5 minuti avrò attirato l’attenzione su quell’argomento.

Il tuo primo singolo Madama Butterfly ha rivelato la tua anima rock, com’è stato vivere il tuo essere rock dentro un programma tv?
Un po’ ti senti fuori luogo, ma solo per un discorso stilistico, eravamo tutti abbastanza uniti anche con i professori, le critiche c’erano sempre ma erano costruttive e per farti crescere.
Lo stile del programma non è certamente rock, più focalizzato sul pop, io sapevo di essere diverso ed è stato sicuramente un mio vantaggio, ho avuto il coraggio di affrontare comunque il programma anche se non è semplice viverlo in quella condizione stilistica all’interno di un ambiente prettamente pop, è stato particolare farsi apprezzare da un pubblico abituato ad un altro genere, questo dal punto di vista artistico ma dal punto di visto umano si viveva benissimo.

Hai sempre mantenuto la tua identità artistica per cui quanto è importante per un artista rimanere se stessi?
E’ fondamentale, avere uno stile originale è un’impresa da titani, molto difficile ma quando si raggiunge poi ci sono due fasi, la fase di rigetto in cui il pubblico preferisce seguire qualcosa di certo dove si sentono al sicuro e poi c’è la fase di accettazione quindi ti accettano per quello che sei e da lì il successo è automatico perchè hai avuto coraggio di rimanere te stesso, è un percorso che hanno attraversato tantissimi artisti italiani.
Io preferisco mantenere la mia originalità anche avendo un percorso lento caratterizzato da un seguito magari modesto ma che comunque sboccia in qualcosa di più grosso, non mi interessava fare il botto subito e poi sparire come se nulla fosse.

Fin dal primo momento sei stato subito al lavoro, quali sono oggi i tuoi progetti futuri?
Stiamo lavorando con degli inediti, a dei pezzi nuovi, continuiamo sempre la nostra sperimentazione perchè comunque si cresce, sono in programmazione anche dei live che faremo quest’estate soprattutto al sud Italia, quindi vedremo! Siamo al lavoro anche per dei progetti ancora in fase di decollo, si lavora e siamo tutti soddisfatti.

Un consiglio per le nuove generazioni che vogliono intraprendere questa carriera.
Innanzitutto poche parole e più fatti, studiare e fare musica, lavorare invece che uscire la sera per andare al pub a bere i cocktail, perchè spesso si dice “io faccio musica” ma se non si lavora sodo non si arriva da nessuna parte, io sono quattro anni che esco pochissimo, sono sempre impegnato a comporre, scrivere, a leggere libri o in sala di registrazione, bisogna raccogliere un gran bagaglio da cui trarre ispirazione per i brani, impegnarsi fino in fondo perchè c’è tanta concorrenza anche a causa della rete quindi o ti spacchi il culo a fare cose serie oppure cambia perchè se ne esce davvero male altrimenti.

Potete trovare tutte le info necessarie per seguire Paolo e i suoi appuntamenti sulla Pagina Ufficiale Facebook.

Marco Rimmaudo
6 luglio 2014

 

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