Intervista ai Freeboys: “XFactor ci ha formato, ora il nostro album è dedicato a voi!”

Intervista ai Freeboys: “XFactor ci ha formato, ora il nostro album è dedicato a voi!”

freeboysdedicato-intervistaDopo l’uscita del nuovo singolo “L’ultima pagina”, è uscito il 23 giugno il nuovo album “Dedicato a…” dei Freeboys la boyband italiana che sta facendo impazzire le teenagers italiane già rinominate “Freegirls”.

Il gruppo è noto al grande pubblico per aver partecipato all’ultima edizione di XFactor sotto la guida di Simona Ventura e ancora prima al programma televisivo Io Canto su Canale 5.

Un nuovo sound per Simone, Enrico e Kevan che abbiamo incontrato in occasione dell’uscita del disco per un’intervista in cui ci hanno raccontato tutto quello che c’è da sapere sui Freeboys!

Ciao ragazzi!
Come ha avuto inizio il progetto dei Freeboys?
Enrico:
 noi ci conoscevamo già, avevamo partecipato insieme ad Io Canto e dopo la trasmissione abbiamo deciso di ricongiungere le forze creando una boyband, infatti siamo in tre: Simone, Enrico e Kevan.
Subito dopo abbiamo realizzato un EP dal titolo “Indelebile” e un altro ancora “Party Mega” fino ad arrivare alla partecipazione ad XFactor 2013 ed adesso il nostro primo disco “Dedicato A..”

Il vostro percorso inizia da giovanissimi, che impatto avete avuto ad arrivare da ancora più giovani al pubblico televisivo?
Kevan:
 avevamo tutti e tre tra i 12 e i 13 anni, quindi è stato molto spontaneo e naturale, non c’era nulla di costruito, l’abbiamo vissuta molto tranquillamente senza renderci neanche conto dell’ambiente televisivo in cui ci trovavamo.
L’arrivo ad XFactor 2013 da vera e propria boyband, com’è stato calcare quel palco dopo quel periodo di assenza?
Simone:
 l’esperienza di Io Canto era nata quasi per scherzo mentre XFactor era un’esperienza a cui avevamo pensato da un po’ di tempo, eravamo più consapevoli da boyband, si stava molto più attenti a quello che facevamo essendo anche un po’ più grandi, quel palcoscenico è una vetrina mondiale, c’era tanta tensione, tanta ansia ma grande voglia di salire su quel palco.
Cosa vi portate dietro di importante dalle puntate di XFactor?
Simone:
 io dico sempre che le cose che restano di più sono i momenti vissuti sul palco, sono i momenti decisivi, 4 minuti che valgono tutto un percorso.
Senz’altro la serata dell’eliminazione è stata la più influente nei nostri ricordi perchè sono successe tantissime cose, abbiamo dato il massimo cantando Let me entertain you, poi Try dando tutto noi stessi.
E’ il ricordo che più portiamo con maggiore intensità.

Durante il periodo nel programma vi hanno paragonato spesso al fenomeno dei One Direction, vi sentite dentro a questo paragone oppure no?
Enrico: 
E’ un paragone che non abbiamo mai cercato, si è creato senza nostro volere, noi siamo una boyband che ha in comune con loro soltanto il fatto che siamo tutti giovani! Musicalmente ognuno ha le sue peculiarità, è un paragone che spesso ci ha “danneggiati” quasi volessimo prendere il loro posto ma tutto ciò non è mai avvenuto e mai avverrà, da noi non è mai partito nulla.

Dopo l’esperienza nel talent, arrivato il nuovo singolo  L’ultima pagina, come avete lavorato al vostro ritorno?
Kevan:
 Abbiamo lavorato con il nostro produttore Beppe Stanco, con Simona Ventura che ci è stata sempre a fianco e che continua a credere fermamente nel nostro progetto insieme al nostro editore Andrea Monta.
E’ stato un percorso esclusivo senza l’influenza da altri fattori, quindi abbiamo ripreso tranquillamente le nostre attività magari con più forza ed esperienza, XFactor è stato molto formativo sotto tutti i punti di vista, artistici, tecnici e culturali.

Il nuovo album “Dedicato a…”, da cosa nasce e qual è l’obiettivo del disco?
Kevan: è un album che vogliamo dedicare a tutte le nostre fan perchè sono la base del nostro progetto, senza di loro non avrebbe senso, senza di loro non sarebbe nulla.
Simone: racchiude un po’ tutte le nostre canzoni, riprendendone alcune già presenti nell’album precedente, c’è dentro tutto quello che ci rappresenta, dai brani da ballare fino a quelle più lente tranquille da ascoltare quando si è depressi, lasciati dopo una storia d’amore!
Enrico: si c’è un po’ di tutto, dalla gioia alla malinconia, anche dal punto di vista musicale ci sono delle sonorità molto differenti, facendo un esempio c’è molta differenza tra una canzone come Party Mega contenuta nell’album e il singolo L’ultima pagina, sono due sound agli antipodi. E’ un album molto autobiografico!

La canzone che preferite di più all’interno dell’album?
Enrico:
 nel disco ci sono tanti brani e già questo vuol dire che sono una selezione di altri tantissimi brani, la canzone che personalmente ma credo un po’ per tutti più mi e ci ha reso soddisfatti è Dedicato a te, perchè dà l’album al nome perchè ci ha reso molto partecipi, soprattutto Kevan, alla lavorazione del pezzo, questa ha lasciato il segno.
Kevan: poi è un distacco breve dalle altre perchè siamo noi, tutto l’album è una grande sinergia ed è un distacco veramente molto ridotto.

Cosa significa essere una Boyband soprattutto alla vostra età?
Simone:
 siamo molto giovani e fin da Io Canto siamo stati sempre molto impegnati a girare per concerti, è sicuramente una cosa per cui bisogna fare dei sacrifici, magari i nostri coetanei al pomeriggio sono a giocare a calcio noi invece siamo in studio a registrare, fuori per delle serate o ci spostiamo per le città, sotto molti aspetti è una vita un po’ diversa, andiamo comunque a scuola quindi questo ci tiene legati alla quotidianità che c’era prima però è una sensazione che desideravo provare, è da quando ho 8 anni che voglio fare questo lavoro e adesso sono sulla via del mio sogno.

Giovanissimi, come gestite la vita lavorativa a quella scolastica?
Kevan: 
non riscontriamo grandi difficoltà perchè la passione che abbiamo per la musica è un’attività extrascolastica  riesce a farci conciliare il tutto, suddividiamo il tempo in modo istintivo perchè siamo impegnati in una passione, è un lavoro e non un piacere magari distaccato, per questo siamo abbastanza equilibrati perchè la scuola non la viviamo come un peso, è un diritto più che un dovere.
Tra la formazione scolastica e la passione si fa tutto con piacere, non la viviamo male.

Che cosa distingue i Freeboys da altre boyband?
Enrico:
 da quelle italiane il fatto che di nazionali ce ne sono ben poche, da quelle internazionali semplicemente la nostra originalità italiana e il numero di membri, di solito una boyband è composta da 4-5 elementi, noi siamo in tre.
Kevan: e poi…spacchiamo! siamo fortissimi! Ma lo dico proprio perchè ci sono anche loro, da solo non potrei, mi sentire un’idiota ma avendo un rapporto di amicizia perchè questo gruppo lo è, io lo posso dire davvero…è una figata! Ogni cosa che può essere vista dal punto di vista oggettivo diventa soggettivo, il mio parere non ricade solo su me stesso, perchè noi siamo uniti.

Come ogni boyband siete attivissimi sul web, com’è questo rapporto con i social?
Simone:
 siamo molto attivi sul web, la nostra pagina facebook conta circa 130.000mila fans ed è veramente il minimo collegarsi un attimo per un saluto, una foto e anche solo un grazie a chi ci segue, abbiamo Twitter, Instagram, Facebook è uno dei modi per rimanere in contatto con i fan quando non siamo live, a me piace molto postare le foto e chiedere consigli.
Enrico: adesso gireremo per l’Italia e ne siamo molto contenti perchè quel rapporto che diventa solamente qualcosa di virtuale comincia a pesare, c’è bisogno di avere quel confronto umano con i fans, è essenziale per noi.
Kevan: diventano dei veri e propri rapporti umani, come quando si incontra una ragazza che non si ha mai visto, noi ci teniamo sempre in contatto ma vedersi ci lega ancora di più.

Quali sono i vostri progetti futuri? Qual è il sogno dei Freeboys?
Enrico:
 è difficile dirlo perchè noi abbiamo ambizioni molto alte però adesso ci stiamo focalizzando sui prossimi 4-5 mesi, avremo da settembre un instore tour dove presenteremo il nostro album autografandolo, per il momento pensiamo a questo, poi lavoreremo al prossimo album. Spesso facendo questo lavoro ci si rende conto che le idee stesse nascono mentre si fa qualcos’altro, è tutto un evolversi di cose che non si possono controllare o definire.

C’è un artista italiano o un autore con cui vi piacerebbe collaborare?
Kevan:
 Per adesso non abbiamo collaborato con nessuno perchè crediamo non sia il momento giusto però ce ne saranno sicuramente, a noi piacciono molto i rapper, l’hip hop e anche il cantautorato, non facciamo neanche differenza su chi ha avuto successo e chi no, non è necessario un grande artista, basta soltanto la bravura, il talento, abbiamo già coinvolto altre persone nei live che ci avevano colpite dal punto di vista vocale.

Un giovane come voi oggi che strumenti può avere per lanciarsi nella musica?
Kevan:
 il campo musicale è tutta un’odissea, anche la crisi che condiziona veramente tanto e tutti sono un po’ in crisi, è più una sopravvivenza come se si partisse per un viaggio con i soli oggetti indispensabili, realismo, umiltà e convinzione con alla base un talento da coltivare, imparando sempre di più.
Enrico: i mezzi sono sempre di più e da un lato sempre più facili da sfruttare mentre dall’altro difficili per valorizzare ciò che vale.
In molti tentano la via di youtube per non fare un talent, però spesso su questo canale hanno successo riscontro di visualizzazioni le cose più disparate! Si trovano o fenomeni da baraccone o altri che rimani a bocca aperta sotto il piano artistico, il talent show rimane una delle poche strade per entrare a far parte di una major. 

E dopo la nostra chiacchierata con i Freeboys potete trovare tutte le info sulle date e gli appuntamenti su www.freeboys.it e la Pagina Ufficiale Facebook .

 

 

 

Paolo Marco Rimmaudo
4 luglio 2014

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