Intervista a Filippo Graziani: “La musica deve ripartire da noi italiani”

Intervista a Filippo Graziani: “La musica deve ripartire da noi italiani”

filippo-graziani-intervistaDopo la partecipazione al 64esimo Festival di Sanremo con il brano “Le cose belle”, Filippo Graziani (figlio dell’indimenticabile Ivan) parte con un album e una tournè nelle più importanti città italiane.
Il disco dal titolo “Le cose belle” è in vendita dal 20 febbraio in tutti i negozi tradizionali, digital download e piattaforme di streaming.
Un’artista che già conta collaborazioni con Renato Zero, Vibrazioni, Morgan, Negramaro, Niccolò Fabi, Max Gazzè, e altri.
Abbiamo avuto il piacere di intervistarlo in occasione del debutto della sua tournè all’Alcatraz di Milano previsto per il 15 maggio 2014.

Una vita dedicata all’arte, com’è stato crescere a pane e musica?
E’ stato bello, ci sono nato contro la mia volontà! Sono stato sempre immerso in mezzo ai suoni, ai musicisti che passavano di casa, mi ritengo un privilegiato a crescere in un ambiente come questo, un motivo di felicità e orgoglio.

Quando ti sei reso conto di voler seguire il percorso di tuo padre e di diventare anche tu un cantante musicista?
In realtà non c’è mai stato un momento preciso in cui mi sono reso conto, vivendo sempre con la musica ho iniziato piano piano a viverla attivamente, all’inizio suonavo la batteria e con il tempo sono arrivato ad avere le mie prime passioni musicali e poi a scrivere le mie cose.
E’ stato un processo del tutto naturale, mi sono lasciato andare, ho avuto un approccio con la musica in modo del tutto tranquillo senza preoccuparmi di cosa avrei fatto in futuro.

Negli scorsi anni hai portato sul palco “Viaggi e Intemperie”, un concerto composto dai più grandi brani di tuo padre, com’è stato interpretare questi pezzi?
E’ stato molto faticoso soprattutto dal punto di vista emotivo, sapevo che stavo toccando una patata bollente, l’ho fatto ed è stata una bellissima esperienza solo che il rischio è quello di essere catalogato e rimanere solo quello, per questo adesso ho in stand-by questo progetto per dedicarmi al 100% all’album, è stato un periodo molto bello e sicuramente farò ancora qualcosa riguardante la produzione di mio padre, ora però è l’album la mia assoluta priorità.

Hai mai sentito il “peso” del confronto da parte del pubblico?
A dire il vero no, perchè il confronto si applica soltanto a persone dello stesso livello, la mia carriera inizia adesso, sarebbe il caso di riparlarne fra dieci album forse…
Il pubblico spesso vuole vedere somiglianze con mio padre ma artisticamente parlando abbiamo poco in comune, nelle cose che suono e che scrivo sono molto differente, tanti ce lo vogliono vedere e molti ce lo vedono anche quando non c’è, ma è una cosa normale, lo capisco benissimo

Hai partecipato all’interno delle nuove proposte nell’ultima edizione del Festival di Sanremo, che sensazioni hai provato sul palco dell’Ariston?
Ho avuto 10 minuti di emozionante tensione dietro nel backstage, nel momento in cui sono salito sul palco ho sentito molta energia ma niente “crampo da emozione”, ovviamente il festival ha sempre un po’ di problemi tecnici, è una serata molto complicata, è più il dubbio di chiederti se andrà tutto bene come nelle prove ma una volta che si è in scena si fa quello che si è lì per fare.

Nel tuo singolo “Le cose belle” che hai presentato a Sanremo descrivi le cose belle come un’arma a doppio taglio, da cosa nasce questo brano?
Nasce dalla voglia di descrivere un momento della mia generazione, io ho 33 anni e ho pensato alla proposta di futuro che ci era stata data quando eravamo bambini che poi in realtà non si è rivelata quella, tutte le “favole” belle che ci hanno raccontato da piccoli possono fare male quando ti scontri con la realtà e ti rendi conto che non erano poi le stesse che conoscevi tu.
E’ una mano tesa alla mia generazione, abbiamo vissuto davvero a cavallo tra questi “mondi” diversi, perchè ci ricordiamo il mondo della cabina telefonica a gettoni e quello del computer, tanti modus operandi prima funzionanti ora non sono più adatti.
Il mondo è cambiato talmente tanto e velocemente che bisogna sempre reinventarsi da capo, siamo quelli preparati al duemila ma quel duemila aspettato da noi, non è mai arrivato!

Il Festival ti ha permesso di arrivare ad un pubblico ancora più vasto, cosa vuoi trasmettere a chi ti ascolta?
A me piacerebbe che passasse il significato del disco, il Festival dà la possibilità di parlare a tantissime persone soprattutto in un periodo come questo dove l’ascolto è superficiale, non penso di avere dei concetti per cambiare il mondo nell’album, ma sono degli spaccati di vita nella quale molte persone si possono ritrovare.

Hai dichiarato che il tuo nuovo album è un risultato di 7 anni di esperienze, che tipo di ricordi o esperienze troviamo all’interno?
Nell’album c’è molta Milano, moltissima perchè l’ho scritto soprattutto nel periodo in cui vivevo lì, c’è tanto di come mi ha cambiato quest’esperienza e di come mi ha fatto conoscere nuove cose, è la somma delle mie visioni della realtà tra rapporti umani, la vita e la società.
Muove molte critiche verso la tendenza a rientrare in uno schema, ad essere nel tuo quadratino in modo tale da essere una pedina facile da muovere, bisogna avere il coraggio di uscire dalla scatola e di distinguersi dando continuamente una svolta alla propria vita.
Il “non posso farlo” dev’essere una cosa da eliminare per tutti noi.

C’è un brano di questi che hai scritto a cui sei legato più di altri?
Una canzone che si chiama “L’effetto” parla proprio di questo, quando nella società ci si sente un numero da statistica, uno fra i tanti è importante ripartire da se stessi, capire quali sono le nostre esigenze e la nostra personale ricerca della felicità.

E’ in programma una tournè di promozione, cosa troveremo nei live? solo Filippo o anche un po’ di Ivan?
Un po’ di mio padre sicuramente. L’album invece ci sarà tutto, dal primo all’ultimo pezzo…è il dramma del primo disco, bisogna farlo tutto! Ma l’ho scritto proprio con l’idea di doverlo suonare dal vivo quindi sono pronto per eseguirlo live, faremo anche qualche cover di Dalla, quasi per intero l’ep di una band che ho avuto anni fa chiamata Carnera arrangiandoti nello stile del disco.
Ci sarà il mio universo musicale, messo lì a disposizione per il pubblico.

Secondo te, di cosa ha bisogno la musica italiana oggi?
Secondo me ha proprio bisogno di orecchie, abbiamo tanti musicisti bravissimi, dei talenti di altissimo livello ma non abbiamo quegli spazi adatti per farti conoscere e crescere, ben venga Radio Italia che passa solo musica italiana, abbiamo bisogno di essere un po’ campanilisti, si ascolta sempre musica internazionale quando dovremmo andare fieri dei bei prodotti presenti da noi.
Poi automaticamente per fare qualcosa bisogna passare solo dai Reality, perchè sta diventando l’unico modo per avere visibilità, è sbagliato perchè la musica secondo me dovrebbe essere distaccata completamente dal contesto televisivo, non si può fare qualcosa che funziona soltanto sullo schermo, sono due espressioni artistiche molto diverse.
Penso sia un problema di lungimiranza, di pensare a lungo termine, bisognerebbe tenersi ben stretti gli artisti che abbiamo perchè non ci sarà più un Renato Zero in Italia, le modalità hanno cambiato tutto, i grandi nomi della musica hanno sperimentato e avevano grande voglia di farlo.
Spero che ci siano nuovi spazi per farsi conoscere oltre alla rete, un mezzo comunque controllabile dove non è automatico che il messaggio arrivi, su internet sta spopolando l’hip hop perchè ha un target ben preciso e seguito, ma per la musica italiana c’è bisogno di qualcos’altro.

Progetti futuri? Cosa farai dopo la tournè?
A maggio/giugno uscirà il nuovo singolo e nuovo video, verso ottobre entrerò in studio per lavorare al nuovo album, cercando di mantenere il ritmo di un disco all’anno.

Ringraziamo Filippo Graziani per la disponibilità ricordando le date della sua tournè.

IL TOUR
15/05/14 Milano, Alcatraz
16/05/14 Torino, Officine Corsare
19/05/14 Manoppello (PE),
02/8/14 Sant’Elpidio A Mare (AP- Località Bivio Cascinare),
03/08/14 Aquilano (TE)
15/08/14 Torrebruna (CH)
Le date possono subire aggiunte e/o variazioni, per maggiori info www.filippograziani.it

Paolo Marco Rimmaudo
15 maggio 2014

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