Intervista a Pino Scotto – “Vuoti di memoria, un rock di cultura da Rascel a Presley”

Intervista a Pino Scotto – “Vuoti di memoria, un rock di cultura da Rascel a Presley”

Pino-Cover-Vuoti-di-MemoriaPino Scotto torna dopo il successo del precedente “Codici Kappaò” con un nuovo originale progetto “Vuoti di memoria”, il nuovo album in uscita il 22 aprile 2014 composto da 5 cover italiane di grandi cantautori italiani ed un inedito in italiano e 5 cover di grandi artisti internazionali e un inedito in inglese.

Un progetto ambizioso che contamina musica e cultura, in cui la canzone d’autore diventa rock ‘n’ roll e dove il rock che ha fatto storia diventa nuovamente attuale.

Nell’album brani di artisti che hanno fatto la storia come: Renato Rascel, Luigi Tenco, Franco Battiato, Ivan Graziani, Adriano Celentano, Elvis Presley, Muddy Waters, Gary Moore, Ted Nugent e i Motörhead.

La produzione a cura di Olly Riva, Pino Scotto si è avvalso della collaborazione di molti altri artisti del panorama musicale italiano e internazionale: Blaze Bayley (ex Iron Maiden), Nathaniel Peterson (già bassista di Eric Clapton, John Lee Hooker ecc), Maurizio Solieri, Ricky Portera, Mario Riso e molti altri. Pino ha anche coinvolto Drupi nel brano di Rascel, e i fratelli Graziani, Tommy eFilippo, nel brano del padre.

In occasione dell’uscita dell’album abbiamo incontrato l’icona del rock italiano Pino Scotto, il suo è un messaggio chiaro e conciso, si parla del nuovo progetto, delle nuove generazioni e del nuovo mondo della musica.

Ciao Pino!
Che cosa rappresentano questi “Vuoti di Memoria”?

Vuoti di memoria è il compensare quei vuoti di memoria che le nuove generazioni hanno non conoscendo questi grandi del passato.
Tutto nasce più o meno un anno fa, ero in tour con Codici Kappaò e stavo pensando a dei brani per il nuovo album, mi stava venendo un po’ l’ansia perchè tutto quello che sento in giro è tutta roba già sentita, assoli già sentiti, voci già sentite, brani e melodie già conosciute, io ascolto solo musica anni 70′ altrimenti non potrei ascoltare nulla.
Eravamo a Roma dopo un concerto e mi capitò di vedere un servizio sul fascismo dove c’era anche questo Renato Rascel, un grande attore, cantante, compositore, faceva un po’ di tutto ed aveva scritto questo brano per prendere per il culo questo movimento e questa gente stessa lo andava a vedere a teatro, mentre lui continuava la protesta.
Così ho deciso di recuperare i brani dal passato e dargli una veste nuova, più rock dando la possibilità a tanta gente di sentire questi pezzi sconosciuti specialmente alle nuove generazioni.
Da questa bufera di Rascel è nato poi tutto il progetto.

PinoScotto-intervistaCosa accomuna questi brani e li rende predisposti al rock?

Il comune denominatore dei brani italiani sono i testi che ancora oggi sono attuali, troviamo “Se ci diranno” di Tenco, “Svalutation” di Adriano Celentano, “La Chitarra” di Ivan Graziani, Povera Patria di Battiato (di cui registreremo settimana prossima il video), Franco ha sentito il brano e gli è piaciuto molto, gli avevo chiesto di fare anche un cameo nel video ma purtroppo per motivi personali non riuscirà ad esserci.

Nell’album è presente anche una parte dedicata ai grandi artisti internazionali…

Per quanto riguarda l’inglese è partito tutto da Elvis Presley, quando si ascoltava Rita Pavone, Gianni Morandi, Adriano Celentano è arrivato un nostro amico che lavorava sulle navi come marinaio con il 45” giri di Jailhouse Rock di Elvis, mi ha risvegliato la coscienza, per cui glielo dovevo.
Gary Moore perchè è stato uno dei più grandi artisti sottovalutati della storia, Motorhead nella sua grezzaggine è il mio mito, ho fatto due tour insieme a lui, uno addirittura con i Vanadium ed il brano l’ho cantato insieme a Blaze Bayley degli Iron Maiden.
Hoochie Coochie Man, un brano nato dalla collaborazione con i Twin Dragons di Nathaniel Peterson (bassista di
Eric Clapton, John Lee Hooker) , eravamo a Macerata e abbiamo deciso di incidere anche questo pezzo.
Ted Nugent a parte essere un fascistone di merda l’ho sempre apprezzato come musicista, per questo ho voluto inserire anche lui.

Hai già iniziato la tournè, com’è stato proporlo al pubblico?

Abbiamo già iniziato dai primi di aprile e il pubblico ha reagito bene, all’inizio ero un po’ preoccupato visto lo spessore di questi artisti, è una bella emozione perchè più li sento più mi piacciono!
Per esempio Battiato ha cantato Povera Patria con un soffio, io ho fatto fatica a non metterci rabbia in quel testo rivoluzionario, mi sono dovuto trattenere.
Ho dovuto lasciare fuori molti brani ma fare due album di sole cover sarebbe stato troppo, per cui vedremo in seguito cosa succederà, per adesso vediamo i risultati di questo progetto.

In questo nuovo album tantissime collaborazioni, com’è stato lavorare insieme al progetto?

L’intenzione era di fare il disco con la mia band poi abbiamo iniziato a chiamare un po’ di amici ed è stata di nuovo una grande festa, per tutti è stato un’emozione ed un onore, mi ricordo i figli di Graziani, Filippo e Tommy, io ero amico di Ivan e per me era importante che si fossero anche loro, Drupi la gente qui non lo conosce ma nei paesi esteri è come se fosse Elvis Presley, lui in Italia non investe più nella sua musica, ma è rimasto sempre lo stesso come Nathaniel Peterson che ha suonato con grandissimi nomi ma ogni volta si emoziona come se fosse la prima volta, questi sono i grandi, quando sparirà questa gente rimarrà solo merda.
Altro che Ligabue, Vasco Rossi, i Modà…cioè, i Modà che riempiono San Siro, ma cos’è questo cumulo di merda che c’è in giro?!

Quanta distanza c’è tra il cantautorato italiano e il rock?

C’è un oceano di distanza dal punto di vista culturale ma per la dignità della musica penso siano molto vicini, fra questi cantautori e tanti altri come De Gregori, Dè Andrè, Guccini, un grande simbolo che non si è mai venduto apparendo nelle reti Mediaset, l’unico purtroppo.
Bisogna unirli, basta barriere, sono per chi non riesce a vedere e sentire, per gli ignoranti! Unire questi due generi può essere una grande risorsa, e poi basta con le cose già sentite, io vedo gente che fa rock da vent’anni, trent’anni e fa sempre le stesse cose! Uno fra tutti Bon Jovi che secondo me i testi di Gigi D’Alessio sono più belli, la gente ascolta ma non sa neanche cosa sta dicendo, una massa di somari!
Questo cantautorato mi fa pensare a gente importante del passato come Bob Dylan, Leonard Cohen, Johnny Mitchell, Jackson Browne e tutti quelli che purtroppo si sono persi nella marea dell’ignoranza.

Un cantautorato sempre d’altri tempi…e adesso?

Si tutto nel passato, non sono più venute fuori personalità così ma non perchè non ce ne sono, io ne conosco un po’ e voglio pensare che ci siano!
Purtroppo in Italia questi XFactor, Amici, The Voice sono una massa di accattoni che prendono per il culo i ragazzi quando sanno già che non faranno un cazzo, anche perchè chiamano solo chi fa karaoke, quelli veramente bravi li lasciano a casa.
Io però faccio molte date e sul palco con me suonano molti ragazzini che spaccano veramente, anche in questa nuova tournè ci saranno perchè bisogna dargli spazio altrimenti non glielo dà nessuno.

Per un rocker o un aspirante tale quanto è importante conoscere la canzone d’autore?

E’ importantissimo, a tutti questi ragazzi che vogliono mettersi a suonare rock io dico sempre “cominciate dal blues!” secondo me l’unica speranza per il rock è tornare al blues e riscrivere la storia facendo una strada diversa da allora, si può fare!
Ma se continuiamo di questo passo la musica sarà sempre usa e getta, dischi di plastica che la gente ascolterà due volte e butterà via ed in più le major (che se lo meritano!) hanno speculato perchè i dischi potevano venderli a metà prezzo già trent’anni fa, ora hanno le vendite in calo e non investono più sui nomi nuovi così la gente non conoscerà mai questi giovani emergenti che se lo meritano!
Rimarranno solo tribute band…

Ma un giovane come fa, oggi, ad emergere con la sua musica?

Non voglio essere pessimista, ma è veramente dura, era dura per noi adesso è quasi impossibile.
Io ai ragazzi l’ho sempre detto, se non fosse stato per la musica io sarei diventato o uno spacciatore o un ladro perchè non mi sarei prestato al gioco di questa società, di questi politici di merda, invece la musica mi ha dato la forza di scaricare i camion in fabbrica per 35 anni, sono dieci anni che sono in pensione, mi ha dato la possibilità con i Vanadium quando ci hanno mandato a Festivalbar di mandarli a fanculo, mi hanno cacciato da tutto.

Questi sono delle merde e a loro della musica non gliene fotte un cazzo, vogliono solo il potere ed i servi sotto di loro come le radio che non capiscono un cazzo di cosa sia la musica, questi fanno i programmi e parlano di musica…ma quale musica? andate a zappare barboni!
E’ tutto amalgamato, il potere che compra il potere che compra altro potere e quelli puri continuano a prenderla in quel posto!
Ma prima o poi pagherete, pagherete bastardi! C’è gente che si è suicidata e queste morti urlano vendetta.
Il problema non sta solo nell’Italia, è l’essere umano una merda, (quasi) tutti corruttibili, farebbero di tutto per una figa, per un palco, per il successo, io ho visto fare delle cose ad alcune donne, mignotte di cui la televisione è ancora piena!

Da cosa dipende, secondo te, tutto questo?

E’ tutto amalgamato al sistema politico sociale, questi barboni che sono al potere hanno capito che con programmi stile XFactor, Amici rincoglioniscono le nuove generazioni! il successo del Rap è il risultato del fatto che i giovani non sentono più la musica, la batteria, la chitarra, il basso!
Qualcosa che ti emoziona e ti commuove, questa è purtroppo la dimostrazione.
E’ una corsa all’usa e getta, la musica era uno strumento che ti aiutava quando soffrivi, quando ti volevi divertire ma loro non vogliono la tua emozione, devi stare lì in ginocchio a pregare il padrone per lavorare!
Ma io li mando a fare in culo, altro che padrone!

Intanto sei impegnato in un progetto umanitario con Caterina Vetro, il Rainbow Project…

Sono quattro anni e mezzo che insieme a Caterina Vetro abbiamo un progetto in Centro America iniziando dal Belize, Cambogia, per aiutare questi bambini che sono solo nati nel posto sbagliato e la gente si deve vergognare, chi riempie gli stadi potrebbe donare il prezzo di una cena ed aiutarli ma non fanno un cazzo questi barboni! Io ho scritto e non hanno neanche risposto.
Adesso abbiamo fatto una clinica io e lei, con i soldi che raccolgo dai concerti, a Còban una cittadina dove i bambini lavorano in fabbrica tutto il giorno.
L’essere umano è sempre più una merda, ci vorrebbe una droga che ci insegni la bontà, la compassione, i valori di cui tutti dovremmo andare fieri, una droga buona, benefica!
E voi, lo so che non avete soldi ma mandate un sorriso, scrivete a Caterina e mandate un sorriso che ci fa bene e fa bene anche a voi.
Trovate tutte le informazioni su
www.rainbowprojects.it/‎

Ringraziamo Pino Scotto per la disponibilità ricordando che sarà possibile scoprire “Vuoti di memoria” dal vivo a Milano il prossimo 5 maggio al Rock ‘N Roll in uno showcase gratuito in occasione della presentazione dell’album.

Paolo Marco Rimmaudo
22 aprile 2014

 

 

 

 

 

 

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