Sanremo 2014: Intervista esclusiva all’autore Dario Faini

Sanremo 2014: Intervista esclusiva all’autore Dario Faini

Sanremo 2014: Intervista esclusiva all'autore Dario Faini
Sanremo 2014: Intervista esclusiva all’autore Dario Faini

Proprio nel bel mezzo della 64esima edizione del Festival di Sanremo siamo riusciti ad intervistare telefonicamente Dario Faini, autore dei brani “Il cielo è vuoto” di C. De Andrè (in collaborazione con D. Mancino), “Ti porto a cena con me” di Giusy Ferreri (con R. Casalino) e “Un uomo è un albero” di Noemi (con D. Mancino). Non è nuovo della kermesse, nel 2011 ha scritto e composto con D. Mancino il brano “La tua bellezza” di Francesco Renga e nel 2012 ha curato in collaborazione con A. Galbiati “Scintille” di Annalisa.

Il Festival raccontato da un autore.

Ciao Dario! La gara sanremese è ormai entrata nel vivo, come stai vivendo questo Festival?

Lo sto vivendo bene e con una grande gioia, sono passati due brani a cui tenevo molto, quelli di Giusy Ferreri e Cristiano de Andrè che sono sicuro cresceranno sempre di più ascolto dopo ascolto. Proprio adesso sono in partenza da Roma per Sanremo, in attesa di arrivare lì.

 Ci sono artisti a cui ti fai ispiri per la composizione dei brani?

No, ascolto di tutto perchè ogni brano ha una storia particolare, non ci sono schemi o calcoli nella scrittura, è importante l’ispirazione personale del momento, soltanto in fase di arrangiamento quando bisogna dare particolari colori magari prendo spunto da altro.

 Come nasce un brano o una collaborazione per Sanremo?

Nasce in maniere del tutto casuale e non calcolata, non si scrive mai per Sanremo, i brani nascono dall’emozione del momento, quando si sente davvero l’urgenza di scrivere. Poi una volta consegnato all’artista il pezzo può essere scelto per essere proposto al festival ma questo non dipende più da noi autori.

In questi giorni, come ogni anno, sono in molti a sostenere che il genere sanremese sia cambiato, è davvero così? A cosa pensi sia dovuto questo cambiamento?

Ma non so se esiste per davvero questo tipo di genere, sul palco si alternati tantissimi brani diversi, per esempio “Luce” di Elisa che ha vinto senza essere un brano “sanremese” come molti altri pezzi evergreen rimasti nella storia della musica italiana. Forse ci si riferisce alla ballata sanremese, è vero, ma non credo che segua una regola tutto ciò, le ballate sono quelle considerate più di  successo ma questo non crea un genere solido e presente. Il Festival tutela la tradizione italiana che viene coltivata seguendo il panorama discografico italiano di questi anni e quindi anche i relativi cambiamenti.

 E’ il tuo terzo anno a Sanremo, cosa ricordi della tua prima edizione?

Ricordo tanta ansia e attesa perchè scrivevo per e con Francesco Renga, da me già stimato e seguito da bambino, una grandissima emozione, anche perchè era la prima volta. Il secondo anno sentivo il brano quasi interamente mio, un brano di Annalisa, che ho seguito fin dagli esordi come autore, scritto in collaborazione con Galbiati ma in cui avevo messo tanto di personale, ho avuto la possibilità di esprimermi un po’ di più. Quest’anno invece è il primo anno in cui sono in gara con ben due Big, Cristiano de Andrè e Giusy Ferreri, un’altra bellissima emozione.

Insieme ai tuoi colleghi, sei tra gli autori favoriti di questo festival e in gara con ben due brani, ti aspettavi questo risultato?

No, perchè il brano “Il cielo è vuoto” non era dato per favorito e l’altro “Invisibili” era spinto molto di più dal punto di vista mediatico, addirittura definito come uno dei migliori della gara e lottare con un mostro così gigante ci aveva fatto convincere del fatto che non saremmo passati, quindi é stata una doppia soddisfazione per noi perchè abbiamo ricevuto il consenso del pubblico da casa.

Come descriveresti, a livello di gara, questo 64esimo Sanremo?

Una gara molto interessante le canzoni sono molto belle, è sempre una sfida tra autori e brani, c’è un bel repertorio di cui mi sono piaciuti molto Gualazzi, Arisa, Sinigallia e Perturbazione. C’è tanto materiale ed è difficile fare un pronostico sul podio, secondo me ci saranno davvero delle grandi sorprese. Delle Nuove Proposte mi ha colpito molto Diodato con Babilonia.

Tra di voi autori si sente la pressione della gara? C’è competizione?

In realtà ci incoraggiamo e sosteniamo a vicenda, abbiamo vissuto soprattutto le prime due serate con grande ansia  perchè non è una passeggiata avere un brano che viene scartato in diretta davanti a milioni di spettatori, questo ci dà visibilità ma allo stesso tempo ci mette in gioco in maniera spietata. Ieri l’ho vissuta bene devo dire, ma venivo già da due brani passati, per me anche solo con un brano mi sarebbe andato bene perciò ha compensato l’uscita di gara di “Un uomo è un albero”.

Un giovane che vuole iniziare a scrivere, come può mettersi in gioco?

Ascoltando tantissimo e coltivando un buon gusto nell’ascolto, leggere tanto è fondamentale e mettersi in gioco nella vita raccogliendo il maggior numero di esperienze, non mollare mai ed impegnarsi perché se il talento c’è di sicuro porterà i suoi frutti.

Oltre al Festival hai in cantiere un progetto da solista, di che cosa si tratta?

Si, è un progetto molto moderno che ho registrato a Berlino, un disco interamente strumentale e pianistico con influenze elettroniche. Ho fatto in modo che non ci siano parole e che ci fosse solo musica, andrò anche in Islanda a completarlo e speriamo di dargli luce al più presto quest’anno.

Non possiamo che ringraziare Dario per la sua grande disponibilità augurandogli in bocca al lupo per queste ultime serate del Festival. Continuano le novità, restate su queste pagine!

Paolo Marco Rimmaudo
20 febbraio 2014

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