Buon viaggio Dolly P.

Nel 1995 Dolly Parton ha fondato la Imagination Library, un progetto nato da una ferita personale: suo padre non aveva mai imparato a leggere e a scrivere. L’idea, nata nella sua contea del Tennessee, era di una semplicità disarmante: far arrivare i libri direttamente nelle case dei bambini. Ogni bambino iscritto, indipendentemente dal reddito, riceve gratis un libro al mese dalla nascita fino ai 5 anni. Oggi è attiva in 5 paesi e nel 2023 aveva già superato i 200 milioni di libri regalati, continuando a distribuirne oltre 2 milioni ogni mese.
Regalare un libro così presto non significa insegnare a leggere prima. Significa dare al cervello l’opportunità di costruire linguaggio, vocabolario, comprensione, attenzione condivisa, memoria e capacità narrativa. Quando un adulto legge con un bambino, il bambino deve seguire una sequenza, collegare parole e immagini, anticipare ciò che accadrà, capire intenzioni ed emozioni. È un’attività semplice solo in apparenza.
Non tutti i bambini crescono in case con libri disponibili. Queste differenze iniziano molto prima della scuola. Per questo il dettaglio più bello è che il libro arriva per posta intestato direttamente al bambino. Non è il libro della scuola né dei genitori. È il suo libro.
La stessa donna che ha regalato 200 milioni di libri è la stessa che ha scritto una delle canzoni più famose al mondo. Nel 1973 Dolly scrive “I Will Always Love You” come addio al suo mentore Porter Wagoner, quando lasciò il suo show per andare da solista. Nel 1992 la canzone arriva a Whitney Houston per il film Guardia del Corpo. Whitney la trasforma con la famosa intro a cappella e la porta a vendere oltre 24 milioni di copie, 14 settimane al numero uno, 2 Grammy e la colonna sonora più venduta di sempre. Whitney ebbe un comportamento esemplare, non si è mai presa i meriti di autrice, ha sempre detto che era la canzone di Dolly, e non ha mai chiesto percentuali sui diritti, rimasti al 100% a Dolly.
Tra le curiosità, Dolly ha scritto più di 3.000 canzoni e 25 sono arrivate al numero uno delle classifiche country. È l’unica artista country ad aver avuto un numero uno nella Billboard Hot 100 in quattro decenni diversi. Quando Elvis Presley volle cantare I Will Always Love You, il suo manager chiese il 50% dei diritti e Dolly rifiutò, dicendo poi di aver pianto tutta la notte, ma fu la decisione più ricca della sua vita. Viene da una famiglia di 12 figli, è la quarta, cresciuta in una baita di una stanza sola senza acqua corrente negli Appalachi. Il nome Jolene esiste davvero, era una bambina di 8 anni con i capelli rossi che salì sul palco per chiederle un autografo.
Al cinema l’abbiamo vista in Dalle 9 alle 5 orario continuato del 1980 che è stato il suo debutto, poi ne Il più bel casino del Texas del 1982 con Burt Reynolds, in Nick lo scatenato del 1984 con Sylvester Stallone, in Fiori d’acciaio del 1989 con Julia Roberts e Sally Field, in Linea diretta del 1992, in Joyful Noise del 2012 con Queen Latifah, e in Natale in città con Dolly Parton del 2020 su Netflix, oltre al cameo in Hannah Montana come zia Dolly di Miley Cyrus di cui è madrina artistica.
Quando muore un’artista enorme come Dolly Parton è naturale ricordare le canzoni, i film, i vestiti, il personaggio. Ma la sua storia dimostra che ha passato 30 anni a mettere libri nelle mani dei bambini e parole nella voce degli altri.
La sua musica ha influenzato varie generazioni, ha ridefinito la musica country inserendosi tra le arterie della musica Black, lasciando uno spazio nel quale di tutti i Punk.
Ancora una volta ci lascia un’icona che ci pone l’ennesima domanda, riuscirà questa generazione o la prossima a regalarci tutta questa storia?
“Scopri chi sei e fallo apposta”




