Fender dichiara guerra alle copie della Stratocaster: nel mirino c’è anche Yamaha

La disputa legale che da mesi agita il mondo della liuteria si allarga a un colosso. Fender ha inviato una lettera di diffida a Yamaha, il più grande produttore di strumenti musicali al mondo, chiedendo conto della somiglianza tra alcuni suoi modelli e la Stratocaster. La notizia, riportata da Reuters e confermata dalla stessa Yamaha, segna un salto di scala per una battaglia che fino a poco tempo fa coinvolgeva soprattutto piccoli marchi indipendenti.
Una diffida arrivata in silenzio
Yamaha ha fatto sapere di aver ricevuto la lettera già a maggio, ma la vicenda non era mai stata resa pubblica fino ad ora. L’azienda giapponese non ha rivelato quali modelli specifici siano finiti sotto osservazione, limitandosi a dichiarare di essere ancora al lavoro sulla risposta da dare a Fender. Nel mirino potrebbe finire in particolare la linea Pacifica, in produzione dal 1990 e considerata tra i modelli Yamaha più vicini, nella forma, alla celebre chitarra californiana.
Da parte sua, Fender ha ribadito attraverso una nota che tutelare i propri design storici rientra nella responsabilità dell’azienda verso l’eredità del marchio e verso l’autenticità che i musicisti riconoscono ai suoi strumenti, aggiungendo comunque disponibilità al dialogo con gli altri produttori del settore.
Perché ora: la sentenza tedesca
Alla base di tutto c’è una causa decisa nei mesi scorsi dal tribunale regionale di Düsseldorf: un’azienda cinese produttrice di strumenti musicali, che non si è nemmeno costituita in giudizio, è stata condannata in contumacia, e i giudici hanno stabilito che la forma della Stratocaster gode della protezione prevista dal diritto d’autore per le opere di artigianato. È da questa sentenza che Fender ha tratto le basi legali per muoversi contro produttori e rivenditori europei, forzando però parecchio l’interpretazione: secondo l’azienda, il verdetto le darebbe titolo per rivendicare diritti su qualsiasi chitarra dal profilo “a doppio corno” commercializzata nell’Unione Europea, a prescindere dal paese di produzione.
Fender precisa di non voler far sparire dal mercato gli strumenti già venduti o in circolazione; punta piuttosto a orientare la produzione futura verso forme diverse, lasciando che le scorte attuali si esauriscano naturalmente.
Le reazioni del settore
L’offensiva ha provocato più imbarazzo che consenso tra musicisti e addetti ai lavori. Tra le aziende raggiunte dalle diffide figurano PRS Guitars, che pure realizza strumenti di fascia alta apprezzati da chitarristi come Carlos Santana, e la californiana LSL Instruments, la cui titolare Lisa Lerman ha avviato una raccolta fondi online per sostenere le spese legali, paventando il rischio di un vero e proprio monopolio a danno della libertà di scelta dei musicisti. Anche il rivenditore tedesco Thomann, che vende chitarre in stile Strat sotto il proprio marchio Harley Benton, ha risposto con una causa riconvenzionale.
Diversi osservatori fanno notare come il corpo della Stratocaster sia ormai percepito come una forma quasi universale, tanto diffusa da risultare, secondo alcuni chitarristi, un’icona visiva prima ancora che un design proprietario, al punto che perfino Fender produce chitarre acustiche ispirate alla forma “dreadnought”, ideata decenni fa da un altro costruttore, C.F. Martin & Co. Un avvocato specializzato in proprietà intellettuale ha osservato che l’obiettivo reale dell’azienda sembra essere diventare l’unico fornitore autorizzato di chitarre a forma di Stratocaster in tutto il mercato europeo, sottolineando come Fender avesse probabilmente sottovalutato la reazione negativa scatenata dalla propria strategia.
Un precedente già perso nel 2009
Non è la prima volta che Fender tenta di blindare legalmente questo design. Nel 2009 l’azienda aveva chiesto la registrazione come marchio delle forme di Stratocaster, Telecaster e del basso Precision, ma l’ufficio statunitense competente respinse la richiesta dopo che oltre una decina di concorrenti si opposero, sostenendo che quei design fossero ormai entrati nell’uso comune dopo decenni di produzione diffusa. Fender non presentò allora ricorso. Per il momento la nuova offensiva resta concentrata sul diritto europeo.
Una forma nata per caso, diventata leggenda
La Stratocaster fu disegnata nel 1954 da Leo Fender insieme al collaboratore George Fullerton, con un contributo decisivo di due musicisti country, Bill Carson e Rex Gallion, che spinsero per modifiche ergonomiche rispetto alla Telecaster: quest’ultima, con i suoi angoli netti, non era comoda da suonare per periodi prolungati. Da qui la scelta di arrotondare e scavare il corpo dello strumento, dando vita al taglio a doppia spalla mancante che ancora oggi contraddistingue la Strat.
Lo status di icona arrivò nella seconda metà degli anni Sessanta, quando lo strumento venne associato in modo indissolubile a Jimi Hendrix. Il fenomeno delle imitazioni esplose però soprattutto tra gli anni Settanta e Ottanta: è il periodo che gli appassionati ricordano come “Lawsuit Era”, quando marchi giapponesi, Hoshino Gakki su tutti, iniziarono a inondare il mercato statunitense con repliche fedelissime dei modelli storici di Fender, Gibson e Martin, proposte a un prezzo nettamente inferiore. Da allora la sagoma della Strat è diventata terreno comune della liuteria mondiale, imitata e rivisitata da decine di marchi; perfino Gibson, storica rivale di Fender, nel 2009 lanciò una propria variante ispirata a Hendrix, provocando non poche polemiche tra i fan dei due marchi.




