5 canzoni di protesta contro la guerra in Vietnam
A 48 anni dalla fine delle ostilità, ricordiamo questa terribile guerra con 5 canzoni di protesta nate per contrastare quell’incubo.

Buffalo Springfield – For What It’s Worth
Registrata sul finire del 1966 e pubblicata come singolo nel 1967, For What It’s Worth prende una posizione ben netta nel contrastare la guerra in Vietnam: nel testo si nota molto bene come la gente comune non stesse ben comprendendo le motivazioni e i perché di questa scellerata invasione: “There’s something happening here/But what it is ain’t exactly clear/There’s a man with a gun over there/Telling me I got to beware”. In una recente intervista, Stephen Stills ha ammesso che, all’inizio della stesura del brano, l’idea fosse quella di protestare non contro la guerra in Vietnam, bensì riferendosi ai “disordini sul Sunset Strip” in quel di Los Angeles. Nel sentire comune, comunque, resta una delle più iconiche canzoni di protesta anti-war.
Creedence Clearwater Revival – Fortunate Son
“And when the band plays “Hail to the chief”/Ooh, they point the cannon at you, Lord”. La canzone, pubblicata nel 1969, è un inno contro la guerra e uno dei più rappresentativi della controcultura degli anni sessanta, che critica il gingoismo e tutti quelli che sostengono l’uso della forza militare in modo passivo e incosciente. Pubblicato proprio durante la Guerra nel Vietnam, il pezzo se la prende con la leggera noncuranza delle classi nobili (le famiglie che hanno dato vita ai “figli fortunati”) dell’America e il loro ritiro dai costi dell’imperialismo nazionalistico.
Edwin Starr – War
Pubblicata nel 1970 e rimasta in prima posizione nella Billboard Hot 100 per tre settimane, War è un brano di protesta contro la guerra del Vietnam e l’interpretazione soul di Starr resta una tra le più orginali e iconiche: infatti, il singolo venne registrato in presa diretta a causa degli esigui tempi di registrazione concessi dallo studio. Il brano fornisce alla canzone una intensità del tutto sconosciuta alla precedente versione incisa dal gruppo dei Temptations, facendola diventare una pietra miliare tra gli inni pacifisti e oltrepassando le generazioni a cui era destinata.
Crosby, Stills, Nash & Young – Ohio
Ispirata alla morte di quattro giovani avvenuta durante gli scontri tra manifestanti e polizia del 4 maggio 1970 nella città di Kent, proprio in Ohio, il brano venne pubblicato come b-side del singolo Find the Cost of Freedom di Stills. Realizzata da un supergruppo più unico che raro, il testo del brano evoca con forza l’orrore, l’oltraggio e lo shock provocati dagli spari della polizia sulla folla degli studenti manifestanti contro la guerra in Vietnam, specialmente l’espressione “four dead in Ohio“; ripetuta più volte nel corso della canzone. “Tin soldiers and Nixon coming” si riferisce, invece, agli agenti della guardia nazionale dello Stato dell’Ohio che uccisero gli studenti protestatari, la cui morte Young attribuisce al Presidente degli Stati Uniti allora in carica: Richard Nixon. Un atto di coraggio incredibile da parte di Young, poiché nessuno prima di lui aveva mai citato direttamente il nome di Nixon in qualche canzone.
The Doors – The Unknown Soldier
Il produttore discografico Paul A. Rothchild ha affermato che per far registrare ottimamente a Morrison e compagni questo pezzo fece ripetere la canzone moltissime volte, sfiorando il centinaio di take. Pubblicato nel marzo del 1968, in pieno fermento di protesta, The Unknown Soldier appresenta la reazione di Jim Morrison alle ipocrisie del governo USA che, attraverso i media, edulcorava l’orrore quotidiano. Il brano, dal vivo, replicava i rumori della morte sul palco attraverso i soli strumenti musicali della band. Divenne il primo singolo estratto da Waiting for the Sun e nel relativo filmato promozionale furono inserite diverse immagini della guerra del Vietnam, che ancora era in corso.




