Un Meraviglioso Modo Di Salvarsi: i Coma_Cose come non li avete mai sentiti (nel bene e nel male)
Dopo un solo anno, sono tornati i Coma_Cose con un altro album, il loro terzo: ci sarà piaciuto?

Poetici, per iniziare
La prima traccia, lo skit Oltre gli alberi è il manifesto programmatico dei Coma_Cose, del loro nuovo lavoro: Un Meraviglioso Modo Di Salvarsi. “Pensavo: se il vento trasporta i sogni, allora questo dev’essere il rumore di quando sbattono sulle foglie. Quindi, per salvarli, bisognerebbe prender la rincorsa e pensare così forte da superare gli alberi” Sì, ma che rincorsa deve prendere il duo? “Ma no, è solo questione di allеnamento”. Subito dopo, parte Chiamami, unico singolo di presentazione dell’album. Una power ballad pop che sa il fatto suo: il ritornello (e anche le strofe) sono molto catchy, che la rendono un’ottima canzone di apertura. Un problema, invece, è sicuramente rappresentato dalla confusionaria Odio i motori, che miscela spoken word al cantato, alla registrazione audio ambientale di un discorso che avviene (immaginiamo) per citofono. Non una grandissima idea, poiché il ritornello sembra, in questo modo, stroncato soltanto dopo la prima strofa e, quando riprende l’ascolto, assistiamo ad un cambio di ritmo che ci fa pensare sia iniziata totalmente una nuova canzone. Se l’idea era quella di creare straniamento, ci sono riusciti soltanto a metà.
Sia chiaro: non che ci aspettassimo la copia dei Coma_Cose classe 2019, quando con Hype Aura fecero un salto in alto clamoroso nel mondo musicale: la loro capacità, al tempo, era quella di miscelare il rap più puro ad un pop melodico non scontato, cosa che invece, anche in Transistor, la traccia successiva, non accade. Transistor ha un’ottima base ma un testo povero, a tratti anche banale, nulla a che vedere con i simpatici e intelligenti giochi di parole che caratterizzavano le S.SEBASTIANO o le A LAMETTA di anche poco tempo fa. La leggermente volgare (quasi inutilmente) Resistenza è preparatoria per Foschia, un brano importante, soprattutto nella durata (6 minuti), che, idealmente, chiude la prima parte dell’album. Foschia ha una problematica principale: la voce. Esageratamente trattata, con un autotune troppo spinto. Poi dal secondo minuto in poi parte una lunghissima parte rappata di Fausto Lama che, tra un autocitazione di Hype Aura e delle metafore poco chiare che riguardano il rapporto tra Cipster e social network, allungano il brodo, il cui outro non rende giustizia nemmeno al rumorismo più sfrenato.
Rumore sociale o Maldinoia?
Dopo un altro skit proveniente direttamente dal mondo di Black Mirror, divertente, su cui ci si può riflettere molto (ma con una recitazione che lascia un po’ a desiderare), parte Napster. Una delle più interessanti dell’intero lavoro: il passaggio tra lo skit e l’inizio del brano funziona magistralmente. I versi sono fatti apposta per essere cantati in botta e risposta nei futuri live col pubblico e anche il bridge funziona, lasciando ancorato l’ascoltatore per tutta la durata del pezzo. Calma workout è, invece, molto radiofonica: non che sia un male, ma, ripetiamo, avremmo preferito che la voce di California fosse meno trattata o, almeno, per quanto possibile, in maniera non così grossolana, netta e prevedibile. Fausto Lama sembra aver perso quel piglio da controparte, che in Hype Aura (ma anche in Nostralgia), contrastava (musicalmente parlando) le melodie di Cali.
Sto mettendo ordine è un brano molto intimo: è veritiero, la storia di Fausto post Edipo (il suo vecchio nome) che, incontrando Francesca al supermercato, decidono di formare i Coma_Cose, nonostante sia “difficoltoso rimettersi in gioco dopo i trenta”. Arrivati all’undicesimo brano, sentiamo un po’ un senso di “già sentito”, anche soltanto dopo il secondo ascolto integrale. È un peccato, ma alcuni ritornelli appaiono molto scontati, poco riusciti, alcune volte estremamente ripetitivi e prevedibili. Forse abbiamo anche noi un po’ di quella Maldinoia che cantano. “Sono umano e posso sbagliare” dice Fausto e, probabilmente, questo terzo disco è arrivato troppo presto (si noti anche Giorni opachi e Sei di vetro, inserite forse in modo errato nella tracklist dell’album poiché effettivamente poco caratterizzate).
E ora?
I Coma_Cose sono evoluti. Però, probabilmente, quest’album, è arrivato, come detto, troppo in anticipo rispetto ai normali tempi di gestazione di un nuovo lavoro. Anche il penultimo non ci aveva veramente convinto (i problemi in Nostralgia, però, erano altri: la durata esigua, la scarsa capacità relazionale tra i pezzi). Un Meraviglioso Modo Di Salvarsi è un album vero, non lo mettiamo in dubbio, ma è incredibilmente confuso. Un patchwork di idee, di sound differenti anche all’interno dello stesso pezzo, che invece di creare distopie all’ascoltatore, lo confondono con ritornelli scontati e che hanno poco a che vedere con i Coma_Cose per come li abbiamo finora conosciuti. Che ci fosse stato un cambio di passo era chiaro, i tempi di Cannibalismo e Post Concerto son finiti, i testi melanconici di Granata hanno ceduto il passo alle innovative capacità “chitarristiche” di Fausto. Però, forse, non è l’abito giusto per il duo milanese: indossano, da ormai due album a questa parte, un vestito che probabilmente non gli si addice, provando a fare un po’ il verso al cantautorato italiano classico e, al contempo, al rap delle origini. La volontà è quella di creare un po’ un revival, ma l’evoluzione deve ancora ben realizzarsi, a partire dalle loro teste, forse un po’ confuse, ma che, confidiamo, troveranno presto la strada per cercare Un Meraviglioso Modo Di Salvarsi dalla confusione che, ad oggi, aleggia dentro di loro.




