Golden Globe 2022. I nostri pronostici musicali
Come da tradizione, all’inizio di gennaio, arrivano le premiazioni ai Golden Globe e abbiamo pensato che potesse essere utile rinfrescarvi la memoria con l’analisi delle candidature per la miglior colonna sonora e canzone originale.
Miglior canzone originale
Be Alive (Beyoncé) – King Richard
Un 2021 all’insegna dei premi per l’icona pop donna più titolata ai Grammy Awards. Dopo la vittoria di quattro di questi ultimi nel marzo 2021, pubblica a novembre dello stesso anno Be Alive, un singolo che fa parte della colonna sonora del film “Una famiglia vincente – King Richard”. La pellicola, con protagonista Will Smith, narra le vicende di Richard “King” Williams, padre, nonché allenatore, delle famose tenniste Venus e Serena. Proprio quest’ultima ha dichiarato: “Quando il film è stato realizzato, non vi era alcun’altra persona che potesse scrivere questa canzone al di fuori di Beyoncé.”
Il brano, prima che essere una canzone, è un evento lussureggiante, immediatamente coinvolgente. Un brano a tratti motivazionale, che coglie alla perfezione il sincronismo del film e l’intera carriera delle sorelle Williams, costellata di successi.
Dos Oruguitas (Sebastián Yatra) – Encanto
Il cantautore colombiano di Medellin, Sebastiàn Yatra, è la voce scelta per cantare il singolo Dos Oruguitas per il film d’animazione Encanto. La pellicola ha la particolarità di essere il sessantesimo film Disney della storia e narra la storia della famiglia colombiana Madrigal, che possiede capacità fuori dal comune.
Il brano rievoca ottimamente le atmosfere del film e Yatra propone un brano facile ma non stancante. Interessante la sua costruzione, ma a tratti risulta un po’ povero nella sua melodia.
Down to Joy (Van Morrison) – Belfast
Tra le cinque candidature, molto probabilmente, si tratta del brano più riuscito, sia a livello vocale che musicale. Van Morrison propone il singolo Down to Joy per il film Belfast, diretto da Kenneth Branagh. La pellicola, un semi-autobiografico in bianco e nero, narra l’infanzia dello stesso Branagh nella città di Belfast sotto l’artiglieria del conflitto nordirlandese.
Van Morrison, con Down to Joy, propone una innovativa versione di sé, sempre rinnovata e capace sempre di stupire. Down to Joy, sì… ma meglio se con Van al nostro fianco.
Here I Am (Singing My Way Home) (Jennifer Hudson) – Respect
Capacità vocali fuori dal normale per Jennifer Hudson che permette di far capire le sue intenzioni di strappare il Golden Globe per la migliore canzone originale fin dal primo minuto e mezzo di canzone. Il brano è stato inserito in Respect, il film-tributo per Aretha Franklin, che incornicia la sua storia: dall’infanzia nel coro della chiesa del padre predicatore fino alle vette toccate quando divenne una celebrità.
Se a tratti il film può sembrare leggermente stucchevole, i brani reinterpretati dalla Hudson incanalano il fruitore in un incessante ritmo che lo accompagna per tutto il film: dai primi standard jazz fino a toccare l’apice proprio con Respect, brano di Otis Redding e ripreso nel 1967 dalla Franklin, che diverrà uno dei suoi maggiori successi.
No Time to Die (Billie Eilish) – No Time to Die
Si sa, realizzare il brano originale di punta del nuovo 007 è, spesso, una… mission impossible. Ma Billie Eilish riesce nell’intento e sforna un interessante brano. Musicalmente e orchestralmente molto vicino alla perfezione, la cantautrice statunitense classe 2001 onora la dipartita di Daniel Craig nei panni del famosissimo agente in modo più che dignitoso, ma la vera ciliegina sulla torta del film è la soundtrack di Hans Zimmer: un vero piacere da ascoltare ad occhi chiusi.

Miglior colonna sonora originale
Alexandre Desplat – The French Dispatch of the Liberty, Kansas Evening Sun
Il compositore francese già due volte premio Oscar (2015, 2018) ritorna con una nomination ai Golden Globe per una magnifica colonna sonora. Con Wes Anderson aveva già lavorato in Grand Budapest Hotel e L’isola dei cani, mentre in questa occasione, con The French Dispatch, mette in mostra le sue già note qualità compositive. Notevole “Obituary”, che strizza l’occhio a tendenze classicheggianti senza per questo risultare noiosa né anacronistica.
Germaine Franco – Encanto
Il film d’animazione Disney torna con una nomination anche nel settore “miglior colonna sonora originale”, composta interamente da Germaine Franco. Di buon livello praticamente tutti le strumentali. interessante notare che su Spotify sia possibile recuperare le diverse soundtrack originali del film nelle diverse lingue in cui la pellicola è stata distribuita.
Per chi fosse quantomeno curioso, ascoltare in georgiano o in finlandese alcune tracce può far sorridere ma mostra la lodevole profondità e la completa inclusività voluta da Germaine Franco per la realizzazione di questa colonna sonora.
Jonny Greenwood – Il potere del cane
La firma del chitarrista solista dei Radiohead all’interno di un film straordinario è soltanto la ciliegina sulla torta di un capolavoro. Dapprima con 25 Years e poi con Requiem For Phil, Greenwood mostra tutta la propria classe di compositore e polistrumentista. Un viaggio nel west per un film che ha già vinto il Leone d’argento a Venezia e si presenta a questi Golden Globe con 7 candidature ufficiali. È già un trionfo.
Alberto Iglesias – Madres Paralelas
Il compositore spagnolo firma la colonna sonora del nuovo di Almodovar. Collaboratore abituale del regista spagnolo fin dal 1995, Alberto Iglesias propone una colonna sonora che va sul sicuro, senza osare troppo. È comunque di ottima fattura e torna con una nomination ai Golden Globe dopo 13 anni d’assenza, quando, nel 2008, fu candidato per la superba colonna sonora de Il cacciatore di aquiloni.
Hans Zimmer – Dune
Un 2021 memorabile per Hans Zimmer, che oltre a Dune, mette del suo anche in No Time to Die e Army of Thieves.
Dune è un film molto particolare e la colonna sonora fa da eco alla difficoltà iniziale di comprensione di questo film.
Ripples in the Sand è un brano meraviglioso con una potenza e un crescendo di suoni fenomenale, che mostra tutto il dissidio presente anche nel film. Una soundtrack originale che merita il Golden Globe sia per costruzione che per essere entrata in continuità ideale con le volontà del regista Denis Villeneuve.
Il nostro pronostico
Miglior canzone originale: Down to Joy (Van Morrison) – Belfast
Miglior colonna sonora originale: Hans Zimmer – Dune




