Musica
5 Agosto 2021

Buon compleanno, zio! Le 5 canzoni generazionali di J-Ax

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di Carlo Mondello

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Cosa bisogna fare per rimanere un punto di riferimento del panorama musicale? Molte volte abbiamo assistito a fallimentari tentativi di evolversi per continuare a cavalcare l’onda del successo, per non farsi dimenticare dal pubblico mainstream e restare solo una macchietta nei ricordi dei fan più sfegatati.

Evolversi dunque si, ma senza mai dimenticare provenienza e stili di appartenenza. Se J-Ax ha un segreto, di sicuro conosce la ricetta per mantenere vivo l’interesse nei suoi confronti.

La sua non è mai stata musica snob, partendo da radici rap è stato in grado di muoversi verso lidi più pop restando sempre riconoscibile per il modo scanzonato con cui ha fotografato molteplici generazioni. La sua opera continua a essere un ritratto satirico e proteiforme dell’Italiano medio che, nonostante gli anni passati, è ancora vivido.

 

Nato per rappare – Un manifesto hip-hop

La musica è un linguaggio, e io vi parlo nella musica
Rimando i miei discorsi nella sua struttura metrica
E in un suono incattivito da un DJ con i coglioni
Gira un basso che ti fissa i miei concetti nei neuroni
Sono un criminale lirico, un terrorista lessico
Di un movimento tacito, però del tutto libero
Non uso pistole, non uso cannoni
Ma la potenza pura che ho dentro nei polmoni

Pensiero divergente e tante palle per cantarlo, ma anche il merito di aver fatto conoscere il rap a una vasta schiera di futuri adepti. Nato per rappare è un manifesto musicale che scioglie i dubbi sulle finalità del genere, l’identikit per riconoscersi in un nuovo modo di cantare che non teme censura e rimproveri, chi viene dalla strada lo sa. È il 1992 e lo Zio nazionale, ancora un pischello di periferia, pubblica con l’etichetta Crime Squad questo singolo con Dj-Jad: è l’inizio degli Articolo 31.

 

 

Ohi Maria – Un inno nazionale tutto verde

1994. Il primo governo Berlusconi e un’Italia gioconda sente ancora, fievolmente, l’eco di una distinzione tra Destra e Sinistra. La prima, come da manuale, contraria alla legalizzazione delle droghe leggere; la seconda, troppo infiacchita per affrontare seriamente questi temi. Qualche passo avanti è stato sicuramente fatto, almeno per quanto concerne la morale (?). Ma il Bel Paese è sempre ritardatario e solo apparentemente progressista. In verità, già in quegli anni, segretamente, tutto il Parlamento avrebbe potuto cantare Ohi Maria, a mo’ di inno, con Pannella a dirigere le ali di questa serva Italia. Una canzone d’amore per il club 420.

Salsa feat. Jake La Furia – Le hit estive

Una sola traccia, che si eriga a simbolo per tutte le estati in cui abbiamo ballato un pezzo di J-Ax. Anche quest’anno, infatti, non è mancato il tormentone estivo che tanto deprechiamo e che puntualmente, però, ci ritroviamo a cantare ovunque, in macchina, al mare, in un locale con un Moscow Mule in mano e la mascherina nell’altra, poco distanziati e sornioni.

Perché anche le hit estive, come i cinepanettoni, sono parte del nostro DNA. Nessuno le ama, tutti le cantano. J-Ax, da anni, non sbaglia un colpo!

 

Vorrei ma non posto feat. Fedez – La generazione social

E come faranno i figli a prenderci sul serio
Con le prove che negli anni abbiamo lasciato su Facebook
Papà che ogni weekend era ubriaco perso
E mamma che lanciava il reggiseno a ogni concerto
Che abbiamo speso un patri-monio
Impazziti per la moda, Armani-comio
L’iPhone ha preso il posto di una parte del corpo
E infatti si fa gara a chi ce l’ha più grosso.

Classe 1972, è davvero lo zio che vorremo avere tutti, un po’ fuori di testa ma in fondo saggio, che la vita l’ha vissuta e continua a viverla senza restare in disparte. Le sue canzoni sanno essere vere e affilate satire che hanno saputo guardare ai nostri cambiamenti. Gli stessi che, adesso vediamo nitidi e chiari, erano già cantati qualche anno fa, mentre avvenivano. E di questo ne è prova anche il fortunato sodalizio con Fedez e la capacità di parlare anche ai più giovani, a quelli che più che nipoti, potrebbero essere figli.

 

Tutto tua madre – Essere padre

Molti artisti hanno scritto vere e proprie dichiarazioni d’amore per la nascita del proprio figlio. Questa, come ogni altra in fondo, è davvero speciale. Parla in modo crudo e sincero non solo ai padri, ma a tutte quelle coppie che un figlio lo hanno sofferto, hanno lottato per metterlo al mondo e hanno vinto. Un’altra vittoria per l’artista milanese, la più importante.

Generazione X, Millennials, Gen Z, confondiamo come sempre le etichette, ci piace! Siamo tutti chiamati a cantare una canzone dello Zio nazional-popolare, ce n’è per tutti!