Gojira. Capitolo III, la fine è il principio

Gojira. Capitolo III, la fine è il principio
Fonte: rocknloadmag.com

La realizzazione di quella profezia annunciata anni prima, in cui l’essere umano – ignaro della sua parte più recondita – entra a far parte di un unico grande quadro che porterà alla resurrezione di un pianeta sovvertito. Il primo “filone” della discografia dei Gojira si potrebbe così riassumere.

Il tutto sembra partite dal concetto di persona per poi svilupparsi su altri fronti. In questa prima parte, la band francese sembra essersi riservata l’occasione di poter fare i conti con l’essere umano in un momento successivo. Questa riserva non è altro che un differimento verso il secondo filone delle opere firmate Gojira.

The Way of All Flesh (2008)

La vita intesa come un lungo viaggio caratterizzato da tutta una serie di tappe che condurranno alla morte. Guardare con razionalità ciò che verrà, il nostro destino. È questo The Way of All Flesh, quarto album in studio dei Gojira pubblicato il 13 ottobre del 2008 per la Listenable Records.

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Fonte: emp-online.it

In questo disco la band abbraccia soluzioni molto più concrete rispetto al passato. La scelta di puntare su un concept meno articolato ha spianato la strada verso un prodotto stilisticamente più ruvido e di non immediata lettura. Questo tipo di impostazione è assimilabile a qualunque prima stagione di serie tv: lo scenario è apparentemente chiaro ma, in realtà, non abbiamo la più pallida idea di dove ci condurrà tutto ciò.

Le prime tre tracce del disco, nonostante la classica impronta dei Gojira, sono il preludio a un lavoro completamente diverso ma intrigante. Il brano A sight to behold, in tal senso, si presta a essere uno dei riferimenti imprescindibili nella logica dell’intero lavoro. Le sonorità vicine alla cultura anni Ottanta donano un’impronta più dinamica e amabile a un brano che, malgrado ciò, ha creato numerose perplessità tra i fan della band.

È doveroso precisare come questa evoluzione sia largamente studiata dai fratelli Duplantier e soci. Spesso si assiste a cambiamenti stilistici mal organizzati e sterili sotto il profilo del risultato. I Gojira, invece, hanno tenuto insieme la loro matrice per rapportarla su un terreno differente. Nel brano The art of dying emerge, con tutto il suo vigore, l’impronta di un album che scopre la sua dimensione. Tale traccia è strutturata su tre momenti perfettamente distinguibili, nel quale la band sfodera tutte le proprie armi per raggiungere un risultato unico nel panorama metal.

Le Enfant Sauvage (2012)

Lo scenario inizia a delinearsi con l’uscita del quinto album in studio dei Gojira – Le Enfant Sauvage – che prende in nome dall’omonimo film del 1970, diretto e interpretato da François Truffaut. Il 26 giugno del 2012, infatti, la band francese pubblica uno dei suoi prodotti più complessi da assimilare. Il disco si discosta largamente da quanto realizzato in precedenza: si nota una maggior incisività a livello tematico, figlia dei primi lavori, che si concilia alla perfezione con una struttura tecnica vicina, invece, allo stesso The Way of All Flesh.

 

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Fonte: amazon

Si può definire un album ibrido? La risposta è tendenzialmente negativa. Nonostante questa attualizzazione, Le Enfant Sauvage ha una forte identità che lo differenzia dal resto della discografia. La grande novità è data dalla scelta di un concept preciso che tiene insieme l’intero prodotto. La storia è quella di un bambino ritrovato in una foresta e divenuto un tutt’uno con essa. In una bellissima intervista per thequietus.com, Joe Duplantier si è ampiamente soffermato sulla logica del disco, affermando come:

 “Questo titolo significa molto per noi, ma in francese … Questo è il punto, è impossibile tradurre davvero; il modo migliore per tradurre “L’Enfant Sauvage” sarebbe “Mowgli”, sai?”

Circa il significato del lavoro, il frontman aggiunge:

“Come un bambino che non aveva genitori – nessun genitore umano – un bambino cresciuto nella foresta, allevato dai funghi o dai lupi o qualsiasi altra cosa. È l’idea che anche gli esseri umani siano come piante o animali, appartengono a questo mondo, giusto? Tendiamo a pensare di essere separati dalla natura, e parliamo della natura come se fosse qualcos’altro: “Dobbiamo avvicinarci alla natura …” No, tu sei la natura, uomo”.

Il doversi cimentare con tale tematica, molto più circoscritta, ha spinto i Gojira su soluzioni stilistiche più “ferme” e coerenti con quanto trattato. Il brano The Gift of Guilt, in questo senso, racchiude perfettamente tutte le componenti insite in questo disco.

L’unicità di questo album, però, non deve essere interpretata come assoluta indipendenza. La band compie un ulteriore passo verso una sempre più marcata concretezza: non ci sono più dubbi, il focus di questa seconda parte della discografia dei Gojira è sull’essere umano.

Magma (2016)

Il concetto di persona è al centro di questa riflessione. L’essere umano si pone nella società attraverso le sue azioni. Questa lunga, quanto impeccabile, discografia si conclude con quest’ultimo disco pubblicato il 17 giugno 2016.

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Fonte: angrymetalguy.com

Il processo evolutivo, partito da The Way of All Flesh, culmina con un album pratico e dinamico. I Gojira, anche questa volta, sorprendono tutti con un prodotto che chiude magnificamente un percorso iniziano anni prima. Ogni traccia lascia quel senso di nostalgia che sembra corrispondere a un finale o, per meglio dire, a una vera e propria presa di coscienza su ciò che siamo e saremo. Rispetto ai suoi predecessori, Magma si cala nella realtà odierna insinuandosi fra le emozioni, gli stati d’animo e le varie fasi che contraddistinguono le nostre giornate. La seconda traccia dell’album, dal titolo Silvera, presenta quella che sarà l’intelaiatura dell’intero lavoro: brano diretto, possente e concentrato.

Sul piano tecnico i Gojira mantengono trame di altissima caratura ma notevolmente accessibili; in tal senso, Stranded è considerata un punto di riferimento per chi si approccia all’ascolto di Magma. Quest’ultimo chiude tutta una serie di riflessioni che la band ha sollevato nel corso degli anni. Ciò non significa che i  Gojira abbiano finito di esporre le proprie idee e di tramutarle in vere e proprie opere d’arte. Il 30 aprile, infatti, verrà pubblicato il loro prossimo disco dal titolo Fortitude: sarà l’inizio di un nuovo racconto oppure si aggiungerà un tassello ulteriore a quanto approfondito finora? 

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