Gojira. Capitolo I, dall’inconscio alla rinascita

Gojira. Capitolo I, dall’inconscio alla rinascita
Fonte: Pitchfork

Brahma, divinità predisposta alla creazione dell’universo materiale, è il solo ad avere la chiave d’accesso a una delle zone più recondite dell’essere umano. L’uomo non è in grado di esplorare la sua anima per intero; pur impegnandosi a fondo, non riuscirà mai a raggiungere quella zona buia e lontana di cui – con molta probabilità –  ignora addirittura l’esistenza. Riflettendo su sé stesso, l’essere umano deve abbandonare qualsiasi speranza di conoscenza riguardo a questa sua parte?

Terra Incognita

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Fonte: Prog Archives

È proprio su questo punto che si colloca il primo album in studio dei Gojira, Terra Incognita, pubblicato il 19 marzo del 2001. Il disco di debutto della band francese è un vero e proprio agglomerato di influenze. Si parte da una solida base riconducibile al progressive metal, pronta a tenere insieme soluzioni provenienti da più branche del genere in questione: si pensi alla traccia di apertura – Clone – dove si nota una massiccia componente trash e black metal.

La complessità di questo lavoro fa da specchio all’ambizione dei Gojira nel voler proporre un progetto di tale impostazione. Molte etichette discografiche rifiutarono di accogliere la band francese proprio per questioni legate alla difficoltà della loro idea. Come riportato da Télérame, in una intervista a cura di Marie–Hélène Soenen, Joe Duplantier (frontman) afferma come: “Ci è stato detto che dovevamo fermare il death metal e cantare in francese. La porta era chiaramente chiusa”.

L’intenzione è quella di realizzare un album che consenta una ricerca spirituale, così da far luce – e scoprire – quelle “terre incognite” situate nel profondo. Per giungere a tale risultato i Gojira – nello specifico Joe – si rifugiano in un capanno di loro proprietà situato nella vegetazione delle Landes. Emerge come la scrittura di questo album abbia rappresentato un’ esperienza sensoriale percepibile fin dal primo ascolto. La traccia dal titolo Love si riferisce proprio a questa situazione: perfetto sunto di tutte le componenti insite nel lavoro, dagli elementi technical death metal fino all’utilizzo di frammenti più vicini al groove.

 

L’attività di “ricerca”, inoltre, interessa anche il profilo tecnico. A differenza di quanto avverrà con i futuri album, Terra Incognita si caratterizza per la mancanza di una matrice stilistica uniforme. Si può parlare, a tal proposito, di “inconsapevolezza” volutamente accentuata?

Il primo disco dei Gojira si presta, ben volentieri, a questo tipo di interpretazione purché non si accentui questo concetto; la band francese, infatti, è pienamente cosciente del risultato che intende raggiungere. Un album che rappresenti il primo atto di un processo, o meglio, di un disegno più ampio, come il compimento di una profezia. Conoscere quella parte incognita di noi stessi per collegarci con una realtà ancor più estesa.

The Link

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Fonte: Amazon

Nel 2003 i Gojira pubblicano il loro secondo album in studio intitolato The Link. La title track – brano d’apertura  del disco – annuncia un nuovo stadio del processo evolutivo: attualizzazione di soluzioni già utilizzate nel precedente lavoro, con l’aggiunta di elementi che – da qui in avanti – diventeranno punti di forza inossidabili per la band francese, come l’ampio uso di doppia cassa da parte di Mario Duplantier.

Fatta luce sulla propria terra incognita, l’essere umano è consapevole della sua aspirazione: connettersi con  ciò che lo circonda. Questo desiderio rappresenta il passaggio cruciale nella logica dell’album. In tracce come Remembrance ed Embrace the World emerge questo nuovo approccio: due brani impetuosi, che evidenziano  come si sia arrivati a quella consapevolezza che sembrava così lontana nel disco precedente.

 

Anche in questo album è presente il richiamo a Brahma, divinità centrale per lo sviluppo del suo predecessore. L’uomo inerme, scopritore delle sue aree più lontane, si blocca insieme a tutto l’universo affinché possa riaffermarsi. Ognuno è parte di un quadro ampio e complesso, in continuo divenire.

Che sia The Link l’ultimo passaggio verso l’affermazione di una nuova realtà? Questa domanda, letta alla luce dell’intera discografia dei Gojira, trova tutta una serie di risposte positive, soprattutto tenendo conto di quello che sarà il loro terzo album in studio, From Mars To Sirius. Attraverso questo processo si giunge alla resurrezione di un pianeta morto, nel quale noi non saremo più protagonisti ma soli spettatori di quello che sarà uno scenario completamente stravolto.

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