Voce del verbo sperimentare: è l’inizio di una nuova era per la musica

Voce del verbo sperimentare: è l’inizio di una nuova era per la musica
Fonte: djmag

Il panorama musicale odierno non è più ristagnato in quella fase di transizione che lo ha contraddistinto per anni. Nuove realtà si sono definitivamente affermate, giungendo a lavori moderni, sperimentali e di grande caratura. Questo rinnovamento va conciliato con modalità di approccio alla musica completamente divergenti rispetto al passato: gli artisti iniziano a curare non solo la sostanza dei loro lavori ma anche la forma, con la conseguenza di giungere a prodotti che danno nuovo vigore ad un settore in netta difficoltà.

Le nuove prospettive

Nell’ultimo decennio molti generi hanno legittimato un loro spazio nelle rispettive scene. Un riferimento, in tal senso, è rappresentato dalla vaporwave: scena musicale sorta a cavallo fra il 2009 e il 2010, considerata una vera e propria corrente estetica per via degli scenari nostalgici e paradossali che la caratterizzano.

La vaporwave si presenta come una realtà contraddistinta da influenze stilistiche tipiche degli anni Settanta e Ottanta. L’ampio utilizzo di elementi appartenenti alle scene blues, jazz e pop genera una pluralità di sensazioni, che oscillano dal benessere fino alla malinconia nel giro di pochissimi istanti.

Nel 2012 è stato pubblicato Blank Benshee 0, album di debutto dell’omonimo artista: disco spregiudicato, colmo di spunti stilistici e privo da qualsiasi imbrigliatura. Un lavoro che riesce ad affermarsi nonostante l’utilizzo di soluzioni difficili e – soprattutto – divergenti rispetto a ciò che siamo abituati ad ascoltare.

Con la vaporwave si è giunti su un piano completamente diverso. Sono scardinati quei paradigmi circa la struttura dei brani: tracce prive di ritornelli, durata inferiore ai tre minuti e cambi di trama repentini, il tutto contornato da una produzione lenta e dilatata.

 

Questo movimento consente di evidenziare come gli artisti – oggi – si concentrino maggiormente su aspetti formali dei loro lavori: da una gestione minuziosa degli account social fino alla realizzazione di veri e propri personaggi da interpretare.

Eric Whitney, meglio conosciuto come Ghostemane, ne è la dimostrazione. Artista di spicco della corrente trap-metal che, nel giro di pochi anni, ha ottenuto ampi consensi dalla critica mondiale. Nel videoclip di Ai, traccia contenuta nel suo ultimo album intitolato Anti-Icon (pubblicato nel 2020), sono presenti personaggi animati inseriti in un ambiente deviato ma persuasivo. Il massiccio uso di queste soluzioni definisce la logica apportata dallo stesso artista: creare un contrasto fra l’innocenza di quei personaggi ed i temi insiti nel disco.

La complessità di questi progetti fa emergere come oggi non sia così immediato parlare di “generi”. Lo stesso Ghostemane, nei suoi lavori, elabora soluzioni riconducibili a più panorami: un’intelaiatura metal che sorregge elementi trap e rap. Ciò non consente una qualificazione unitaria e, di conseguenza, fa venir meno alcuni riferimenti utilizzati per comprende la “provenienza” di quel determinato lavoro.

 

Ma se da un lato abbiamo queste realtà stilisticamente ibride, dall’altro vi sono artisti che hanno prediletto scelte notevolmente divergenti. La britannica SOPHIE, infatti, ha spinto su canali già collaudati ma appesantiti da sonorità spigolose e sintetiche. Tale impostazione ha permesso a quest’ultima di affermarsi nel panorama elettronico come una delle massime espressioni della scena in questione.

 

I riferimenti utilizzati sottolineano come l’industria musicale abbia finalmente recepito quella esigenza di adeguamento che si chiede da anni. L’affermazione di questi nuovi profili ha permesso a molti ambiti di riscoprire sé stessi e di tornare a proporre nuovo materiale. Si pensi al metal, genere che per anni ha palesato delle difficoltà nell’offrire nuovi spunti e prospettive, che adesso gode di numerose nuove realtà pronte a rilanciare un genere – tradizionalmente – sempre ricco ed esigente.

Siamo nel pieno di un nuovo corso, ma noi ascoltatori ne siamo consapevoli? Abbiamo la percezione di vivere una fase musicale del tutto nuova? Difficile dirlo, non è semplice metabolizzare il contesto nel quale stiamo vivendo. Possiamo solamente lasciarci guidare da ciò tale panorama rinnovato ci sta proponendo.

articolo a cura di Andrea Parente

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