Faber Nostrum, la scena indie italiana omaggia De Andrè

Faber Nostrum, la scena indie italiana omaggia De Andrè
Cover Faber Nostrum

Da oggi ascoltiamo Faber Nostrum, l’album tributo a Fabrizio De Andrè che raccoglie le reinterpretazioni di alcuni dei brani più significativi del cantautore genovese. 

Volti nuovi (o quasi), brani intramontabili firmati da Faber. Un mix fra voci dell’indie e poesie senza tempo. È un compito arduo (che lascia spazio a qualche rischioso inciampo) quello che si assumono gli artisti della scena indipendente italiana. Artù, Canova, Cimini feat. Lo Stato Sociale, Colapesce, Ex-Otago, Fadi, Gazzelle, La Municipàl, The leading guy, Ministri, Motta, i pinguini tattici nucleari, Vasco Brondi, Willie Peyote e The Zen Circus, questa la lista completa. Artisti e band di questo calibro nel disco propongono la loro versione di un brano di Faber scelto da ciascuno per il valore affettivo. 

Già da qualche giorno sono disponibili alcuni singoli che anticipano l’album tributo. Tra questi “Amore che vieni, Amore che vai” nella versione speciale dei genovesi Ex-Otago, “Verranno a chiederti del nostro amore” reinterpretato da Motta, “Inverno” dei Ministri e “Canzone dell’amore perduto” del cantante siciliano Colapesce (di quest’ultima è disponibile il video diretto da Giacomo Triglia).

Riguardo la pubblicazione del disco (Sony Music / Legacy Recordings), attraverso un comunicato stampa rilascia questo commento Dori Ghezzi.  «La forzatura nel titolo “Faber Nostrum” è voluta proprio per evocare un’associazione fonica con “Mare Nostrum”, evitando quel “Faber Noster” che poteva risultare presuntuoso e fuori luogo» racconta la Ghezzi. Il linguaggio, o meglio l’incontro fra i linguaggi della nuova generazione e quello sottile di De Andrè è l’aspetto più interessante dell’album. «Fabrizio è sempre stato dalla parte degli ultimi, degli “indesiderati” e per molti la sua musica è un ponte, un magma che avvolge tutti e accorcia le distanze. Una nave del pensiero. Sono, inoltre, senza dubbio favorevole a rivisitazioni che comportano scelte coraggiose e quasi spericolate, per poi scoprire, piacevolmente, che hanno ragione di esistere. Del resto, anche Fabrizio sentiva di volta in volta l’esigenza di sperimentare e innovarsi cercando di non ripetere se stesso. Queste operazioni oltretutto ci confermano che c’è sempre un forte punto di congiunzione e comprensione fra più generazioni e diversi linguaggi».

Anche le nuove generazioni – come dimostrano i numeri registrati sulle piattaforme streaming – apprezzano la musica di De Andrè, sempre più oggetto di riscoperta fra i giovani. Anche dalla voglia di cavalcare quest’onda nasce il progetto Faber Nostrum coordinato da Massimo Bonelli di iCompany e condiviso da Fondazione Fabrizio De André Onlus.

A vent’anni dalla scomparsa di Fabrizio De André, questo album tributo si inserisce in un mosaico di iniziative rivolte a celebrare uno fra i più amati poeti e musicisti italiani che proprio per il difficile compito che ciò rappresenta, raramente viene omaggiato con delle cover dei suoi brani. Fra i tentativi di omaggiare l’artista scomparso nel 1999, c’è il concerto-tributo del 12 marzo 2000 tenuto da Battiato, Celentano, Vecchioni, Finardi, Vasco e Ligabue per citarne alcuni. Questo senza contare i numerosi tour del figlio Cristiano, il quale ha dato nuova veste ai brani del padre attraverso i propri arrangiamenti che negli ultimi anni hanno registrato un buon riscontro presso il pubblico. 

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