Il metal, dalla prosperità alla nuova linfa

Il metal, dalla prosperità alla nuova linfa
Fonte: loudwire

Molti associano il metal a determinati periodi storici. Un collegamento immediato, specialmente per chi ha vissuto epoche nelle quali questo genere godeva di grande prosperità.

È importante, in primo luogo, menzionare gli anni Ottanta, un decennio caratterizzato dalla pubblicazione di album del calibro di Master Of Puppets dei Metallica (1986) e South Of Heaven degli Slayer (1988).  Ma il periodo di massima espansione di questa scena musicale sono gli anni Novanta.

Dal 1990, infatti, iniziano ad affermarsi nuove correnti, costituite da grandi influenze stilistiche. Come non ricordare l’uscita del primo album dei Korn – dall’omonimo titolo – del 1994: disco rivoluzionario, in grado di aprire le porte a quel ramo denominato nu-metal.

Prodotti come Antichrist Superstar  (1996) di Marilyn Manson invece, sono fondamentali per l’affermazione dello shock e dell’industrial metal; importante è – anche – lo sviluppo del progressive con band come i Dream Theater che, tre anni più tardi, pubblicheranno Metropolis pt 2: Scenes from a Memory.

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Fonte: revolvermag

All’uscita di questi capolavori è imminente una grande risposta del pubblico. Generazioni che vedono questo panorama musicale come una via d’uscita, una valvola di sfogo o, più semplicemente, un motivo di aggregazione.

La nascita di numerose branche del metal, specialmente nella seconda metà degli anni Novanta,  ha offerto una possibilità di scelta assai diversificata. Conseguenza naturale è la grande apertura a livello mentale e la volontà di cimentarsi con ascolti sempre più complessi.

Cosa riserva il nuovo millennio?

È qui che il discorso si complica notevolmente. Molti generi iniziano a ritagliarsi uno spazio sempre più crescente fra le nuove generazioni, basti pensare all’uscita del capolavoro targato Eminem del 2002, dal titolo The Eminem Show.

Il metal, nonostante ciò, continua a sfornare lavori di grandissima caratura. Nel 2001, infatti, gli Slipknot scuotono il panorama mondiale con la pubblicazione di Iowa: disco violento, spregiudicato ma largamente studiato da Corey Taylor e soci.

Durante questi anni, però, mutano gli interessi della società, si affermano tendenze che avvicinano molte persone verso poli opposti rispetto a quello finora trattato.

Inizia un processo di ridimensionamento per il metal. Quali le ragioni?

La difficoltà patita dalla scena metal è data da numerosi fattori. In primo luogo, nonostante i grandi album e progetti – riconducibili ad annate come quella del 2005 – nessuna nuova band (o artista) ha avuto la forza di imporsi a livello sociale.

L’assenza di un “ricambio generazionale” (termine improprio ma aiuta a rendere l’idea) si è rivelata deleteria per un genere che, fino ad allora, aveva fatto della prosperità una delle principali “frecce al proprio arco”. È oggettivo come questo genere abbia rallentato la propria crescita sia a livello di produzione che di apertura nei confronti di nuove scene emergenti.

Ma oggi qual è lo status del metal? Si sono oltrepassati questi limiti? Abbiamo realtà innovative pronte a risollevare questo panorama?

Negli ultimi anni il metal sembra godere di nuova linfa. Molti artisti emergenti, infatti, puntano su prodotti caratterizzati da impianti stilistici largamente innovativi: si pensi al trap metal di Ghostemane che, con il suo ultimo disco intitolato ANTI-ICON, ha lanciato un chiaro segnale di come sia possibile lavorare su realtà apparentemente lontane.

Altro esempio significativo è quello dei Code Orange, band originaria di Pittsburgh, capace di giungere ad un prodotto formato da elementi tipici del death metal, hardcore, industrial, metalcore e di musica elettronica. Quest’ultimi hanno lavorato su una base già consolidata, perfettamente riconducibile ai mostri sacri del genere, apportando soluzioni innovative e ben amalgamate. Il brano Swallowing the Rabbit Whole, contenuto nell’album Underneath, riassume perfettamente quanto finora riportato: traccia stilisticamente contorta, giri appartenenti alla corrente deathcore ma sviluppati su arrangiamenti elettronici di grande impatto.

Un lavoro, quello dei Code Orange, in grado di elevarsi a riferimento per tutte quelle nuove band desiderose di gettarsi nella mischia.

Giova ricordare come – oggi – sia necessario studiare la propria proposta sotto ogni punto di vista. Lo stesso Ghostemane, fin dal suo esordio, si concentra su tematiche negative e caratterizzate da un ampio utilizzo di riferimenti “deviati”, come l’impiego di personaggi animati inseriti in contesti macabri e inquietanti. Tutto ciò contribuisce a dare profondità al proprio prodotto, nonostante si tratti di accorgimenti attinenti l’estetica del lavoro.

Il metal si appresta a tornare in auge, avvalendosi del contributo di nuove leve pronte a sostenere un intero panorama. L’auspicio è quello di vedere accrescere la quantità di idee che andranno a costituire il metal che verrà.

Articolo a cura di Andrea Parente

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