Distinguersi nel web, il caso della neonata Funky Radio

Distinguersi nel web, il caso della neonata Funky Radio

 

Il 2 giugno è nata Funky Radio, un’emittente che suona h24 a ritmo di funky e che in pochi giorni ha suscitato l’interesse non solo di appassionatati del genere ma anche di esperti del comparto radiofonico. Competenza, qualità del suono e strategia sembrano gli ingredienti fondamentali per differenziarsi nell’universo della rete dove molti si improvvisano.

Sviluppata a partire dall’idea di due amici nonché professionisti del settore, Funky Radio ha tutte le carte in regola per distinguersi nel variegato mondo del web, intercettando i gusti di una consistente fetta di pubblico.

Lo sa bene Umberto Labozzetta esperto di comunicazione con un passato a Radio Deejay, tutt’ora impegnato nel settore discografico. «Come diceva Steve Allen la radio libera la mente» spiega Labozzetta. «Dati alla mano, sappiamo che gli italiani sono molto legati al mezzo radiofonico che viene ascoltato ogni giorno da almeno 30 milioni di persone» prosegue il direttore artistico della neonata emittente, il quale sottolinea l’importanza di imparare a muoversi in un settore sul quale i grandi gruppi editoriali, non a caso, stanno investendo. «Viviamo nell’era dello smartphone che sta diventando il nuovo supporto anche per ascoltare la radio. Le web radio hanno dalla loro parte l’accessibilità e l’ampiezza dell’offerta capace di accontentare anche le nicchie».

Se dunque la web radio rappresenta il futuro, a maggior ragione è necessaria competenza per muoversi in modo intelligente in un settore in evoluzione che darà del filo da torcere all’FM non appena sarà possibile rilevare ed analizzare in modo chiaro gli ascolti. La sfida sarà creare una sorta di coesistenza reciprocamente fruttuosa tra l’analogico e il digitale riconfermando la straordinaria capacità del mezzo radiofonico di sfruttare a proprio favore le nuove tecnologie.

In pochi giorni Funky Radio è riuscita a suscitare grande interesse non solo presso appassionati del funky ma anche di curiosi raggiunti grazie ad un’ opera strategica di posizionamento in rete e sui principali aggregatori di web radio (opera non facile tenendo conto delle 40 radio già esistenti associate al tag “funk”). «I primi riscontri superano l’immaginazione» ha dichiarato Gianluigi Petruccio, Station Manager della nuova emittente. «Funky Radio presto potrebbe essere ascoltata in alcune regioni italiane anche in DAB+ e in FM» spiega il giornalista ed editore.

“Only funky music” è il mantra del progetto che conta su un archivio digitale di oltre 1.000 brani in HQ (High Quality) che comprende tante rarità rimasterizzate dai vinili in mesi di intenso lavoro. La selezione dei brani è circoscritta ad un periodo specifico che va dal ’63 fino ai primi anni 80, ovvero a quello che coincide idealmente con il periodo d’oro del genere. Tre storici speaker radiofonici americani sono stati coinvolti per i liner e gli station-break mentre dalla European Broadcasting Union è giunta l’autorizzazione per l’utilizzo del particolare dominio .radio.

E questo è solo l’inizio. In cantiere ci sono diversi progetti che vanno oltre all’attuale non-stop musicale. Fra questi una fascia con brani funk mixati da storici deejay e delle pillole quotidiane sulla storia del genere. Si fa sul serio anche dal punto di vista commerciale grazie a partnership con realtà innovative. È freschissimo infatti l’annuncio di una collaborazione tra Viagger e Funky Radio. «Con Umberto Labozzetta abbiamo  già in essere un’ottima collaborazione sul nostro canale Spotify che piace molto» ha dichiarato Glauco Auteri, General Manager dell’impresa attiva nel settore del turismo e che non esclude di realizzare in futuro anche momenti radiofonici live per parlare di viaggi e vacanze. 

(Questo il link per poter ascoltare Funky Radio – http://funky.radio/)

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