Palchi, musica, ansia e Roma: la nostra intervista a Giancane

Palchi, musica, ansia e Roma: la nostra intervista a Giancane

Romano doc, artista a 360 gradi e sicuramente uno dei musicisti capitolini più originali sul panorama musicale nazionale, Giancane benvenuto su 2duerighe.com. Iniziamo con una domanda di rito: il tuo primissimo ricordo legato alla musica?

Il mio primissimo ricordo risale a tanto tempo fà, vivevo a casa di mio nonno e lui suonava il piano, mentre nell’altra stanza mio zio faceva del synth pop anni 80 e mi fece registrare delle voci per un coro di bambini.

Ricordi ancora il primo palco?

Certo! Festa di una scuola, non mia, all’Alpheus di Roma ora si chiama Planet, grandissime cover no sense.

Rimaniamo sui live: qual è il tuo ricordo più bello legato ad un esibizione?

Uno dei più belli è stata la prima volta a Torino, al secondo pezzo,in mezzo alla canzone, ci siamo fermati e ho chiesto perchè conoscessero i miei pezzi, è stato strano, una delle prime volte fuori da Roma.

Poi ci sono stati vari episodi che ricordo con felicità ma sono tutti legati a cose che succedevano sotto e sopra al palco, tipo, accanto ad una festa dove suonavamo ce n’era un’altra, la festa della Lega Nord, abbiamo cambiato uno dei  testi in “adotta un leghista” e un signore, mentre suonavamo, stava corrompendo dei bambini con delle birre per venire a tirarci dei sassi, purtroppo non è successo e ce lo hanno riferito dopo.

Andiamo sul tuo ultimo lavoro “Ansia e disagio”, com’è nata l’idea di quest’album?

E’ nato tutto dal caso, come tutto quello che concerne Giancane, avevo una serie di tracce scritte in due anni ed il filo conduttore era proprio l’ansia, il disagio invece vorrebbe significare la vergonga per altre persone, ma, in italiano, non abbiamo una parola “pragmatica” per dirlo, la cosa che più si avvicina secondo me è il “disagio conto terzi” da lì,  solo disagio.

Riascoltandolo ora cambieresti qualcosa a livello musicale?

Chiaramente sì!

Il mio mestiere principale è fare dischi altrui, quindi sulle mie cose cerco di sperimentare cose nuove, mischiare generi e tecniche produttive, ovviamente sono tutti esperimenti, scrivo, registro e misso quindi ad una certo punto perdi lucidità, ovviamente riascoltare i brani dopo un po’ di tempo fa sì che si  trovino degli errori sparsi qua e là ma fa parte del gioco.

In genere riascolto un mio disco dopo un annetto quindi cambierei tutto o quasi.

Ipocondria con Rancore… come si è sviluppata questa collaborazione?

Ho conosciuto Tarek quando veniva a fare le battles alle serate dei Broken Speakers al Traffic, si chiamava Rinquore e Rancore, era strano ma spaccava tantissimo.

Quando ho scritto ipocondria, essendo il testo un loop notturno, ci sentivo qualcosa che aprisse con un altro mood ed altre parole, quindi chiesi al Danno de il Colle der Fomento ma per lui il beat era troppo veloce,poi in un locale dopo un mio concerto misero “S.U.N.S.H.I.N.E.”, il giro armonico e il bpm erano molto simili e lì mi si è accesa la lampadina, mi sono detto:

“cazzo Tarek è perfetto ed è pure ipocondriaco”

L’ho sentito ed eccola là.

Lo ringrazio ancora perchè mi ha regalato delle rime pazzesche.

Domanda d’obbligo: come si controlla l’ansia?

Io con la musica e il tabacco, ognuno ha il suo metodo, per ora funziona, la tengo sotto controllo.

Ma ci sono anche dei dottori fatti apposta eh!

Sei di San Paolo, romano  doc, c’è un luogo di Roma al quale ti senti particolarmente legato e perché?

Sembra strano ma Prati, mia madre lavorava lì quindi ho frequentato asilo,elementari e medie e poi ho trovato la scuola di musica dove sono stato per 10 anni e dove ancora collaboro. Crescere in quel quartiere  mi ha aiutato molto, se non altro per cominciare ad accettarre il  fatto di sentirmi fuori luogo, vedevo le case dei miei amichetti e, col senno di poi, ho capito perchè a casa mia non venivano mai.

Torniamo alla musica: novità sui lavori futuri?

Uscirà un singolo a Breve, non anticipa nulla eh, è una costola di ansia&disagio, si chiama Non Dormo Più, doveva finire nel disco ma non era ultimata e in tour non riesco molto a scrivere, ci siamo fermati 2 mesi e l’ho finita, essendo passato un anno dal disco, è diversa, ci sono più chitarre elettriche e per la prima volta lo abbiamo arrangiato con tutta la band, mi piace perchè, ora che lo risento, sembra che Max Pezzali abbia incontrato Fat Mike dei Nofx e gli abbia chiesto un feat.

Ho cominciato a pensare al disco nuovo.

Vediamo cosa succederà dentro alla mia testa

Ultima domanda prima dei saluti: un artista con il quale ti piacerebbe collaborare in futuro?

Chiaramente Max Pezzali, non credo ci sia bisogno di spiegare le motivazioni.

Grazie per la disponibilità e un grande in bocca a lupo per i progetti futuri.

Grazie a te e Viva sempre il lupo!

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