Intervista a Serena Mente: cosa significa per me essere una cantante indie

Intervista a Serena Mente: cosa significa per me essere una cantante indie

Alla vigilia di un nuovo Sanremo, uno dei Festival che si prospetta tra i più interessanti dal punto di vista musicale per le novità che sono state annunciate, la musica la fa già da padrone nelle nostre menti. Oggi presentiamo una cantante emergente, che abbiamo avuto il piacere di intervistare per 2duerighe: Serena Mente.

Serena Mente si definisce una cantante Indie. La musica Indie, oggetto della scena musicale attuale tra critiche e apprezzamenti, deriva il suo nome dall’aggettivo “indipendente”, perché indipendente è la musica prodotta, meglio autoprodotta, senza l’appoggio delle grandi major discografiche. Ma Serena Mente ci colpisce per la sua personale spiegazione dell’Indie, una spiegazione che rimanda alla percezione che ogni artista ha di sé, del proprio talento, della propria musica, della propria libertà. C’è un momento emotivo in cui ci si sente pronti per l’Indie ed è il momento che Serena Mente ha raggiunto.

Ma anche no” sarà il suo primo singolo, che uscirà il 31 gennaio su tutti i digital stores. Serena Mente è una ragazza che ci ha impressionato per il suo talento e la sua passione, ma soprattutto per la sua autenticità, la sua genuinità e spontaneità, per l’emozione che mette in ciò che fa e nella sua musica. Da noi di 2duerighe un grande incoraggiamento e un grande “in bocca al lupo”!

MA ANCHE NO – Cooming soon

Soltanto 5 giorni all'uscita del mio primo singolo su tutte le piattaforme digitali!!! Emozionata me 😍😍#serenamente #maancheno

Pubblicato da Serena Mente su Sabato 26 gennaio 2019

Ciao Serena! Rompiamo subito il ghiaccio con una domanda concreta. Serena Mente è il tuo nome d’arte, ma in che senso? “Serena Mente” perché Serena dice le bugie oppure “Serena Mente” come l’avverbio “serenamente”? Svelaci il gioco di parole dietro il tuo nome.

Serena Mente in tutti i sensi in cui si può immaginare! In molti me la fanno questa domanda ed è esattamente quello che ho voluto far passare attraverso questo nome. Il mio nome reale, Serena Allegrucci, già lascia pensare che io sia di mio una ragazza abbastanza allegra, serena per l’appunto e solare, e in realtà lo sono. Con il mio nome d’arte ho voluto giocare un po’ su un aspetto ambivalente, nel senso che cerco di affrontare la vita con serenità e ironia, e questo poi si rispecchia nelle mie canzoni; questa, del resto, è la chiave con cui cerco di scrivere e raccontare le mie storie attraverso la musica. Quindi il “Serena Mente” mi aiutava, perché se lo leggi “serenamente” allora questo nome d’arte diventa quasi un motto, come “hakuna matata”, “senza pensieri”; se lo leggi “Serena mente” nell’altro senso, sta a significare che per quanto uno si voglia sforzare di essere il più sereno possibile, c’è sempre il momento in cui si devono affrontare le cose in una maniera più seria. Un gioco di parole che mi è sempre piaciuto e l’ho sfruttato; è stato tutto sommato un gioco di parole riuscito! Il mio scopo era infatti che il nome non fosse letto secondo una sola interpretazione, ma fosse in grado di creare più immagini nella testa delle persone.

Passiamo ora alle cose serie. A fine gennaio uscirà il tuo inedito “Ma anche no”, a cui farà seguito un EP. Parlaci un po’ di questo primo singolo.

Ho scelto di pubblicare questo brano, anzi in realtà ero indecisa per il pezzo di lancio tra due brani che saranno contenuti sempre nell’EP, che uscirà a primavera. Lo scorso settembre ho fatto un concerto, il primo mio concerto che facevo a Roma per presentarmi, farmi conoscere e far conoscere le mie canzoni; durante la serata alla domanda su quale fosse la canzone che piaceva di più, si è arrivati al ballottaggio tra due canzoni “Ma anche no” e “Vivo adesso”. A furor di popolo, la maggioranza ha scelto “Ma anche no”. Fidandomi ciecamente del pubblico, anche perché scrivo per il pubblico, per gli amici e per chi ha piacere di sentirmi, mi sono detta ‹‹Che “Ma anche no” sia››. Il singolo esce il 31 gennaio e domenica 27 gennaio lo presentiamo al Jailbreak di Roma insieme all’anteprima del videoclip. Il brano è molto ironico, parla di una storia d’amore un po’ particolare. Immaginate come va a finire considerando il titolo!!

A proposito del live romano di domenica 27 gennaio al Jailbreak, che serata dobbiamo aspettarci? Intanto vuoi darci delle anticipazioni, suonerai da sola o salirai sul palco con una tua band?

Mi esibisco con una formazione composta da quattro elementi. Marco Vitantoni al basso, Francesco Trippanera alla batteria e Elvys Damiano alla chitarra e arrangiatore di tutti i miei brani. Siamo una band completa, a volte suoniamo in acustico, a volte con delle sequenze perché la scaletta è un po’ varia, passa da canzoni un po’ vecchiotte, ai miei brani, fino a cover più recenti. Il concerto durerà più o meno sulle due orette. In realtà tendo a non farne troppi di concerti, cioè preferisco fare pochi concerti nei locali che io prediligo e in cui voglio suonare. L’ultimo concerto, come dicevo, è stato il 23 settembre a Le Mura. Scelgo accuratamente la location e il concerto per creare uno spettacolo diverso, non sempre lo stesso; se fai più concerti uno dietro l’altro diventa difficile variare molto la scaletta. La mia band, poi, viene tutta da Terni, siamo tutti umbri, dato che anche io sono umbra, di Sigillo per la precisione, quindi con loro è difficile incontrarsi e fare prove tutte le settimane. Così invece ho più tempo per capire cosa mi piace, cosa far passare durante il concerto; molte canzoni in scaletta mi rappresentano, sono quelle canzoni che avrei voluto scrivere io, e le mescolo con le mie. Il 27 farò la presentazione di tutti i miei brani, quelli che sono contenuti nell’EP e quelli che non rientreranno nell’EP, ma che farò sentire lo stesso per la prima volta. L’EP sarà composto di sei brani, tre in italiano e tre in inglese. Dovrebbe uscire intorno ad aprile o maggio, ed è un’autoproduzione: Indie fino alla fine!

Tu che sei una cantante indie, rispondi a questa domanda da cento milioni di euro: cosa vuol dire fare indie?

È una bellissima domanda, che lascia uno spunto di riflessione molto ampio. Nel mio caso essere Indie significa in prima battuta credere in ciò che si fa e in quello che si ha da dire. A marzo farò 32 anni e ho scelto adesso, solo adesso, di fidarmi delle mie canzoni e di me, quindi per me essere Indie ora ha ancora più valore. Ho una carriera musicale alle spalle, ho fatto teatro, mi sono laureata in Lingue, però scrivo da quando avevo 12 anni ormai. Se adesso ho avuto il coraggio di fidarmi di me, vuol dire che questo evidentemente è il momento giusto. Per produrre ci vogliono soldi, mezzi, conoscenze e tutto ciò di cui uno ha bisogno per produrre fisicamente un album. Ciononostante, la fiducia in se stessi è sempre qualcosa di più difficile da trovare. I soldi puoi trovarli in qualche modo, ma il motore che ti spinge ad uscire, a farti ascoltare e sentire arriva in un determinato momento della vita. Personalmente non ho mai avuto un tempo preciso per fare le cose, ho sempre aspettato che fosse il momento giusto ed ora è arrivato. Per me essere Indie significa proprio questo.

Hai un curriculum di tutto rispetto, nella tua biografia c’è di tutto. Hai studiato musica, canto, teatro, Lingue e Letterature all’Università. Mi chiedevo innanzitutto quante vite tu abbia già vissuto! Scherzi a parte, come hai fatto e come fai a conciliare tanti interessi diversi e tanti impegni diversi?

Anche questa è una bellissima domanda, perché uno passa la vita ad essere convinto di dover intraprendere una sola strada e poi si rende conto che le strade che ha già percorso possono incastrarsi tra loro. Se hai una capacità, è bene cercare di sfruttarla anche in un ambito in cui non credevi possibile sfruttarla. Io ho studiato Lingue all’università, una cosa che sembra non avere niente a che fare con la musica. Invece poi sono riuscita a trovare una connessione perché mi sono laureata con una tesi sulla traduzione dall’inglese all’italiano nel musical. Insegno tutt’ora inglese ai bambini piccoli attraverso la musica e viceversa. Alla fine a vent’anni non ti rendi conto, ma se tutte le scelte che hai fatto nella vita riescono a convergere, questo può rivelarsi solo un valore aggiunto. Tramite un percorso in cui confluiscono più conoscenze, può capitare di sviluppare delle competenze o delle capacità che poi diventano uniche, originali, diventano capacità che hai solo tu proprio grazie al tuo percorso, e questo ti rende unico. Per esempio, io non scrivo solo in italiano, ma anche in inglese e spesso mi hanno detto che scrivo o parlo meglio in inglese che in italiano. Ora non so cosa si dirà dopo l’uscita dell’EP, però sicuramente questo dipende ed è merito del mio percorso di studi universitario.

Sei insegnante di canto, ma anche di propedeutica musicale ai bambini, insegnante di coro, ukulele, chitarra e composizione pop. Qual è il tuo approccio alla didattica? Che insegnante è Serena?

Per fortuna a me piace molto insegnare soprattutto ai più piccoli, quindi nello specifico propedeutica musicale. Ho sempre amato l’essere piccoli ed ingenui, ho sempre amato la spontaneità dei bambini. La spontaneità è una caratteristica che io stessa ho saputo mantenere nella mia vita e per questo ringrazio i miei genitori e i miei amici, che non hanno mai provato a cambiare quello che sono, ma mi accettano per quello che sono. Il mio approccio alla didattica è questo, cioè mantenere quella passione che hanno i bambini quando iniziano a fare le cose, quando iniziano a scoprire la musica e il canto. A me piace insegnare, non è un lavoro di ripiego. Insegnare insegna molto più a me che ai ragazzi stessi. Se riesco a far capire il valore della musica, della socialità, della bellezza tramite quello che posso insegnare loro, sono felice. Una delle cose più belle che mi capita è quando loro capiscono qualcosa, dalla cosa più piccola come una nota a come affrontare una canzone: questo per me è motivo di orgoglio, perché in quel momento mettendosi in gioco hanno percepito loro stessi. Ho imparato di più da quando ho iniziato ad insegnare, soprattutto sui rapporti e su come relazionarsi con le persone, su quello che fa felici le persone, su come tranquillizzare per esempio i bambini attraverso la musica. Ho iniziato ad imparare di più insegnando, ma ho iniziato ad imparare non tanto e non solo della materia che insegnavo, ho imparato a livello umano ed è quello che ti arricchisce molto. Certo, a volte i bambini sono anche sprezzanti e vulcanici, soprattutto quando hai i gruppi più numerosi, però è bello anche così! Di certo se tutti riuscissimo a mantenere la loro spontaneità, ci sarebbero meno fraintendimenti e problemi. I bambini sono spontanei, senza filtri, sinceri, ti dicono la verità e così tu riesci subito a capire le cose come stanno nel bene e nel male.

Leggevo che recentemente hai fatto parte del cast dello spettacolo teatrale “Tabù”. Qual è stata la tua esperienza con il teatro?

Il teatro rappresenta una parte fondamentale della mia carriera, perché ha significato avere il coraggio di affrontare le mie paure. Devo essere sincera, preferisco cantare e fare concerti, perché il teatro mi ha sempre messo molta più ansia! Allo stesso tempo però recitare, essere su un palco e affrontare le proprie paure e i propri scheletri nell’armadio sicuramente rafforza e fa crescere. Credo fermamente che la crescita esponenziale che ho avuto risale al periodo in cui studiavo teatro in accademia e cominciavo a fare spettacoli. Lo spettacolo “Tabù” è andato in scena il 13 dicembre scorso, io ero e non ero in scena, perché facevo la musica dal vivo, quindi ero totalmente nella mia comfort zone. “Tabù” è una storia molto bella, che speriamo di portare in giro in tutta Italia. Mentre le ragazze recitavano, io facevo lo sfondo musicale e cantavo le mie canzoni in base alla scena. Ho creato per lo spettacolo un paio di canzoni inedite, che poi farò sentire nel live. Il teatro è una larga parte della mia vita, mi ha anche dato modo di imparare a scrivere le mie canzoni in una maniera più teatrale, non solo da cantautrice, ma inserendo una vena di narrazione; posso dire di avere delle storie da raccontare, non solo delle belle parole da mettere dentro una canzone. Questo mi ha fatto crescere e ha fatto crescere la mia musica.

La tua carriera dimostra come nella vita sia fondamentale studio, dedizione e costanza. Pensi che l’impegno ripaghi sempre? Che consigli dai ai tuoi allievi che sognano una carriera nel mondo della musica?

Sicuramente studiare è fondamentale, è importante innanzitutto sapere fare bene quello che si vuole fare. Qualsiasi talento, nella musica come in qualsiasi altro ambito, va coltivano e curato. Altrettanto fondamentale è cercare di non abbattersi, di non arrendersi, perché è proprio quando si incontra lo scalino, l’ostacolo che avviene il passaggio al momento successivo della propria crescita. La cosa più importante, che ho vissuto e sto vivendo sulla mia pelle, è quanto effettivamente tu credi in quello che stai dicendo, ma senza arroganza o egoismo. Semplicemente il credere in quello che hai da dire fa sì che tutti quelli che hai intorno ti stiano ad ascoltare, non importa quanto ristretta o ampia sia la cerchia di persone che ti ascoltano, se siano amici, parenti o il pubblico di un saggio di fine anno. Se hai fiducia in te, anche gli altri ne avranno. Questo oggi come oggi è indispensabile perché siamo circondati da tanta musica, anche troppa. Per fare qualcosa di diverso, si deve mettere al centro quello che uno è, affidandosi alle proprie percezioni, riscoprendo quell’autenticità che rende unici. In questo un grande maestro per me è stato fin da piccola Freddy Mercury, un’altra mia grande passione. Bisogna fidarsi di quello che si ha da dire, delle proprie capacità, sempre con umiltà, è importante anche capire quando si sbaglia. Crederci è il passo verso la soddisfazione personale, almeno. L’importante è essere soddisfatti nel proprio piccolo di quello che possiamo creare giorno dopo giorno.

Hai nominato Freddy Mercury, una tua grande passione. Sul tuo canale Youtube e sulla tua pagina Facebook ci sono molti video in cui interpreti cover di brani dei Queen e di Freddy Mercury. Chi sono i tuoi maestri nella musica?

I miei genitori sono molto giovani, non avevano nemmeno vent’anni quando sono nata, quindi da piccola mi facevano ascoltare i grandi della musica. Sono cresciuta con i Queen, i Pink Floyd, i Dire Straits, i Deep Purple, diciamo che è molto rock la mia anima. Poi crescendo con il tempo i gusti musicali si affinano e se ti dovessi dire gli artisti che amo di più, ti direi Stevie Wonder, Alicia Keys, Sting. Stimo molto anche Lady Gaga, che ha avuto un inizio di carriera molto chiacchierato nel mondo dello scandalo e del pettegolezzo, così la sua musica è passata in secondo piano. Quando è riuscita a togliersi il mondo del gossip di dosso, sono riuscita ad apprezzare molto di più i suoi brani e lei come musicista. Nella musica italiana ho stima profonda per Max Gazzè, Niccolò Fabi, e da un po’ di tempo a questa parte anche Levante. In generale però mi piace tutta la musica, ascolto più musica pop e rock, ma se c’è un brano anche rap, per esempio, che mi piace e che merita di essere ascoltato, lo ascolto e lo apprezzo. Ultimamente sto ascoltando Caparezza, per esempio, che è un genio assoluto! La verità è che amo tutta la musica!

Se ti chiedessi di dedicare questo primo inedito e questo primo EP a qualcuno, a chi li dedicheresti?

Sicuramente ai miei genitori. Sono stati loro che hanno trovato in me questo talento musicale e nonostante le difficoltà, perché erano molto giovani e vivevamo in un paesino piccolo, mi hanno sempre spinto verso i miei sogni, mi hanno sempre guidato verso la mia felicità. Per me la felicità maggiore è renderli orgogliosi di quel poco che sono riuscita ad ottenere e a raggiungere a partire dai loro sforzi e soprattutto dal loro amore.

L’invito per chi si trova a Roma è di andare a sentire Serena Mente domenica 27 gennaio. L’evento è in collaborazione con la Next Music Academy di Roma, una delle scuole romane in cui la stessa Serena  insegna e da cui provengono alcuni ragazzi che si esibiranno in apertura all’evento.

Per info e prenotazioni:

JAILBREAK
via Tiburtina, 870 Roma
Inizio spettacolo ore 21.00
https://www.facebook.com/events/2020645401384567/

Social Networks Serena Mente:
https://www.facebook.com/SerenaMenteOfficial/
https://www.youtube.com/user/megilwen87

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