I Muse in tour tra rock e sci-fi con l’album Simulation Theory

I Muse in tour tra rock e sci-fi con l’album Simulation Theory

Simulation theory è l’album che ha segnato il ritorno del power trio a due anni di distanza dal successo di Drones – premiato con il Grammy Award per il miglior album rock nel febbraio 2016.

L’effetto finale equivale ad una scarica di adrenalina in un contesto futuristico ispirato alla science fiction. La ritmica decisa, la voce di Matt Bellamy sono il minimo comune denominatore delle 11 tracce dell’album in cui è forte il richiamano agli anni ’80 e in cui l’elettronica la fa da padrona. Il disco, una perfetta mescolanza tra stili e generi quali il rock, il funky, vene di gospel e synth pop, evoca un immaginario che si presta alla scena live forse meglio di qualsiasi precedente album della band inglese. Simulation theory è il frutto di due anni di lavoro in cui si è curato un singolo per volta, ognuno dei quali ha il suo videoclip, tutti svelati man mano che si avvicinava il momento della pubblicazione.

Spicca la cura dedicata all’impatto visivo del disco che risulta omogeneo dalla copertina fino ai video-clip ispirati a classici film degli anni ’80 come Ritorno al futuro, I Goonies, Blade Runner ma anche al mondo dei videogiochi. Nel video di Pressure – ispirato alla scena del ballo di Ritorno al futuro – la band appare con il nome di Rocket baby doll che fu per tre mesi il nome del gruppo prima di Muse. L’artwork dell’album è stata realizzata dall’artista digitale Kyle Lambert, mano dietro alle locandine di Stranger Things, Jurassic Park e molti altri film.

Si avvicina sempre di più il momento in cui finalmente anche il pubblico italiano vedrà Simulation theory nella sua dimensione live che nel resto del mondo sta macinando un successo dietro l’altro, fra stadi colmi di folle urlanti. Nel complesso ci sono tutti gli ingredienti per uno show all’altezza di quella che rimane una delle migliori band dal vivo al mondo. Bellamy e soci raccontano che lo scenario pensato per questo album vuole mettere al centro l’uomo rispetto alla macchina, idea paradossale considerando che l’album è zeppo di riferimenti alla tecnologia e alla realtà virtuale. Performers e comparse rendono infatti le tappe di questo tour dei Muse un concerto più simile ad uno spettacolo teatrale che approderà nel nostro paese i prossimi 12 luglio a Milano (San Siro) e 20 luglio a Roma (Stadio Olimpico). Si prospetta uno show da non perdere.

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