Intervista a Matteo Buselli: “Bisogna sempre tirare fuori il bambino che c’è in noi”

Intervista a Matteo Buselli: “Bisogna sempre tirare fuori il bambino che c’è in noi”

Matteo Buselli, toscano, classe 1998 ed un’identità artistica davvero unica nel suo genere.
Il suo percorso si divide fra canto, tv e… qualcosa che scoprirete leggendo, negli ultimi 3 anni è da sempre un finalista del Cantagiro ed ogni anno lo incontriamo con una novità.

Apparentemente ironico e leggero ma dietro le righe sempre un messaggio da comunicare, abbiamo intervistato Matteo per scoprire più da vicino il suo mondo e i brani che ha realizzato in questi anni.

Tra questi “Giullare”, di cui il video esce proprio oggi, firmato da Gianni Nepi e da Enrico Kikko Palmosi, già autore per Modà, Emma Marrone, Valerio Scanu e molti altri.

Ciao Matteo, il tuo modo di fare musica è davvero sopra le righe, come parleresti di te stesso a chi non ti conosce?
Il mio modo di fare musica è davvero sopra le righe, non a caso ho vinto il premio 2duerighe l’anno scorso! Lasciando da parte le battute mi piace presentarmi come un cantante che non cerca solo di colpire le persone dimostrando chissà cosa nel cantare, usando virtuosismi, strazianti acuti o arzigogoli particolari, ma amo poter entrare nel cuore del pubblico nelle maniere più strane, emozionando, divertendo o semplicemente facendoli tornare un po’ bambini. I miei brani sono molti diversi tra loro, alcuni trattano di amori stravaganti, altri di problemi sociali, altri ancora di entità surreali, ma tutti hanno in comune una cosa, quella freschezza e quella gioia che ognuno di noi dovrebbe avere nella vita di tutti i giorni.

Dalla tua Piombino, come hai iniziato il percorso nella musica?
Ho iniziato il mio percorso musicale nella mia Piombino all’età di 8 anni quando iniziai a prendere alcune lezioni di chitarra da una cara amica. Poco dopo, non ancora soddisfatto, decisi di iscrivermi al corso di canto moderno tenuto dal maestro Gianni Nepi, per intraprendere un cammino che tutt’oggi continua, non solo sul lato scolastico, ma anche sul lato lavorativo visto che Nepi è anche l’autore dei miei brani. Ho partecipato anche a numerose masterclass con personaggi importanti del settore come Edoardo Vianello, Enzo Campagnoli, Marco Vito, Giò Di Tonno, Fioretta Mari presso un’accademia locale.

Limousine e La Fine del Mondo sono i due inediti che hai presentato al Cantagiro nel corso degli anni arrivando sempre ai primi posti della finalissima, come nascono?
Limousine, il primo brano con cui mi presentai nell’edizione 2016, nacque un po’ per gioco, arrivai secondo ad un concorso canoro qui in Toscana che mi permise l’accesso alle Semifinali del Cantagiro. Era la prima volta che partecipavo ad un concorso così importante, e quando seppi che bisognava gareggiare con un inedito…..PANICO! Per fortuna il mio insegnante, conoscendo i miei pregi e difetti, riuscì a cucirmi addosso questo comico brano il cui soggetto fu ideato da me. Successivamente, l’anno dopo per essere precisi, arrivò “La fine del mondo”, che in verità era un brano che Nepi scrisse negli anni 80, dove riportava alla luce in chiave ironica i problemi della società. Essendo molto attuale, anche perché i problemi in Italia sia a livello politico che sociale sono sempre gli stessi da anni, decidemmo di tentare la sorte.

Arriviamo a Giullare, il brano di quest’anno che vede il tocco di Enrico Kikko Palmosi e Gianni Nepi: ti senti un po’ un “giullare”?
Giullare è un brano bellissimo, non di certo perché lo canto io, ma perché riesce a raccontare una storia molto sofferta con una leggerezza sopraffina, accompagnato da una melodia semplice ma efficace. Il connubio Nepi-Palmosi è indubbiamente singolare. Da una parte troviamo un autore molto fantasioso che spazia dalla scrittura di brani metal, blues, rock e pop, mentre dall’altra un autore che ha lavorato con grandi artisti come i Modà, Emma Marrone e Annalisa Scarrone che ha saputo regalare quel colore pop commerciale al brano.

“Il bambino che c’è te in fondo non è mai andato via”, dovremmo riscoprire tutti il nostro lato “bambino”? Tu come vivi il tuo essere “bambino”?
Vi svelo un segreto, anche se molti non lo sanno, ognuno di noi ha dentro di se un bambino che ogni tanto esce fuori. Il mio esce un po’ troppo, anche quando non dovrebbe, ma non ne posso fare a meno, anche perché questa cosa mi fa stare bene. Sono convinto che se un giorno per quale strano motivo decidessi di uccidere quel bambino interiore, potrei seriamente considerarmi una cosa non più umana, oppure un politico! Mi rivolgo a tutti i lettori, divertitevi, lasciatevi trasportare dalla vostra mente, dal vostro cuore, ridete e fregatevene delle persone che vi odiano e cercano in tutti i modi di mettervi di cattivo umore, e vedrete che vivrete meglio e un po’ di più!

3 cose che ancora non conosciamo di Matteo Buselli.
La prima, che sicuramente molti non sanno, è che sono anche un prestigiatore. Amo intrattenere il mio pubblico con giochi di magia e alto illusionismo. Un’altra cosa che in molti non sanno è che sono un grande ipocondriaco. Ho la fobia delle malattie, una vera e propria ossessione. Basta un dito tremolante che subito mi preparo al peggio, un peggio che naturalmente ogni volta sembra non esistere. L’ultima cosa che sicuramente ancora non conoscete, è il titolo del prossimo singolo…

Come è iniziato e un bilancio del tuo percorso al Cantagiro.
Il mio percorso al Cantagiro inizia nel 2016, grazie a Massimo Gentili, capo giuria di un concorso canoro dove arrivai secondo. Mi dette la possibilità in quanto sostituto di Alessio Boni, referente della Toscana, di farmi accedere alle fasi finali della kermesse. Quello fu l’inizio di un bellissimo percorso che tutt’oggi continua, dove ho conosciuto professionisti che mettono alla portata di tutti la loro esperienza per far si che ogni concorrente possa migliorare e sfruttare al meglio le proprie qualità. Posso dire che nei 3 anni che ho partecipato al Cantagiro, io stesso mi sono accorto di aver fatto un progresso esponenziale, che è stato possibile solo con lo studio e con i consigli del mio insegnante e dei professionisti del Cantagiro.

Il brano “Giullare” è anche un videoclip, ci racconti di più?
Il videoclip di Giullare è stato il lavoro più faticoso. Per la sua realizzazione mi sono affidato a 2 miei carissimi amici, grandi professionisti anche se giovanissimi. Il primo Lorenzo Antonioni, il regista della clip, col quale avevo già lavorato per un cortometraggio con Paolo Ruffini, e il secondo Federico Sella, un bravissimo sceneggiatore di film. Federico ha saputo trasformare il testo della canzone in una bellissima storia, e Lorenzo l’ha animata, l’ha resa reale, girando un vero e proprio cortometraggio. Immancabile anche il supporto e l’aiuto di un mio caro amico Alessandro Pepe, che ci ha aiutato durante le riprese, sia nell’organizzazione delle scene che nella parte burocratica.

I tuoi prossimi progetti e il tuo più grande sogno-obiettivo.
Io naturalmente continuerò a scrivere, a cercare di differenziarmi dalla massa e di creare prodotti originali, sempre mantenendo questa mia freschezza nell’affrontare la vita, anche cercando tematiche forti o insolite. Porterò avanti la mia attività live che ormai svolgo regolarmente da più di un anno, il “BuselliShow!” uno spettacolo dove presento i miei inediti e cover italiane e straniere, il tutto accompagnato da un intrattenimento adatto a tutte le età. Ci sono in arrivo altre novità ma per il momento non posso dirvele anche se vorrei molto! Continuerò a inseguire la strada del successo, così anche se non ce la dovessi fare, un giorno potrò dire “almeno c’ho provato!”.

Cosa diresti a chi è indeciso se partecipare o meno al Cantagiro?
Hey tu! Si dico a te! Sei sempre li?! Che aspetti, nemmeno devi pensarci, vatti a vestire e corri subito a Fiuggi, non sai cosa ti aspetta! Un team di professionisti al tuo servizio, solo per te! Se cerchi un esperienza che ti possa far crescere artisticamente e ti possa aprire le strade per un qualcosa di grandioso……VAI!

 

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