È nata MIA, trasparenza e confronto nel mondo della musica

È nata MIA, trasparenza e confronto nel mondo della musica

Giovedì 11 ottobre è nata MIA, acronimo di Musica Indipendente Associata, un’associazione italiana di categoria costituita con l’obiettivo di rappresentare e di promuovere gli interessi dei produttori fonografici, delle etichette discografiche e dei distributori musicali. MIA non ha pregiudizi e si rivolge a tutti coloro che amano la discografia indipendente, che siano capaci di istaurare un dialogo costruttivo e di rispettarsi reciprocamente, in un’atmosfera trasparente e sincera.

Il Presidente dell’associazione, Federico Montesanto, ha definito la sua MIA una realtà che si propone di “mettere al centro delle sue attività l’informazione, la crescita e il benessere degli associati”, informandoli sulle novità del mercato musicale attuale e promuovendo iniziative concrete, che possano mettere in primo piano gli artisti e la loro musica.

L’associazione ha l’obiettivo di instaurare un confronto costante e prolifico tra i propri associati e i principali organi di rappresentanza, quali società di collecting e provider di servizi digitali, senza dimenticare le Istituzioni, le autorità, gli enti pubblici e privati nazionali, europei e internazionali.

Alla domanda Da dove nasce l’idea di chiamarla MIA?, il Presidente ha risposto “Dall’esigenza di dare agli indipendenti italiani un luogo di confronto che potessero sentire proprio, per cui avere un senso reale di appartenenza, da sentire tuo a tutti gli effetti e all’interno del quale sia sempre garantita la libertà di espressione e di parola, l’informazione puntuale e competente e soprattutto la presa di distanza da quelle lobby che pregiudicano l’uguaglianza e le pari opportunità sul mercato.”

“MIA è un’associazione di categoria apartitica e apolitica, così com’è la Musica. MIA intende quindi dialogare e mettere a disposizione le proprie competenze specifiche, con tutte le forze politiche, nell’interesse degli associati e della categoria tutta” così infine Federico Montesanto ha descritto politicamente la sua neonata MIA, figlia di un sogno e portatrice di un progetto nuovo e pulito.

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