Un David Garrett esplosivo

Un David Garrett esplosivo
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Quando si fanno piani per il week end, si organizzano visite in città fuori dalla propria, pranzi in un agriturismo, trasferte per qualsivoglia motivo, a ridosso della partenza la sensazione è una sola: ma dopo tutta la settimana di lavoro, chi ce lo ha fatto fare di infilarci in un andare e venire quando potevamo starcene tranquillamente rilassati sul divano?

L’ultima decisione è comunque per la partenza, spinti dal solo pensiero che se non si fanno nel week end, non si fanno mai questi viaggi fuori porta. La sinfonia cambia un pochino quando le trasferte vengono fatte per andare ad ascoltare un concerto di un’artista internazionale, del quale si conoscono a memoria le canzoni, i cui biglietti sono stati acquistati mesi e mesi prima, con l’attesa crescente giorno dopo giorno e finalmente la data indicata è arrivata; ci si infila nel traffico, si parte equipaggiati e colti dalla frenesia del momento, che si avvicina sempre di più e fa battere le vene come se non ci fosse nulla di più importante in quella giornata.

Sabato 20 ottobre, presso il Mediolanum Forum di Assago (Milano), si è svolta la terza data italiana del tour di un musicista che sta rivoluzionando il concetto di musica classica ormai a livello mondiale: David Garrett si è esibito di fronte ad un pubblico eterogeneo, che ha riempito quasi interamente la capienza del Forum e che ha seguito con passione l’intera durata del concerto, applaudendo fino a farsi spellare le mani ed emozionandosi ad ogni nota.

Perché il concetto di musica classica oggi rimane ancora fortemente ancorato ad un’idea di sinfonia che avrebbe bisogno di essere svecchiata, modernizzata (anche se poi, certe cose devono rimanere tali proprio perché sono costantemente attuali); quando poi si parla di un violinista, lo si immagina in completo sul palcoscenico, che stringe la mano al direttore d’orchestra e che successivamente si siede sul suo sgabello.

Ecco, David Garrett è tutto fuorché questo. Non ha niente in comune con i violinisti: al di là dell’abbigliamento moderno e giovanile (ma suvvia, un ex modello in jeans e maglietta pieno di tatuaggi e che vola con il suo violino può solo far innamorare gli occhi), le sue abilità e la sua maestria con lo strumento vanno oltre la definizione standard del violinista.

In aggiunta a queste già accattivanti caratteristiche, David Garrett unisce le sue doti con la trasposizione di brani della musica pop, rock, jazz in brani eseguiti con il violino: il concerto inizia dunque con la sua personale trasformazione di “Dangerous” di David Guetta in una ballata rock, che segna la sua entrata sul palcoscenico dal fondo del parterre, passando in mezzo al pubblico e regalando immediatamente uno di quei sorrisi che lo contraddistingue sempre. Perché oltre ad avere delle abilità straordinarie nel maneggiare lo strumento, David Garrett sa comunicare: la sua passione in quello che sta facendo in quel preciso istante, il divertimento che prova sul palcoscenico, l’amore verso la musica. Tutto questo sorridendo sempre, in ogni momento, guardando verso il pubblico, ma anche intervallando l’esecuzione del suo ultimo album “Explosive”, con dei momenti di condivisione con il pubblico, in cui introduce il brano di prossima esecuzione raccontando qualche piccola curiosità sullo stesso.

Così si susseguono in quasi due ore e mezza di concerto, anche brani scherzosi come “Ghost Buster Theme”, che introduce l’imminente festa di Halloween, ma anche “Let it go” tratto dal cartone “Frozen”, che ha fatto brillare gli occhi dei più piccoli presenti in platea. Dallo scherzoso al romantico, immagine di un ragazzo che decide di eseguire un brano dal titolo “Minute Waltz”, dedicandolo alla mamma seduta in mezzo al pubblico, ricordando proprio quei momenti in cui si esercitava a casa e la sua mamma danzava davanti a lui, sulle note di un valzer.

Dalle mille sfaccettature, David Garrett si dimostra anche incredibilmente capace di stare al passo con i tempi, ma anche di attingere dal panorama musicale rock classico, impresso nella memoria di chiunque: “Bitter Sweet Symphony” dei Verve, che diventa una lunga camminata sul viale dei ricordi, addolcita dalle note dei violini che interscambia lui stesso durante alcune esecuzioni; insieme anche coraggioso e pronto a sperimentare, ad esempio tramite l’esecuzione di brani come “Viva la vida” e “Fix you” dei Coldplay. I sorrisi enigmatici e scioglimenti letti negli occhi del suo pubblico, diventano immediatamente più violenti e seri quando David Garrett esegue un pezzo classico: un minuto di Mozart, un minuto di Beethoven, un minuto di Bach. Una velocità nelle sue dita che va oltre quella che il cervello umano può anche solamente immaginare: per far comprendere la complessità dei suoi spartiti, sperimenta inoltre una nuova modalità di interazione con il pubblico, proiettando sullo schermo lo spartito e le sue mani che si muovono insieme, permettendo alle persone di “leggere” con lui il suo brano “Furious”, suonato con tale passione ed energia da far pulsare il sangue nelle vene.

Tanti brani, tanti minuti che si susseguono troppo velocemente in una serata come quella svoltasi al Mediolanum Forum, tanto che quando il concerto termina il pubblico non può fare altro che fare cinque minuti di standing ovation, riuscendo ad emozionare il violinista, che contento e soddisfatto dimostra nuovamente di non essere una pop star, di non essere divo, ma di essere estremamente umano e appassionato, facendo arrivare a tutte le persone presenti il suo essere un artista incredibile.

Rebecca Cauda

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