INTERVISTA | Finley: “Siamo una band, ma prima di tutto siamo amici”

INTERVISTA | Finley: “Siamo una band, ma prima di tutto siamo amici”

In occasione del Parolimparty, la prima grande convention sportiva del Sud Italia interamente dedicata ai soggetti con disabilità, organizzata al lido Open Sea AISM di Milazzo (ME) il 7-8-9 settembre, abbiamo fatto quattro chiacchiere con Pedro dei Finley, ospiti della serata conclusiva.

La band, nata nel 2002 tra i banchi di scuola, si è fatta conoscere nel panorama musicale italiano nel 2006, grazie all’album Tutto è possibile, prodotto da Claudio Cecchetto e diventato presto disco di platino. Nel 2007 esce il loro secondo album, Adrenalina, che porta i Finley a calcare il palco dei più prestigiosi festival europei; l’anno seguente la band partecipa alla 58° edizione del Festival di Sanremo con il brano Ricordi. Nel 2012, insieme al nuovo manager Omar Pedretti, i Finley fondano una propria etichetta discografica indipendente, la Gruppo Randa, con la quale pubblicano il loro quarto album, Fuoco e Fiamme.

Tante collaborazioni, tanti progetti e tante soddisfazioni li portano a essere nel 2013 la band che realizzerà la colonna sonora del nuovo progetto Legends of China del marchio danese LEGO. Il 2013 è però anche l’anno dell’inizio del loro percorso da conduttori radiofonici, prima su Radio Kiss Kiss e poi su Radio Monte Carlo.

Il 13 ottobre 2017 esce il sesto album Armstrong e nell’aprile 2018 viene pubblicato il brano Tutto quello che ho, che gli permette di entrare nuovamente nelle case degli italiani, dopo il debutto con alcuni programmi calcistici, facendo da colonna sonora al Mondiale 2018 di F1.

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Foto: Ilenia Bontempo

Ciao, Pedro! 12 anni da Tutto è possibile: facciamo un bilancio. Come sono cambiati i Finley in questi anni?

12 anni sono una vita intera, noi abbiamo iniziato a suonare tra i banchi di scuola e la musica rappresentava il 90% delle nostre giornate. Sì, c’era lo studio, c’era la scuola, ma la musica era il filo conduttore dei momenti passati insieme, il motivo per cui è nata la nostra amicizia, un collante che ci ha permesso di portare avanti poi questo sogno. I risultati conseguiti nell’immediato ovviamente ci hanno concesso sin da subito di essere quasi devoti alla musica, che è diventata la nostra fonte di emozioni, oltre che di guadagno, giustamente. La cosa più bella 12 anni dopo è essere ancora qui a girare per l’Italia e a riuscire a portare ovunque la nostra musica, insieme. Ovviamente le teste cambiano nel corso degli anni e le persone crescono, ma andiamo ancora d’accordo, nonostante tutti dicano che le band si sciolgono. Noi siamo una mosca bianca, siamo un qualcosa di diverso, perché innanzitutto c’è una grande amicizia che ci lega, prima della stessa passione per la musica.

Armstrong è un album di gusto elettronico, che però conserva la vostra tipica attitudine rock, come mai questo cambiamento?

Volevamo fare qualcosa di diverso con questo nuovo album. Ovviamente, come hai detto anche tu, la nostra impronta rock rimane, ma abbiamo giocato e sperimentato tantissimo. Il fatto di aver atteso quattro anni prima di pubblicare il disco ci ha permesso di sperimentare cose nuove. Inizialmente la direzione era un’altra, ma poi abbiamo capito che non era abbastanza, c’era stata ancora poca evoluzione, per cui abbiamo voluto giocare con l’elettronica, per far capire che i Finley hanno tante sfaccettature e per dare un sapore nuovo alla nostra musica, sapore adatto anche alla tematica del disco. Il power trio basso-chitarra-batteria dal vivo rende poi ancora di più l’idea, creando qualcosa di unico.

Tra poco Armstrong compirà un anno. Siete soddisfatti della risposta del pubblico?

Sì, il pubblico ha accolto positivamente il nuovo disco, sebbene una parte dei fan inizialmente non avesse compreso appieno questa svolta. Gli ascolti e i live hanno poi fatto sì che cambiassero subito opinione e che anche loro apprezzassero ampiamente il nuovo album. Una volta che ascolti queste canzoni dal vivo comprendi ancor di più il lavoro che è stato fatto in sede di scrittura e di registrazione e riesci ad apprezzare pienamente i pezzi.

Dopo la vostra etichetta discografica indipendente Gruppo Randa, il viaggio di Armstrong è stato accompagnato nella distribuzione dalla Sony Music. Come mai questa decisione?

La nostra etichetta indipendente è nata con l’obiettivo di permetterci di crescere e di sbagliare con le nostre gambe ed è rimasta costante nella fase di produzione del nuovo disco, mentre la Sony ci ha affiancato appunto lungo il percorso di distribuzione, sostenendo le nostre scelte e viaggiando sulla stessa lunghezza d’onda, in perfetta comunione di idee.

Il vostro amore per la musica vi ha fatto approdare anche al mondo della radio. Com’è stato passare da ospiti a conduttori di un programma radiofonico?

È stato ed è molto divertente. Durante le interviste con gli altri cantanti, essendo stati anche dall’altra parte, sappiamo cosa piace a un artista e quando un’intervista riesce a farti stimolare e a pizzicare le corde giuste, per cui cerchiamo di divertirci con gli ospiti, spezzando la routine delle interviste promozionali. Nei 5 anni trascorsi in radio, abbiamo intervistato moltissimi artisti e ricevere un complimento da Mark Ronson, che ci ha detto di essersi divertito e ci ha definito il suo caffè dopo una giornata interminabile, è stata una bella soddisfazione. Amiamo lavorare in radio ma, ovviamente, ci vediamo sempre prima come musicisti, dopo come speaker.

Finley e sport, un binomio perfetto. Dopo il sodalizio con il calcio, con Tutto quello che ho siete entrati nella testa di un pilota e anche nelle case degli italiani, facendo da colonna sonora al Mondiale 2018 di F1. Com’è nata l’idea?

Conosciamo ormai da tempo la redazione di Sky Sport Formula 1 e già da un paio di anni Ka realizza gli Sky Sketch, queste piccole pillole in cui racconta con dei disegni degli episodi della Formula 1 o la storia di qualche pilota. Questo progetto grafico ha fortificato l’amicizia ed è nata così l’idea di scrivere questo brano, cercando di dargli anche una dignità artistica notevole, rispettando la nobiltà di uno sport come la F1. Realizzare la colonna sonora è stato emozionante, è un progetto molto bello, che ci riempie di orgoglio.

Quali sono infine i vostri progetti futuri?

Sicuramente continueremo in radio con “Complimenti per la trasmissione” su Radio Monte Carlo dal lunedì al venerdì dalle 13:00 alle 14:00 e la domenica dalle 8:00 alle 10:00 e poi stiamo scrivendo già da mesi. Non abbiamo ancora l’idea chiara di come e quando uscirà il materiale nuovo su cui stiamo lavorando, però ci sono tantissime idee e le faremo conoscere al nostro pubblico al più presto.

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Foto: Ilenia Bontempo
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