Musica, aggregazione, sostenibilità: in Veneto si può al Pamali Festival

Musica, aggregazione, sostenibilità: in Veneto si può al Pamali Festival

Dopo una piccola anteprima a Caorle si avvicina anche quest’anno l’inizio della nona edizione del Pamali Festival in programma dal 10 al 15 agosto a Passo San Boldo tra i paesaggi montani e l’aria fresca della Valbelluna, terra di confine fra la provincia di Treviso e quella di Belluno. Il Pamali già dal nome mette le cose bene in chiaro: sta per “Pace, Amore, Libertà” ed è organizzato dall’omonima associazione culturale. In un momento in cui la comunicazione politica e culturale si muove rapida tra le autostrade insidiose del web lasciando così tanto spazio ad opinioni random e al contrario così poco al dibattito e allo scambio di idee, agiscono come una medicina i punti d’incontro come Pamali che per sei giorni mettono assieme musica, arti visive, incontri, laboratori e soprattutto persone in carne ed ossa allo scopo di divertire sì, ma soprattutto di trasmettere dei valori quali inclusione, opportunità nella diversità, sostenibilità e confronto. Non ti serve saper fare chissà cosa o essere chissà chi, l’invito è: “vieni qui e vedrai che assieme verrà fuori qualcosa di bello”. 

Gli ospiti del Pamali appartengono principalmente al panorama indipendente e grande spazio viene dato agli emergenti. I generi hanno le radici più svariate, dal folk, alla musica africana fino a quella balcanica. 

Tra gli ospiti principali di quest’anno rientra il collettivo anglo-asiatico degli Asian Dub Foundation che saranno in concerto al Pamali in esclusiva per il Nordest. Sono un vero e proprio simbolo della lotta contro il razzismo subito dalle comunità orientali sul territorio britannico. Il loro sound combina ritmi jungle, chitarre punk rock, suoni struggenti di sitar, rap e reggae. 

Incontro Luca Bassanese attivista ambientalista, artista pop folk con influenze electro-balkan che assieme agli Asian Dub Foundation è tra gli headliner del Pamali. Mi racconta che girando l’Europa per suonare a festival analoghi questo non ha nulla da invidiare ad altre manifestazioni più blasonate. La sua arte così trasversale e contaminata da diverse culture vuole creare ponti, unire, per questo la sua idea di musica abbraccia a 360° lo spirito del Pamali. 

Il ricco cartellone lascia spazio anche ai londinesi Tankus the Henge che porteranno in Valbelluna la loro miscela di funk, rock’n’roll e punk gitano. Ma ancora, sono attesi i Lehmanns Brothers, la funk band francese del momento, The Admirals, Savana Funk, Shanti Powa, IPERcusSONICI e EBM Earth Beat Movement. 

Per i più intraprendenti c’è la possibilità di mettere un po’ le mani in pasta partecipando ai numerosi laboratori che rientrano nel programma dei sei giorni. L’offerta è multiculti con sperimentazioni subsahariane al lab di musica Malinkè fino a quello dedicato all’uso delle erbe spontanee in cucina perché la novità si può trovare anche sotto casa! 

Anche Pamarte “706 Arte in Quota” il percorso espositivo di arte moderna è di richiamo internazionale. Tra le opere che verranno esposte ci sono quelle del fabbro inglese Flee Jones che è stata parte del team di artisti che hanno creato le sculture per la cerimonia di chiusura dei Giochi paralimpici di Londra e nel 2015 ha lavorato con l’artista Joe Rush, costruendo una scultura di 27 metri per il palco principale del Glastonbury Festival. 

L’arte ancora una volta è un mezzo per testimoniare una possibile via sostenibile. Da Santarcangelo di Romagna esporrà Nikki  Rifiutile, parte del gruppo Mutoid Waste Co. che dal 1992 restituisce nuova vita ai rifiuti trasformandoli in qualcosa di nuovo. 

Tutto è curato nel minimo dettaglio, tutto è coerente con una scelta di vita a basso impatto ambientale e rispettosa del territorio. Il cerchio del Pamali si chiude con l’assaggio della deliziosa Bio Pizza prodotta con ingredienti a Km 0, che risulta ancora più buona se mescolata all’aria fresca della valle e ai sorrisi dei visitatori che per la nona edizione saranno soggetto attivo di un incontro tra musiche e culture. 

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